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	<title>It&#039;s a wine world | RSS Feed</title>
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		<title>Vendemmia con i bambini in Friuli</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 08:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Enoturismo]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; tempo di vendemmia e questo Settembre 2020 ci sta regalando delle giornate di sole e caldo davvero inaspettate, così che stare all&#8217;aria aperta è davvero piacevole.</p>
<p>Per chi vive in località di campagna come nel mio caso, il transito quotidiano dei trattori lungo la strada incuriosisce i bambini, che si domandano dove vanno tutti quei mezzi agricoli. La spiegazione è semplice: è il periodo della vendemmia.</p>
<p>Ecco allora che mi sono messa alla ricerca di <strong>aziende vitivinicole in Friuli Venezia Giulia che organizzassero la vendemmia per il pubblico esterno e soprattutto per famiglie con bambini</strong>.</p>
<p>Al momento ne ho trovate due e ve le segnalo:</p>
<p><strong>De Claricini azienda vitivinicola a Moimacco</strong>, a due passi da Cividale del Friuli e facilmente raggiungibile da Udine, organizza due giornate, <strong>Domenica 20 Settembre e Domenica 4 Ottobre 2020</strong>. In questo caso è possibile partecipare alle operazioni della vendemmia, seguendo poi in cantina insieme all&#8217;enologo le fasi di trasformazione del vino. In conclusione è previsto un picnic nel vigneto o sul prato della bellissima Villa.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="https://www.declaricini.it/post/5f5b77dbbe7ea0928facfef0/vendemmia-raccogli-un-avventura-.html" target="_blank">Vendemmia. Raccogli un&#8217;avventura a Villa De Claricini</a></p>
<p><strong>Gelindo dei Magredi agriturismo e fattoria didattica a Vivaro</strong>, in provincia di Pordenone, organizza due giornate, <strong>Sabato 26 e Domenica 27 Settembre</strong>, in cui le famiglie con i bambini potranno giocare tutto il pomeriggio a fare i vignaioli. Dalla raccolta dell&#8217;uva in vigna alla pigiatura con i piedi dei grappoli nei tini, tutti saranno messi al lavoro, per poi gustare una buona merenda a base di succo d&#8217;uva, polenta e formaggio.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="https://www.gelindo.it/it/giornate-nel-resort/Festa-della-Vendemmia-nei-Magredi-2020" target="_blank">Festa della Vendemmia nei Magredi</a></p>
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		<title>Farro, orzo e vino, Villa de Claricini a Cividale</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 10:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Enoturismo]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Che mi piacesse la <strong>pasta al farro</strong> non lo sapevo, ogni tanto me ne sono imbattuta negli scaffali del supermercato, ma senza dargli tanta importanza. Oggi però che ho una figlia da educare, anche e soprattutto educazione alimentare in questi primi anni di vita, la mia spesa alimentare è preponderante, la prima voce di quello che spendo (in questo capitolo c&#8217;è anche il vino, eh!).</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2311" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-1-1024x768.jpg" alt="de-claricini-1" width="862" height="647" /></a></p>
<p>In settimana sono andata a visitare <strong>Villa de Claricini Dornpacher</strong>, che si trova a <strong>Bottenicco, subito fuori Cividale del Friuli</strong>: erano diversi anni che non ci andavo, anche se in passato spesso venivo qui ad acquistare Prosecco (uno dei migliori Prosecchi del Friuli Venezia Giulia) e il Rosso Tavagnacco (vino ottenuto da uve di Refosco dal peduncolo rosso dopo l&#8217;appassimento). Il direttore e custode della cantina era in quegli anni Mariolino Snidaro, una persona affabile, con la quale era sempre piacevole discorrere e che era sempre pronto ad aprire le porte della cantina. Mariolino ci ha lasciato improvvisamente una notte di maggio del 2017.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2312" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-2-1024x768.jpg" alt="de-claricini-2" width="862" height="647" /></a></p>
<p>Oggi a condurre l&#8217;azienda agricola, che è in primis una Fondazione che si occupa di promuovere studi e manifestazioni culturali, è <strong>l&#8217;enologo Paolo Dolce</strong>, tanti anni di esperienza nel settore della distillazione e della produzione vitivinicola. L&#8217;occasione di andare a trovare Paolo è stata interessante per scoprire il nuovo corso della produzione aziendale: <strong>i vigneti sono oggi in conversione biologica e le produzioni di farro e orzo sono già certificate biologiche così come i trasformati</strong> che da questi vengono realizzati. Paolo si è appassionato in questi ultimi anni alla <strong>filosofia dei vini di luce</strong>, che vengono prodotti con un attenzione particolare al contesto naturale: la vite è coltivata nella ricerca del suo equilibrio ed armonia con l&#8217;ambiente, così che possa la pianta stessa dotarsi di <strong>resistenza naturale</strong> alle aggressioni esterne. In quest&#8217;ottica, chiaramente, non vengono utilizzate sostanze chimiche di sintesi, si opta per l&#8217;inerbimento del vigneto e si utilizza anche una minima quantità di sostanze permesse nella produzione biologica, come il rame.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-3.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2310" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-3-1024x768.jpg" alt="de-claricini-3" width="862" height="647" /></a>Mi piace Paolo, lo stimo come persona e come professionista, un uomo che ha fatto un percorso originale, senza temere di andare controcorrente e mettendosi alla prova costantemente con nuove sfide, oggi può offrire a Villa de Claricini una visione aperta e che guarda al futuro, al cambiamento.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-5.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2315" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-5-1024x768.jpg" alt="de-claricini-5" width="862" height="647" /></a></p>
<p>Una delle scommesse su cui punta è accrescere la vendita diretta dei prodotti dell&#8217;azienda agricola, per poter instaurare un rapporto umano con le persone che acquistano i vini e le produzioni di Villa de Claricini. Io ci ho creduto e, oltre ai vini, mi sono lasciata tentare <strong>dalla pasta al farro e dall&#8217;orzo</strong>. La sera stessa l&#8217;ho cucinata al posto della pasta di grano duro che avevo in casa ed è stata una sorpresa per il gusto e l&#8217;armonia di abbinamento con il vino. Sia la farina che la pasta vengono prodotte grazie ad una filiera strettamente locale, il mulino e il pastificio si trovano entro un raggio delimitato ed entro i confini regionali.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-4.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2313" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-4-1024x768.jpg" alt="de-claricini-4" width="862" height="647" /></a></p>
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		<title>Turismo del vino: Donatella Cinelli Colombini</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 10:22:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Turismo del vino in Italia, se si vuole avere un&#8217;esperienza ed un modello da seguire, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo del vino in Italia, se si vuole avere un&#8217;esperienza ed un modello da seguire, non si può non intervistare Donatella Cinelli Colombini.</em></p>
<p><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong>, produttrice toscana che per prima ha creduto nelle potenzialità del <strong>turismo del vino in Italia</strong>, dando l&#8217;avvio all&#8217;evento Cantine Aperte oltre 25 anni fa, ha creato in provincia di Siena un vero paradiso per gli amanti del vino.</p>
<p>Io e Anna siamo state un weekend alla <strong>Fattoria del Colle a Trequanda (SI)</strong> e ci siamo divertite. <strong>Per i bambini, anche quelli più piccoli, sono molto ben attrezzati</strong>: dal lettino in camera ai seggiolini per la cena, che non sempre ritroviamo in tutti gli agriturismi, cercano inoltre di venire incontro ad ogni esigenza dei genitori.</p>
<p>Il ristorante si trova a pochi passi dalle camere e tutto il complesso enoturistico, circondato da vigneti e boschi, è facilmente fruibile.</p>
<p>Abbiamo colto l&#8217;occasione per <strong>farci raccontare da Donatella</strong> tutto quello che lei, con il suo staff, ha creato proprio per <strong>far vivere al turista del vino un&#8217;esperienza speciale</strong>. Una brevissima intervista che può dare spunto a qualcuno per le prossime vacanze e che, per gli operatori del settore, può essere davvero un bello spunto su cui riflettere.</p>
<p><strong>Turismo del vino non è solo degustazione del vino</strong>, ma molto di più e la Fattoria del Colle, come altre realtà in tutta Italia, ne sono un esempio.</p>
<p><iframe width="862" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/1fupLkzcRSs?feature=oembed" frameborder="0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mateja Gravner: vini bianchi da invecchiamento</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 08:45:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Mateja Gravner dell&#8217;azienda agricola Gravner (Oslavia &#8211; Friuli Venezia Giulia) oggi ci racconta, in meno ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mateja Gravner</strong> dell&#8217;azienda agricola <strong>Gravner</strong> (Oslavia &#8211; Friuli Venezia Giulia) oggi ci racconta, in meno di tre minuti, cosa c&#8217;è alla base della produzione di un <strong>vino bianco da lungo affinamento ed invecchiamento</strong>.</p>
<p>La loro cantina è una delle più conosciute al mondo, soprattutto per il desiderio di sperimentazione che in questi anni ha mosso il papà di Mateja, <strong>Josko Gravner</strong>. In una tensione costante alla ricerca dell&#8217;equilibrio ideale per i suoi vini, oggi è famoso in particolare per la produzione di <strong>Ribolla Gialla in anfora</strong>, che esce sul mercato dopo sette anni di affinamento in cantina.</p>
<p>Attualmente l&#8217;azienda Gravner coltiva unicamente <strong>Ribolla Gialla</strong> per i vini bianchi e <strong>Pignolo</strong> per i vini rossi.</p>
<p>Una domanda per Mateja è appunto <strong>cosa significhi per loro un vino bianco da affinamento e da invecchiamento</strong>: una domanda utile per nutrire maggiore curiosità rispetto al fatto che un vino bianco non deve essere necessariamente di pronta beva, anzi! Un vino bianco può essere affinato ed invecchiato nella propria cantina per molti anni alla stregua di un vino rosso, come ci dimostrano, per esempio, i vini di Gravner.</p>
<p>In occasione della nostra visita a Mateja Gravner, lei ci ha anche raccontato, che nelle visite che organizzano per gli appassionati &#8211; <strong>la cantina è visitabile su prenotazione per piccoli gruppi di massimo sette persone</strong> (il numero magico per Josko Gravner!) &#8211; sono ben accetti anche i bambini. Non tutti gli spazi, chiaramente, sono accessibili ai più piccoli, a seconda delle fasi di lavorazione del vino e per tutelare la sicurezza. Sul loro <a href="http://www.gravner.it/it/incontrarci.html" target="_blank">sito internet</a>, nella sezione Incontrarci, trovate le indicazioni per richiedere la prenotazione.</p>
<p><iframe width="862" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/EGxYYm6Zni8?feature=oembed" frameborder="0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Turismo del vino in Carso, una giornata speciale</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 06:42:10 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana, in occasione di Mare &amp; Vitovska, ho preso la palla al balzo e ho raggiunto in Carso gli amici dell&#8217;<strong><a href="http://www.mareevitovska.eu/lassociazione/">Associazione Viticoltori del Carso</a></strong> per visitare alcune cantine della zona. La giornata era soleggiata e con temperature miti, il clima migliore per una turista del vino!</p>
<p><strong>Siamo partiti da Sales, frazione di Sgonico</strong>, dove si trova l&#8217;<a href="http://www.bajta.it/">agriturismo e cantina Bajta</a>, che produce vino, carne e salumi e dove offrono ospitalità sia per dormire che per mangiare. Le loro specialità sono i piatti della tradizione locale, dalla jota al goulash, dalle zuppe ai gnocchi, rivisitate però con gusto moderno, quindi con un&#8217;attenzione particolare alla delicatezza dei sapori. Da visitare per la cantina di affinamento dei vini scavata sottoterra nella roccia e per la sala di stagionatura dei prosciutti. Producono tre qualità di vini, tutte tipiche della zona del Carso: la <strong>Vitovska, la Malvasia Istriana e il Terrano</strong>, declinati per esaltare i profumi primari e la sapidità, quindi vini piacevoli e di grande bevibilità. Da segnalare il loro Spumante Metodo Classico Rosè da uve Terrano &#8220;<strong>Terra Roza</strong>&#8220;, un vino perfetto per l&#8217;estate.</p>
<p>Sempre nel piccolo paese di Sales si trova la <strong><a href="http://www.terranostra.it/it/agriturismi/3993/agriturismo-skerlj-friuli-venezia-giulia-sgonico-collina-zona-carsica-alloggio-ristorazione.html">cantina e agriturismo Skerlj</a></strong>, dove hanno a disposizione <strong>tre appartamenti per gli ospiti</strong> e dove offrono piatti della tradizione locale durante i fine settimana da Gennaio e Giugno e da Settembre a Dicembre. La posizione è davvero ideale per chi ama la tranquillità e cerca un punto di appoggio per scoprire il territorio del Carso a piedi o in bici. La cantina di affinamento è sempre scavata nella roccia e vale sicuramente la visita. La famiglia Skerli ha 2,5 ettari di vite (<strong>Vitovska, Malvasia Istriana, Terrano</strong>) dislocati in 10 piccoli appezzamenti (pensate quanto lavoro manuale ci sta dietro ogni loro vino!) e la loro filosofia produttiva si basa sulla <strong>ricerca costante dell&#8217;equilibrio tra terra e uomo</strong>, che in ogni stagione cambia ed esprime la sua forza nel rispetto e nella diversità di ogni annata.</p>
<p>A pochi chilometri di distanza da Sales, si trova un altro piccolo centro famoso per la viticoltura del Carso, <strong>Prepotto (provincia di Trieste)</strong>, dove hanno sede diverse aziende molto conosciute, tra le quali <strong><a href="http://www.skerk.com/">Skerk</a></strong>. La cantina Skerk è una meta molto frequentata in occasione delle aperture speciali nel corso dell&#8217;anno dedicate all&#8217;<strong>osmiza, </strong>quando il cortile e le sale della casa carsica si trasformano in accogliente ristoro che offre salumi, formaggi e prelibatezze tipiche della zona del Carso. Da visitare assolutamente la cantina, scavata sottoterra nella roccia, nella quale si ammirano da vicino le stratificazioni di questi terreni formate col passare degli anni. La famiglia Skerk conduce 7 ettari di vite suddivisi in venti piccoli appezzamenti. Ritroviamo i tre vini più importanti del Carso, <strong>la Vitovska, la Malvasia Istriana e il Terrano</strong>, ma anche qualche chicca particolare come l&#8217;<strong>Ograde (da uve Vitovska, Malvasia Istriana, Sauvignon e Pinot Grigio) e il Glera spumante</strong>.</p>
<p>Ed ecco il racconto in video di questa bella giornata di turismo del vino in Carso, filmato da Lucia Di Benedetto.</p>
<p><iframe width="862" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/4P7mFo97MpY?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2016/06/turismo-del-vino-in-carso-una-giornata-speciale/">Turismo del vino in Carso, una giornata speciale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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		<title>Rosa di Gorizia e ricette tradizionali</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 11:28:12 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho partecipato ad uno degli incontri che il Ducato dei Vini Friulani periodicamente organizza per i suoi membri, solitamente appuntamenti dedicati all&#8217;<strong>enogastronomia del Friuli Venezia Giulia</strong>, in cui di volta in volta è una produzione tipica di pregio ad essere al centro dell&#8217;attenzione del banchetto. Il <strong><a href="http://ducatovinifriulani.it/">Ducato dei Vini Friulani</a></strong> è una storica associazione, nata nel 1972, che riunisce produttori vitivinicoli ed operatori del settore, ristoratori e distillatori e grandi appassionati del vino e dei cibi della regione con l&#8217;intento di valorizzarne la cultura enogastronomica. Domenica scorsa si è tenuta quindi l'&#8221;<strong>Agape della Rosa di Gorizia</strong>&#8221; presso la <strong>Tenuta di Blasig a Ronchi dei Legionari</strong>, un bellissimo complesso enoturistico incastonato nel centro della piccola cittadina isontina. La tenuta ha degli spazi davvero suggestivi, in particolare da notare l&#8217;edificio che raggruppa su più piani la cantina, una sala degustazione e wine &amp; food shop, il ristoro agrituristico e, al piano interrato, la bottaia, dove tra l&#8217;altro è posizionato anche un piccolo angolo degustazione, grazie al quale è possibile organizzare degustazioni di vino immersi nel fascino della sala delle barrique.</p>
<div id="attachment_2067" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/bottaia_blasig.jpg"><img class="size-large wp-image-2067" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/bottaia_blasig-1024x838.jpg" alt="La bottaia di Tenuta di Blasig" width="864" height="707" /></a><p class="wp-caption-text">La bottaia di Tenuta di Blasig</p></div>
<p>L&#8217;incontro era stato indetto come inno ad uno dei prodotti tipici più interessanti della provincia di Gorizia e di tutto il Friuli Venezia Giulia, forse il più bel ortaggio al mondo: la <strong>Rosa di Gorizia</strong>. Per chi non la conosce ancora, si tratta di una <strong>varietà di radicchio rosso</strong> (cicoria inthybus) con stagionalità invernale &#8211; da Novembre a Febbraio &#8211; famosa per <strong>la sua più evidente caratteristica, la bellezza</strong>. Essendo un vegetale delicato, ai primi freddi, l&#8217;agricoltore la raccoglie con tutte le radici, la lega in mazzi e la ripone al riparo nel campo. Successivamente, viene posizionata in serra, al caldo e al buio. A crescita avvenuta, ogni singolo radicchio viene pulito manualmente con grande attenzione, per togliere tutte le foglie di contorno, così che rimanga solo la radice ed il cuore, che assomiglia ad una splendida rosa rosso granata. E&#8217; chiaramente prodotta in qualità limitata, poichè, essendo un <strong>prodotto agroalimentare tradizionale</strong>, la sua produzione si lega indissolubilmente alla piccola provincia di Gorizia, agli orti presenti su questo territorio e ai piccoli agricoltori che ne tramandano la tradizione come per esempio l&#8217;<strong>Azienda Agricola Brumat</strong> che si trova in località Piuma, a Gorizia, o l&#8217;<strong>Azienda Agricola Pellizzari</strong> che si trova lungo lo stradone della Mainizza, sempre a Gorizia. Al gusto è delicata, fresca, leggermente amarotica, deliziosa da mangiarsi anche da sola.</p>
<div id="attachment_2068" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/rosa_di_gorizia.jpg"><img class="size-large wp-image-2068" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/rosa_di_gorizia-1024x896.jpg" alt="Rosa di Gorizia e uova" width="864" height="756" /></a><p class="wp-caption-text">Rosa di Gorizia e uova</p></div>
<p>Nel corso dell&#8217;Agape della Rosa di Gorizia, si è potuto apprezzare il radicchio in molteplici ricette, tutte afferenti in qualche modo alla tradizione del Friuli Venezia Giulia. L&#8217;antipasto era una splendente <strong>Rosa di Gorizia intera con uova di quaglia, cicciole (pezzetti croccanti di lardo o pancetta grassa passati in padella con olio) e olio extravergine di oliva</strong>. Effetto scenico assicurato, l&#8217;abbinamento con l&#8217;uovo &#8211; sia di quaglia che di gallina &#8211; è perfetto. A casa possiamo provare la versione senza cicciole, che secondo me appesantiscono troppo il gusto e non rendono giustizia alle delicate note della Rosa di Gorizia. Vino in abbinamento, un elegante S<strong>pumante</strong> come l&#8217;Elisabetta Brut di Tenuta di Blasig, blend di Malvasia Istriana e Pinot Bianco.</p>
<div id="attachment_2069" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/rosa_di_gorizia_zuppa.jpg"><img class="size-large wp-image-2069" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/rosa_di_gorizia_zuppa-1024x753.jpg" alt="Rosa di Gorizia e fagioli" width="864" height="635" /></a><p class="wp-caption-text">Rosa di Gorizia e fagioli</p></div>
<p>Il primo piatto è una <strong>crema di fagioli della Carnia con Rosa di Gorizia e ricotta fresca</strong>. L&#8217;abbinamento del radicchio con le varietà tradizionali di fagioli di cui la Carnia è particolarmente ricca &#8211; da quelli di <strong>Pesariis</strong>, ai <strong>Cesarins</strong> e ai <strong>Laurons</strong> &#8211; è decisamente da consigliare e facile da fare a casa, sia, come in questo caso, per una vellutata oppure per un&#8217;insalata. Il vino in abbinamento: <strong>Malvasia Istriana</strong> di Tenuta di Blasig o del Carso.</p>
<div id="attachment_2070" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/rosa_di_gorizia_orzotto.jpg"><img class="size-large wp-image-2070" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/rosa_di_gorizia_orzotto-1024x864.jpg" alt="Rosa di Gorizia, orzotto e coniglio" width="864" height="729" /></a><p class="wp-caption-text">Rosa di Gorizia, orzotto e coniglio</p></div>
<p>Il secondo primo piatto è l&#8217;<strong>orzotto allo zafferano con la Rosa di Gorizia ed il coniglio di casa</strong>: devo dire la verità, io lo zafferano non ce l&#8217;avrei messo, perchè sbilanciare un pò gli equilibri del piatto. La carne di coniglio è una piccola produzione locale del Friuli Venezia Giulia da ricercare per la sua qualità, anche se negli ultimi anni è uno dei prodotti che non viene consumato con regolarità.  La carne è morbida e delicata e si amalgama con l&#8217;orzotto, a cui si aggiunge il leggero amarotico della Rosa di Gorizia stufata.  Da rifare a casa anche il solo abbinamento carne coniglio e Rosa di Gorizia! Vino in abbinamento: nel caso dell&#8217;aggiunta dello zafferano al piatto, un vino bianco che ha maturato leggermente in legno come il Friulano Affreschi di Tenuta di Blasig; se non utilizziamo lo zafferano, va bene il Friulano classico.</p>
<div id="attachment_2071" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/rosa_di_gorizia_vitello.jpg"><img class="size-large wp-image-2071" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/02/rosa_di_gorizia_vitello-1024x766.jpg" alt="Rosa di Gorizia, vitello e polenta" width="864" height="646" /></a><p class="wp-caption-text">Rosa di Gorizia, vitello e polenta</p></div>
<p>Il secondo piatto è composto da <strong>costine di vitello con la Rosa di Gorizia spadellata, riduzione di Refosco dal peduncolo rosso e polenta &#8220;blave di mortean&#8221;</strong>. La Blave di Mortean è una farina di polenta ottenuta da varietà autoctone di mais coltivato nel Comune di Mortegliano (Udine), quindi se vogliamo mais di qualità, qui dobbiamo rifornirci (con questo mais vengono realizzati anche dei buonissimi grissini). In questo piatto, facile fa fare anche a casa, attenzione a non esagerare con gli intingoli. La riduzione al Refosco deve essere la nostra salsa, sulla quale adagiamo sia il vitello che la Rosa di Gorizia spadellata. Il vino va da sè che sia un buon Refosco dal Peduncolo Rosso, lo stesso che abbiamo utilizzato per la salsina.</p>
<p>Buon pranzo!</p>
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		<title>Vino in Friuli Venezia Giulia: la wine tube map</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2016 08:26:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Mi capita spesso che amici e conoscenti stranieri mi chiedano del vino in Friuli Venezia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi capita spesso che amici e conoscenti stranieri mi chiedano del vino in Friuli Venezia Giulia: <strong>una delle curiosità principali è quale tipologia degustare</strong>. Proprio ultimamente, grazie ad una guida turistica triestina che ci ha messo in contatto, ho dato delle indicazioni ad un americano che sta scrivendo un libro sulla cucina regionale italiana ed i vini correlati. Quando ci siamo presentati e gli ho chiesto cosa gli interessava maggiormente del vino in Friuli Venezia Giulia, la sua risposta mi ha stupito: &#8220;Vorrei degustare il Pinot Grigio, è questo che producete, no?&#8221;. Certo che sì, ma c&#8217;è molto altro! <strong>Giustamente lui chiedeva di quello che sapeva</strong>, perchè dove vive, il Friuli Venezia Giulia esporta appunto principalmente diverse etichette di Pinot Grigio. La sua visione era corretta, anche se limitata.</p>
<p>Si discute spesso della <strong>complessità del territorio italiano (una forza, ma anche una debolezza)</strong> e della miriade di denominazioni, di vitigni, di sottozone, eppure quando, nel mio caso specifico, ho cercato di spiegare con semplicità la ricchezza del vino in Friuli Venezia Giulia, a questa persona gli si sono illuminati gli occhi. Non pareva vero scoprire <strong>quanto una regione così piccola potesse offrire in termini di caratterizzazioni, di stili, di emozioni enogastronomiche</strong>.</p>
<p><strong>Non è facile semplificare il complesso</strong>, soprattutto quando entrano in gioco anche interessi &#8220;geopolitici&#8221;, come quelli che riguardano le Denominazioni di Origine dei vini (le Doc per intenderci). Ecco perché quando ho scovato in rete una modalità che aiutava in qualche modo la semplificazione, ho colto l&#8217;occasione di metterla alla prova. <strong>Si tratta della &#8220;wine tube map&#8221;, la mappa della metropolitana che tutti conoscono e riconoscono applicata ai percorsi del vino del Friuli Venezia Giulia</strong>. Una linea della metropolitana deve essere <strong>diretta, semplice, concreta</strong>: può esserlo anche un&#8217;indicazione enologica ed enoturistica?</p>
<p>A questo punto ho chiesto alla grafica con la quale collaboro, Lucia Di Benedetto, di farne appunto una raffigurazione grafica il più coerente possibile alla mappa della regione ed ho distribuito le diverse tipologie dei vini così come le consiglierei a chi non conosce il territorio. Certo, <strong>una wine tube map non permette sofisfi e appendici</strong>, tanto che, in alcuni casi, non è stato facile operare delle scelte, ma non pretendo che sia perfetta, tutto è perfettibile. Una delle mancanze, che però dovrebbe trovare soluzione nell&#8217;approfondimento, è quella relativa agli stili: penso in particolare agli &#8220;<strong>Orange Wine</strong>&#8220;, che sono vini che stanno riscuotendo successo e il Friuli Venezia Giulia ne è un caposaldo. In questo caso specifico però si tratta appunto di uno stile e non di una varietà (un orange wine può essere ottenuto da Ribolla Gialla o da Pinot Grigio, per esempio) e quindi rimando ad <strong>una successiva wine tube map del vino in Friuli Venezia Giulia dedicata agli stili di vinificazione e alle specialità e sottozone!</strong></p>
<p>Volutamente non ho citato le Doc della Regione &#8211; Carso, Collio, Colli Orientali del Friuli, Grave del Friuli, Latisana, Aquileia, Annia e Isonzo &#8211; nell&#8217;ottica di un&#8217;unità regionale che travalica i confini interni e della semplificazione. E voi cosa ne pensate? Come l&#8217;avreste rappresentata? <strong>Spero in ogni caso che possa tornare utile!</strong></p>
<div id="attachment_2041" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/wine_tube_map_friuli_venezia_giulia.jpg"><img class="size-large wp-image-2041" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/wine_tube_map_friuli_venezia_giulia-1024x975.jpg" alt="Vino in Friuli Venezia Giulia: la wine tube map" width="864" height="823" /></a><p class="wp-caption-text">Vino in Friuli Venezia Giulia: la wine tube map</p></div>
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		<title>La Vigna di Montmartre a Parigi</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 11:59:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ogni appassionato di vino che si rispetti, visitando Parigi, non può non fare una tappa ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni appassionato di vino che si rispetti, visitando Parigi, non può non fare una tappa alla <strong>Vigna di Montmartre</strong>, che, come suggerisce il nome stesso, è <strong>un vigneto che si trova nel quartiere Montmartre</strong>, subito dietro la Basilica del Sacro Cuore. A cavallo tra la fine del 2015 ed i primi giorni del 2016, siccome mi trovavo proprio a Parigi ed il tempo era davvero benevolo, mi sono addentrata in questo famoso quartiere parigino ed ho cercato quella che è <strong>l&#8217;ultima vigna rimasta nella città di Parigi</strong>. Per raggiungerla, si segue il percorso per il Museo di Montmartre, che si trova in Rue Cortot e da lì si può optare per vederla da fuori dalla Rue Saint-Vincent oppure entrare al Museo (biglietto d&#8217;entrata 9,50 euro) e, percorrendo il bel giardino interno, ammirarla più da vicino, anche se non è permesso aggirarsi tra i filari delle viti. La fermata del metro più in prossimità è quella di Lamarck Caulaincourt.</p>
<p>Il<strong> <a href="http://www.museedemontmartre.fr/">Museo di Montmartre</a> </strong>vale la pena di essere visitato, oltre per la possibilità di vedere da vicino la vigna di Montmartre,  anche e soprattutto per i quadri e le illustrazioni esposte al suo interno, che ripercorrono la storia del quartiere, raccontano della <strong>vita artistica e notturna a cavallo tra il XIX e il XX secolo di questa zona così affascinante e chiacchierata di Parigi</strong>. Il Museo è stato creato all&#8217;interno dell&#8217;antica Maison du Bel Air, costruita nel XVII secolo e luogo di incontro e residenza di moltissimi artisti tra i quali Auguste Renoir. E&#8217; aperto ogni giorni dell&#8217;anno dalle 10 alle 18. La Vigna, invece, è testimonianza di un tempo ancora più antico: fino al Medioevo, infatti, <strong>il quartiere di Montmartre era una collina ricoperta di vigne</strong>, e alcuni filari resistettero fino a metà del 19° secolo. La Vigna di Montmartre fu ripiantata nel 1933 al fine di conservare la memoria dei tempi passati, così che vi fosse una traccia tangibile di quello che fu.</p>
<div class="x-flexslider-shortcode-container"><div  class="x-flexslider x-flexslider-shortcode x-flexslider-shortcode-1" ><ul class="x-slides"> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre_2.jpeg" alt="La Vigna di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre_1.jpeg" alt="La Vigna di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre_3.jpeg" alt="La Vigna di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre_4.jpeg" alt="La Vigna di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/montmartre_1.jpeg" alt="La vista su Parigi da Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/montmartre.jpeg" alt="Scorcio del quartiere di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/montmartre_2.jpeg" alt="Scorcio del quartiere di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/montmartre_3.jpeg" alt="Scorcio del quartiere di Montmartre"> </li>  </ul></div></div><script>jQuery(window).load(function() {jQuery('.x-flexslider-shortcode-1').flexslider({selector       : '.x-slides > li',prevText       : '<i class="x-icon-chevron-left"></i>',nextText       : '<i class="x-icon-chevron-right"></i>',animation      : 'slide',controlNav     : true,directionNav   : true,slideshowSpeed : 4000,animationSpeed : 500,slideshow      : true,randomize      : true,pauseOnHover   : true,useCSS         : true,touch          : true,video          : true,smoothHeight   : true,easing         : 'easeInOutExpo'});});</script>
<p>Con le 1762 viti di Gamay, Pinot Noir e vitigni meno noti che compongono la Vigna di Montmartre si producono ogni anno circa <strong>1000 bottiglie che vengono battute all&#8217;asta in occasione della Festa della Vendemmia</strong>, <strong>ogni secondo sabato di Ottobre</strong>, ed il cui ricavato è devoluto in beneficenza alle associazioni locali. Se fino a poco tempo fa non vi era cura particolare nel fare il vino dalle uve raccolte da questo vigneto, a partire dal 1995 il curatore della vigna, che è la Municipalità del 18° arrondissement di Parigi, si è dotato di un enologo per migliorare costantemente la qualità del vino prodotto dalla Vigna di Montmartre. <strong>La prossima Festa della Vendemmia di Montmartre a Parigi si terrà dal 5 al 9 Ottobre 2016</strong>, e so che in molti appassionati pianificano il viaggio per tempo nella <em>Ville Lumière</em> proprio in occasione di questo evento! Qui trovate tutte le informazioni sulla manifestazione <a href="http://www.fetedesvendangesdemontmartre.com/">Fête des Vendanges de Montmartre</a>.</p>
<div id="attachment_1954" style="width: 543px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre.jpg"><img class="size-full wp-image-1954" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre.jpg" alt="Fête des Vendanges de Montmartre " width="533" height="800" /></a><p class="wp-caption-text">Fête des Vendanges de Montmartre</p></div>
<p>E se siamo nel quartiere di Montmartre e siamo alla ricerca di un <strong>bel ristorante francese dove mangiare e bere bene senza spendere una follia</strong>? Io vi consiglio <strong>il bistrot &#8220;Le Restaurant&#8221; in Rue Veron</strong>: atmosfera molto &#8220;parigina&#8221;, un menu ed una carta dei vini di qualità, con poche e selezionate referenze, e rapporto qualità prezzo favorevole! In due con antipasto e secondo abbiamo speso 70 euro, bottiglia di vino compresa.</p>
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		<title>Prosecco, il vino ospitale</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 07:44:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il Prosecco è il vino ospitale per eccellenza. Sapete perché? Avete presente quando vi ripetete ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Prosecco è il vino ospitale per eccellenza</strong>. Sapete perché? Avete presente quando vi ripetete che essere buoni con tutti e accondiscendenti vi fa rischiare di essere feriti, ma perseverate perché è la vostra natura e non potrebbe essere altrimenti? In tutto questo, ciò che vi consola è che l&#8217;essere altruisti ed aperti al prossimo in verità vi rende più forti, perché voi &#8220;siete per gli altri&#8221;. Ecco, <strong>il Prosecco è il vino che in questi anni ha accolto tutti</strong>, ma proprio tutti, e deve la sua popolarità alla sua essenza: <strong>l&#8217;essere per gli altri</strong>. Non si sceglie di essere altruisti, lo si è e basta, ed un bel giorno ci si accorge che la vita ci sorride, perché nel dare alla fine si riceve sempre.</p>
<p>Sono le persone che lo hanno scelto e lo hanno reso il vino più popolare, grazie al fatto che per berlo non ti ha chiesto di seguire un corso di sommelier, non ha preteso che prima ti dovessi leggere un libro di 1000 pagine sulla sua storia, non si è negato agli abbinamenti che ti suggeriva il tuo estro personale. Certo, è un&#8217;eccezione che conferma la regola: <strong>il vino non è solo piacere, è cultura, territorio e tradizione e merita rispetto</strong>. In questo caso, pur essendo tutto ciò, <strong>il Prosecco è un vino per il quale vengono prima i bisogni delle persone</strong>.</p>
<div id="attachment_1891" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/prosecco_brunch.jpg"><img class="size-large wp-image-1891" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/prosecco_brunch-1024x574.jpg" alt="Prosecco brunch" width="864" height="484" /></a><p class="wp-caption-text">Prosecco brunch</p></div>
<p>L&#8217;altro giorno ho fatto un giro a Treviso, ospite del Consorzio Prosecco Doc, e la giornata è stata occasione per raccogliere le idee attorno a questo vino e alla sua zona di produzione. I<strong>l Prosecco Doc può essere prodotto in Veneto e Friuli Venezia Giulia</strong> e le sue tipologie sono <strong>spumante, frizzante, tranquillo o con rifermentazione in bottiglia (chiamato anche &#8220;col fondo&#8221;)</strong>. Per quanto riguarda le diciture generali che ritroviamo nei vini spumanti, ricordiamo che Brut = contenuto zuccherino inferiore a 12 g/litro, Extra Dry = contenuto zuccherino tra 12 e 17 g/litro, Dry = contenuto zuccherino tra 17 e 32 g/litro, Demi Sec = contenuto zuccherino tra 32 e 50 g/litro.</p>
<p>Come accennavo prima, non vi sono particolari convenzioni per quanto riguarda gli abbinamenti &#8211; gli antipasti in genere, i primi piatti con pesce e verdure, i crostacei e il pesce azzurro, la pizza &#8211; anche se proprio grazie a questo incontro a Treviso, <strong>ho scoperto uno dei migliori  abbinamenti possibili</strong>! Volete sapere qual è? Si tratta di <strong>Prosecco e crema di casatella trevigiana</strong>: quest&#8217;ultima è un formaggio fresco a pasta morbida, prodotta con latte vaccino pastorizzato. E&#8217; tipico della provincia trevisana ed originariamente veniva preparato, oltre che nei caseifici, nelle case delle famiglie contadine utilizzando il poco latte eccedente gli usi alimentari diretti. Molto probabilmente ha preso quindi il nome da “casa”, in lingua locale “casada”. Il suo gusto è delicato e dolce, cosa che fa sì che ci vada a nozze con un calice di Prosecco!</p>
<p><strong>P.S.</strong> Se abbiamo intenzione di brindare con il Prosecco a fine pasto, magari con il panettone, facciamo attenzione alle diciture di cui poco sopra: scegliamo la versione &#8220;demi sec&#8221;, cioè maggiormente dolce, e non la versione &#8220;brut&#8221;, che invece sceglieremo nel caso dell&#8217;abbinamento con le portate centrali!</p>
<div id="attachment_1892" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/casatella_trevisana.jpg"><img class="size-large wp-image-1892" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/casatella_trevisana-1024x808.jpg" alt="Crema di casatella trevigiana" width="864" height="682" /></a><p class="wp-caption-text">Crema di casatella trevigiana</p></div>
<p>Forse non tutti sanno che l&#8217;estensione della produzione del Prosecco anche a tutte le quattro province del Friuli Venezia Giulia è avvenuta in seguito alla <strong>necessità di collegare il nome del vino ad una località, così da creare un legame indissolubile con il territorio</strong>. In questo modo si attua un meccanismo di difesa della denominazione che non può essere messo in discussione da Comunità Europea o da altre entità. Il collegamento è quindi avvenuto tra il nome del vino ed il <strong>paesino di Prosecco, in provincia di Trieste</strong>, dove si coltivava già in epoca romana il vitigno glera, che oggi dà vita al vino Prosecco. Non vi nascondo che tale estensione ha creato non poche polemiche, una delle quali ha proprio come tema l&#8217;ospitalità: il Carso triestino ha svolto un ruolo primario in questo delicato meccanismo di protezione, ma praticamente nella sua area il Prosecco non viene prodotto. In questi anni, infatti, i viticoltori del Carso hanno giustamente rivolto i loro sforzi produttivi sui vini che meglio si addicono alla landa carsica, in particolare gli autoctoni come la Vitovska, la Malvasia o il Refosco. Delicati rapporti diplomatici hanno intessuto la tela degli accordi, e &#8211; come succede spesso in questi casi &#8211; è la politica a dettare le regole, non riuscendo a soddisfare le ragioni di tutte le parti in gioco. <strong>Il Carso ha dato, e ne hanno beneficiato sia il Friuli Venezia Giulia che il Veneto.</strong></p>
<p><strong>Sono Trieste e Treviso le due province che sole possono utilizzare le menzioni speciali in bottiglia &#8220;Trieste&#8221; e &#8220;Treviso&#8221;</strong>, se l&#8217;uva viene raccolta, vinificata ed imbottigliata in loco, cosa che le rende speciali. Tra l&#8217;altro sono due città di una bellezza davvero unica. Mentre a Trieste ci sono spesso ed ho occasione ogni volta di gioire del suo splendore, a <strong>Treviso</strong> era da un pò di tempo che non mi capitava di andare a fare un giro per il centro cittadino. Le vetrine scintillanti, il centro storico pedonale agghindato a festa in questo mese di Dicembre, i punti caratteristici come la <strong>piazza dei Signori</strong>, il <strong>mercato del pesce</strong> o la &#8220;<strong>fontana delle tette</strong>&#8221; ti fanno amare questa città, in cui il Prosecco ammicca bene in vista dalle vetrine dei bar principali. Curiosa la storia della &#8220;<strong>fontana delle tette</strong>&#8220;, il cui originale &#8211; purtroppo danneggiato &#8211; si trova in una teca presso il portico dei Trecento e una fedele copia è visibile nel cortile di Palazzo Zignoli: la statua fu costruita nel 1559 su ordine di Alvise Da Ponte, all&#8217;epoca podestà delle Repubblica di Venezia in seguito a una forte siccità che colpì la città di Treviso e la campagna circostante. Da allora fino al 1797, anno della caduta della Serenissima Repubblica di Venezia, in onore di ogni nuovo Podestà dalla fontana <strong>sgorgavano vino rosso da un seno e vino bianco dall&#8217;altro e tutti i cittadini potevano bere gratuitamente per tre giorni</strong>. Alla faccia della goduria e dell&#8217;abbondanza!</p>
<div class="x-flexslider-shortcode-container"><div  class="x-flexslider x-flexslider-shortcode x-flexslider-shortcode-2" ><ul class="x-slides"> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/treviso_3.jpeg" alt="Fontana delle tette a Treviso"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/treviso_1.jpeg" alt="Centro storico di Treviso"> </li><li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/treviso_2.jpeg" alt="Piazza dei Signori a Treviso"></li><li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/treviso_4.jpeg" alt="Centro storico di Treviso"></li><li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/treviso_5.jpeg" alt="Centro storico di Treviso"></li><li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/treviso_7.jpeg" alt="Centro storico di Treviso"></li><li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/treviso_8.jpeg" alt="Centro storico di Treviso"></li><li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/treviso_9.jpeg" alt="Mercato del pesce a Treviso"></li> </ul></div></div><script>jQuery(window).load(function() {jQuery('.x-flexslider-shortcode-2').flexslider({selector       : '.x-slides > li',prevText       : '<i class="x-icon-chevron-left"></i>',nextText       : '<i class="x-icon-chevron-right"></i>',animation      : 'slide',controlNav     : true,directionNav   : true,slideshowSpeed : 4000,animationSpeed : 500,slideshow      : true,randomize      : true,pauseOnHover   : true,useCSS         : true,touch          : true,video          : true,smoothHeight   : true,easing         : 'easeInOutExpo'});});</script>
<p>Le feste di Natale si avvicinano a grandi passi e mi auguro che ogni giorni sia un giorno di festa in cui stapperemo bottiglie di vino con le persone che ci sono care. Vi segnalo che il <a href="http://www.discoverproseccowine.it/it/">Consorzio Prosecco Doc</a>, per il secondo anno consecutivo, ha dato vita al progetto <strong>Sorsi di solidarietà</strong>, grazie al quale è possibile sostenere la ricerca scientifica contro l&#8217;Alzheimer: sarà possibile acquistare una delle 200 bottiglie di Prosecco in edizione speciale ed il ricavato sarà interamente devoluto alla <strong>Fondazione per la ricerca cardiovascolare e delle malattie neurodegenerative</strong>.</p>
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		<title>Per Natale cibo e vino del Friuli Venezia Giulia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 08:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ogni anno più o meno in questo periodo dell&#8217;anno scrivo un post attinente al Natale ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno più o meno in questo periodo dell&#8217;anno scrivo un post attinente al Natale suggerendo doni per gli amici che amano il vino e l&#8217;enogastronomia. L&#8217;anno scorso avevo suggerito regali low cost da confezionare con fantasia e creatività come il <a href="http://www.itsawineworld.it/2014/12/regali-low-cost-per-un-natale-di-vino/">kit naturale per il vin brulè</a>, mentre nel 2013 mi soffermavo sui doni più originali che la rete offriva come <a href="http://www.itsawineworld.it/2013/12/regali-di-vino-una-selezione-dalla-rete/">gli occhiali realizzati con il legno della barrique</a>. Quest&#8217;anno mi piacerebbe poter consigliare a tutti di acquistare <strong>prodotti tipici come cibo e vino del Friuli Venezia Giulia</strong>.</p>
<p>Se ce ne fosse bisogno, vi elenco <strong>5 buoni motivi per scegliere le produzioni tipiche locali come regalo di Natale</strong>:</p>
<p><strong>1)</strong> E&#8217; un dono unico, essendo ogni pezzo un pezzo unico. <strong>La persona che lo riceve è una persona speciale</strong> e come tale si sentirà;</p>
<p><strong>2)</strong> Le piccole produzioni locali necessitano di sostegno per poter continuare a garantire la loro presenza e quindi permetterci di vivere in un mondo migliore. Noi stessi, in questo modo, <strong>siamo fautori di un mondo migliore</strong>;</p>
<p><strong>3)</strong> Il nostro sarà <strong>denaro ben speso</strong>, perché alimenta il circolo virtuoso dell&#8217;economia rurale.</p>
<p><strong>4)</strong> Dietro ad un prodotto tipico, si cela <strong>la storia di una persona, di una famiglia, di una comunità</strong>: il peso specifico di quel dono va ben oltre l&#8217;oggetto.</p>
<p><strong>5)</strong> Regalare un prodotto locale tipico, è <strong>regalare felicità</strong>: la persona che lo riceve in dono assaporerà gusti e sapori caratteristici, gioirà della bellezza del fatto a mano, condividerà con i propri cari momenti di piacere.</p>
<div id="attachment_1871" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/natale_cibo_vino.jpg"><img class="size-large wp-image-1871" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/12/natale_cibo_vino-1024x872.jpg" alt="Cibo e vino a Natale" width="864" height="736" /></a><p class="wp-caption-text">Cibo e vino a Natale</p></div>
<p>Ok, e ora a chi rivolgersi per scegliere il perfetto regalo di Natale senza perdere troppo tempo? Ci sono diverse <strong>piccole realtà a cui è possibile prenotare direttamente anche online</strong> e che fanno spedizioni in tutta Italia e all&#8217;estero, in questo caso è meglio rivolgersi all&#8217;azienda agricola o all&#8217;artigiano oppure a raggruppamenti di produttori locali che hanno avuto la lungimiranza di fare rete. Vi segnalo <strong>quattro riferimenti che vedono coinvolti in prima persona i produttori locali</strong>:</p>
<p><strong>1)</strong> Se desiderate rivolgersi a piccoli produttori, ma non sapete bene come individuarli, vi segnalo il sito della <a href="http://ppl.regione.fvg.it/">Piccole Produzioni Locali</a> della Regione Friuli Venezia Giulia. Qui è possibile reperire soprattutto <strong>aziende agricole che producono carne e salumi, formaggi di malga e miele direttamente da apicoltori</strong>. Vi è la lista delle aziende, che quindi possono essere contattate per la richiesta dei prodotti.</p>
<p><strong>2)</strong> Per chi ama l&#8217;<strong>alimentazione biologica</strong>, il sito di riferimento è quello dell&#8217;<a href="http://www.aiab.fvg.it/" target="_blank">AIAB &#8211; Associazione Italiana per l&#8217;agricoltura biologica Friuli Venezia Giulia</a>: raggruppa molti piccoli produttori biologici del Friuli Venezia Giulia, dalla carne ai formaggi, dalle farine al vino, dalla frutta alla verdura di stagione. L&#8217;accesso al gruppo di acquisto è vincolato del divenire soci dell&#8217;ente ad un costo pari a 25 euro annuali per i consumatori, quota che dà diritto a partecipare agli acquisti di gruppo dei prodotti biologici a prezzi agevolati. Potrebbe essere un&#8217;idea carina regalare l&#8217;iscrizione all&#8217;associazione per il 2016, così da permettere al nostro amico e alla sua famiglia di rifornirsi al Gruppo di Acquisto dell&#8217;Aiab-Fvg.</p>
<p><strong>3)</strong> Per chi ama l&#8217;enogastronomia in generale, diversi prodotti delle <strong>Provincia di Udine, dal vino alla pasta, dalla birra alla cioccolata</strong> possono essere acquistati online presso lo<a href="http://colli-orientali-friuli.com/it/shop?page=9"> shop dell&#8217;Associazione Colli Orientali</a>, nato dalla volontà di un gruppo di viticoltori di fare rete e vendere online i propri prodotti. Si tratta generalmente di piccole produzioni e si trova un&#8217;<strong>ampia scelta di vini dei Colli Orientali del Friuli</strong>.</p>
<p><strong>4)</strong> Come sopra, per chi ama l&#8217;enogastronomia in generale, sul sito dell&#8217;associazione <a href="http://www.terredibeba.it/beba/">Terre di Beba</a> si possono trovare indicazioni di <strong>piccoli produttori di vini del Collio e produzioni locali di salumi, formaggi, biscotti, verdure di stagione</strong> e molto altro. Vi è una sezione del sito con l&#8217;elenco dei produttori, che possono essere contattati direttamente. Utile anche la sezione dedicata al <strong>turismo enogastronomico</strong> con la segnalazione di alcune strutture dove soggiornare e mangiare: potrebbe essere un&#8217;idea regalare un week end in Friuli Venezia Giulia all&#8217;amico che abita lontano.</p>
<p>Un regalo fatto con cura ed amore è l&#8217;unico regalo che vale la pena fare, lasciamo da parte le convenzioni ed i convenevoli, facciamolo solo col cuore!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2015/12/per-natale-cibo-e-vino-del-friuli-venezia-giulia/">Per Natale cibo e vino del Friuli Venezia Giulia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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