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		<title>Social eating, più social o più eating?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 14:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ufficialmente partecipato al mio primo evento di <strong>social eating</strong>: l&#8217;evento, <strong>organizzato dal Comune di Monfalcone in occasione dell&#8217;8 Marzo</strong>, prevedeva una serie di <strong>cene presso le case dei cittadini, a cui potessero partecipare altri cittadini, pur non conoscendosi tra di loro</strong>. Come dicevo, era la prima volta che mi invitavano a partecipare ad un pasto secondo il modello del social eating, ma in realtà una situazione di questo genere mi era già capitata negli anni, solo che non si chiamava così.</p>
<p><strong>Come funziona un evento di social eating?</strong> Ci sono un elenco di <strong>persone che ospitano la cena presso la loro abitazione personale</strong> ed indicazioni generali circa il menu, tra cui scegliere secondo le proprie affinità ed i propri gusti. Nel mio caso personale, tra la rosa delle proposte, ho scelto di cenare a casa di Chiara e di gustare la sua cena &#8220;Shabby style dinner&#8221;, perchè mi sembrava quella più in linea con i miei gusti. Solitamente <strong>il pagamento della cena avviene in maniera forfettaria, equamente divisa tra i partecipanti alla cena</strong>. Chiara ha chiesto ai suoi ospiti di contribuire con 15 euro a testa.</p>
<p><strong>Ci si ritrova tra sconosciuti</strong>, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze ed opinioni, per condividere una cena, magari raccontandosi qualcosa della propria vita. Oltre a Chiara, ho avuto il piacere di conoscere Sara, Barbara, Elisabetta, Elisa e Renata e <strong>di ognuna di loro potrei dire qualcosa di bello che mi è rimasto impresso quella sera</strong>. Ricordo il rapporto madre e figlia davvero unico e speciale di Sara e Barbara, il racconto di Elisabetta a proposito delle sue giovani figlie che sono emigrate in cerca di un futuro migliore, l&#8217;entusiasmo di Renata che ha una passione incredibile per la cucina ed è riuscita a trasmetterla al proprio figlio maschio, la volontà di Elisa di cambiare il mondo e le sue azioni concrete per farlo.</p>
<div id="attachment_2082" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/social_eating_1.jpg"><img class="size-large wp-image-2082" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/social_eating_1-1024x594.jpg" alt="Social eating a Monfalcone" width="862" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Social eating a Monfalcone</p></div>
<p><strong>Per ospitare a casa propria un evento di social eating</strong>, i padroni di casa hanno di base una propensione al cucinare, magari perchè hanno seguito un corso di cucina oppure perchè si dilettano nelle ricette da diverso tempo. Chiara ci ha mostrato abilità culinarie non da poco, realizzando addirittura i grissini ed il pane in casa. Ha cucinato per noi ospiti un menu completo dall&#8217;antipasto al dolce, iniziando con una rivisitazione della classica parmigiana, fino alla torta di carote con crema di burro. Ad ogni piatto era abbinato un vino diverso, proposto dal marito di Chiara, che aveva studiato i migliori abbinamenti vino e cibo in occasione della serata.</p>
<div id="attachment_2081" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/social_eating_monfalcone.jpg"><img class="size-full wp-image-2081" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/social_eating_monfalcone.jpg" alt="Social eating a Monfalcon" width="800" height="800" /></a><p class="wp-caption-text">Social eating a Monfalcon</p></div>
<p><strong>A metà cena ci ha raggiunto anche la scrittrice monfalconese Patrizia Sanguineti</strong>, che ci ha letto alcuni passaggi del suo libro &#8220;Una storia ucraina. Nata in un paese che non c&#8217;è&#8221; e alcune sue poesie. Un evento nell&#8217;evento, che ha permesso una riflessione ed un confronto ulteriore durante la cena ed un momento culturale di grande interesse e spessore. <strong>Patrizia scrive di vite vissute</strong>, che si intrecciano con la nostra vita di tutti i giorni. Le sue poesie in dialetto bisiaco sono acquarelli lievi e delicati che descrivono le piccole cose di ogni giorno.</p>
<div id="attachment_2083" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/patrizia_sanguinetti.jpg"><img class="size-large wp-image-2083" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/patrizia_sanguinetti-1024x832.jpg" alt="La scrittrice Patrizia Sanguineti" width="862" height="700" /></a><p class="wp-caption-text">La scrittrice Patrizia Sanguineti</p></div>
<p>A fine cena, siamo tutte rientrate a casa salutandoci cordialmente. Una sensazione agrodolce però albergava in me: se da un lato avevo passato una bella serata, dall&#8217;altro non potevo non domandarmi <strong>se davvero abbiamo bisogno di relazioni istantanee</strong>. L&#8217;altra sera ho guardato un programma su Rai Due che raccontava dei nuovi servizi nati in seno alla sharing economy, tra cui si citava il famoso <strong>Grammo, appunto servizio di social eating</strong>. Il fondatore raccontava come <strong>tra le due componenti di social e eating nella rilevanza del servizio, a prevalere sia proprio quella della socializzazione</strong>, un bisogno ricercato nei nostri centri cittadini divenuti città dormitorio o comunque <strong>in un contesto di deprivazione della relazione umana</strong>.</p>
<p><strong>La prima volta che ho partecipato ad un evento di social eating</strong> non è stato in questa occasione di Monfalcone, ma risale a quindici anni fa, quando come studentessa Erasmus nel Sud della Francia l&#8217;unico modo per interagire con il tessuto sociale della città dove risiedevo erano <strong>quelle cene una volta alla settimana che un&#8217;associazione locale organizzava per fare incontrare la popolazione straniera con gli abitanti</strong>. Un modo per noi studenti di parlare la lingua del posto, conoscere maggiormente le loro abitudini e in qualche modi farci accettare ed integrare.</p>
<p>Ripensando a quella prima occasione, ho deciso per comodità e per occasioni future di <strong>classificare gli eventi di social eating in tre tipologie</strong>:</p>
<p>1) Social eating mordi e fuggi &#8211; a cui non voglio partecipare</p>
<p>2) Social eating di integrazione culturale &#8211; a cui voglio partecipare per un fine ultimo più importante</p>
<p>3) Social eating come evento ludico per turisti &#8211; interessante da sviluppare da parte delle comunità locali che si vogliono aprire a nuove forme di accoglienza del turista</p>
<p>Non so voi come la pensiate, vi inviterei a riflettere su tutti i servizi che si richiamano alla tipologia 1. La vita è una sola, spendiamola per costruire relazioni oppure per costruire noi stessi, non per vivere attimi sconnessi. <strong>L&#8217;esperienza è quel qualcosa che assume valore ai nostri occhi quando le diamo un significato</strong>.</p>
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		<title>Un tour del vino in Bulgaria, da Nord a Sud</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 13:38:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non mi cimento spesso nelle riprese video, anche se il racconto visivo mi piace molto, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi cimento spesso nelle riprese video, anche se il racconto visivo mi piace molto, perché immediato e senza necessità di traduzioni! Durante i miei tre giorni di tour del vino in Bulgaria, però, ho voluto filmare la mia esperienza, perché inaspettata ed interessante. Se progettate un viaggio ad Est, vi consiglio sicuramente la Bulgaria del Sud, al confine con la Grecia: panorami naturali bellissimi ed incontaminati. Il settore del vino è in crescita per quanto riguarda la qualità, con varietà autoctone di particolare interesse come il Melnik e il Ruen. Diverse le strutture che oggi si dedicano al turismo del vino, offrendo alloggi in cantina, alcune dei quali davvero spettacolari. Ottima la gastronomia locale, le immancabili verdure sia crude che cotte, le carni e i dolci.</p>
<p>Ora lascio la parola (si fa per dire!) al mio video (5 minuti più o meno di visione):</p>
<p><iframe width="862" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/ercPx4MRWog?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Brand Reputation, giornata di formazione per l&#8217;agroalimentare ed il vitivinicolo</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 11:47:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giovedì 19 Novembre dalle ore 9.00 alle ore 18.00 presso la sede IAL FVG di ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovedì 19 Novembre</strong> dalle ore 9.00 alle ore 18.00 presso la sede <strong>IAL FVG di Monfalcone</strong> (Europalace, Via Cosulich 20), terrò <strong>una giornata di formazione</strong> per i settori dell&#8217;<strong>agroalimentare ed il vitivinicolo</strong> dedicata in particolare ai giovani che desiderano fare o che fanno già impresa in questi ambiti, focalizzando l&#8217;argomento sulla <strong>Brand Reputation</strong>. Avviare la propria attività è un passo importante, che richiede audacia ed intraprendenza, ma soprattutto un piano a lungo termine in cui vi sia una chiara strategia di branding, premiata dalla costanza e dalla coerenza di attuazione.</p>
<div id="attachment_1789" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/RosadiGorizia.jpg"><img class="size-large wp-image-1789" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/RosadiGorizia-1024x768.jpg" alt="Radicchio Rosa di Gorizia" width="864" height="648" /></a><p class="wp-caption-text">Radicchio Rosa di Gorizia</p></div>
<p>Il seminario è <strong>gratuito</strong>, perché rientra nel progetto Imprenderò della Regione Friuli Venezia Giulia, ed è necessario <strong>richiedere l&#8217;iscrizione</strong> tramite il link presente nella pagina di presentazione del Seminario <a href="http://www.ialweb.it/corsi/243921-62407" target="_blank">Fare impresa nel settore agroalimentare e vitivinicolo: la Brand Reputation</a>. Il programma della giornata, che toccherà in sintesi diversi temi collegati al concetto centrale di Brand, vuole dare un quadro complessivo sulla <strong>necessità di &#8220;farsi un nome&#8221; secondo logiche positive e costruttive</strong>. Chiaramente uno dei temi centrali sarà quello della <strong>presenza online del proprio nome e della propria attività</strong>, dal punto di vista della <strong>creazione di valore</strong> per le persone &#8211; clienti, collaboratori, estimatori &#8211; che sono in qualche modo in relazione con la vostra attività imprenditoriale.<br />
La giornata di formazione è anche l&#8217;occasione per offrire informazioni sui <strong>servizi e sulle opportunità a sostegno della nuova imprenditorialità</strong> che vengono attivati nell&#8217;ambito del progetto Imprenderò.</p>
<div id="attachment_1788" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/vino_brand.jpeg"><img class="size-large wp-image-1788" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/vino_brand-1024x439.jpeg" alt="Brand del vino" width="864" height="370" /></a><p class="wp-caption-text">Brand del vino</p></div>
<p>Il <strong>programma del seminario è il seguente</strong>:</p>
<p>Ore 9:00<br />
Saluti di benvenuto e apertura dei lavori: dott.ssa Vanda Zotti, Direttore IAL FVG di Gorizia.<br />
Imprenderò 4.0 &#8211; presentazione delle opportunità del progetto: dott.ssa Alessandra Grillo, IAL FVG di Pordenone, referente regionale.</p>
<p>Ore 9:30<br />
Seminario Brand Reputation: dott.ssa Elena Roppa<br />
<strong>Brand Marketing</strong>: che cos&#8217;è un brand, come si costruisce e come si sviluppa. Focus sulle aziende del settore agroalimentare e vitivinicolo.</p>
<p>Ore 11.00 Coffee break</p>
<p>Ore 11:15<br />
<strong>Brand 2.0</strong>: il Web e la reputazione on line di un brand. Case history per l&#8217;agroalimentare ed il vitivinicolo.</p>
<p>Ore 13:00 Buffet</p>
<p>Ore 14:00<br />
<strong>Brand 3.0</strong>: pro attività e creazione della brand community. Case history per l&#8217;agroalimentare ed il vitivinicolo.<br />
<strong>Brand 4.0</strong>: la trasparenza e la customer satisfaction come valori fondamentali per il presente ed il prossimo futuro.<br />
Presentazione di Case Histories</p>
<p>Ore 18:00 Chiusura dei lavori</p>
<p>Se avete necessità di ulteriori informazioni in merito al programma, come sempre sono a vostra disposizione. Spero di incontrarvi numerosi in questa bella occasione di dialogo e confronto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Della Digital Wine Communications Conference, di Turchia e di Bulgaria</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 09:21:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Domani di prima mattina parto da Venezia per raggiungere Istanbul, il mio viaggio prevede quattro giorni ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Domani di prima mattina parto da Venezia per raggiungere Istanbul, il mio viaggio prevede quattro giorni <strong>in Turchia alla scoperta della viticoltura locale</strong>, per poi arrivare <strong>in Bulgaria, a Plovdiv</strong>, dove si svolge la due giorni del <a href="http://2015.dwcc.co/">DWCC (Digital Wine Communications Conference)</a>, ed infine trascorrere altri tre giorni in visita alle <strong>aziende vitivinicole della Bulgaria</strong>, per poi rientrare in Italia da Sofia. E&#8217; il terzo anno che partecipo al DWCC, nel 2013 in Spagna, Rioja, e nel 2014 in Svizzera, a Montreux ed ogni anno è un <strong>momento di importante riflessione sullo sviluppo della comunicazione nel mondo del vino a livello internazionale</strong>. Pochi gli italiani presenti, che si contano sulle dita di una mano o due, i professionisti della comunicazione del vino sono di ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti al Nord Europa, dalla Spagna alla Francia, dalla Cina all&#8217;Inghilterra.</p>
<div id="attachment_1744" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/trip_turchia_bulgaria.jpg"><img class="size-large wp-image-1744" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/trip_turchia_bulgaria-1024x432.jpg" alt="Viaggio in Turchia e Bulgaria" width="864" height="365" /></a><p class="wp-caption-text">Viaggio in Turchia e Bulgaria</p></div>
<p>Devo dire la verità, sono particolarmente entusiasta per <strong>la visita in Turchia lungo la strada del vino della Tracia</strong>. Nel paese turco, infatti, si riconoscono <strong>tre strade del vino principali</strong>: a Nord, quella della<strong> Tracia</strong>; al centro, quella dell&#8217;<strong>Anatolia</strong>; ad Ovest, quella dell&#8217;<strong>Egeo</strong>. Il territorio è poi suddiviso in regioni vitivinicole in base alla posizione geografica, alle condizioni pedoclimatiche, alla composizione del terreno, che sono: regione di <strong>Marmara</strong>, regione dell&#8217;<strong>Egeo</strong> (dove si produce oltre il 50% del vino turco), regione del <strong>Mediterraneo</strong> e la regione dell&#8217;<strong>Anatolia</strong> differenziata in quattro sottozone di centro-sud, centro-nord, centro-est e sud-est. La produzione è sia di vino bianco che vino rosso, con una predominanza dei vini rossi, soprattutto per quanto riguarda i vitigni autoctoni. I vini autoctoni della Turchia hanno nomi difficilmente pronunciabili come Çalkarası, Kalecik Karası, Öküzgözü, Boğazkere. A proposito, la Turchia è il quinto paese al mondo con maggiore estensione di vigneti (502 migliaia di ettari), ma oggi bassissima produzione, che quindi può solo aumentare. Tra i miei fantastici 11 compagni di viaggio in questa avventura, anche il bravo e simpatico Charlie Arturaola; se non lo conoscete, date un&#8217;occhiata al trailer del suo film <a href="http://theduelofwinemovie.com/videos.php">The Duel of Wine</a>.</p>
<div id="attachment_1745" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/strada_vino_turchia.jpg"><img class="size-large wp-image-1745" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/strada_vino_turchia-1024x510.jpg" alt="Strade del vino della Turchia" width="864" height="430" /></a><p class="wp-caption-text">Strade del vino della Turchia</p></div>
<p>Come ogni anno, <strong>i temi dei panel alla DWCC</strong> sono molti e diversi, dalla realizzazione dei contenuti per la comunicazione del vino, all&#8217;organizzazione del turismo del vino, dalle pubbliche relazioni al SEO. Interessanti anche i focus sui vini meno conosciuti, come quelli della Moldova, della Svizzera, della Turchia e della Bulgaria. Da notare la storia di questo evento: nato nel 2008, con il nome di <strong>European Wine Bloggers’ Conference</strong>, come punto di incontro internazionale per i wine blogger, nel 2013 divenne <strong>DWCC</strong>, conferenza internazionale per i professionisti della comunicazione digitale del vino con focus quasi esclusiva sulle tematiche dell&#8217;online. Oggi, pur mantenendo il nome invariato, potrebbe chiamarsi tranquillamente <strong>Wine Communications Conference</strong>, poiché il digitale è chiaramente sottinteso, in quanto ogni azione di comunicazione esterna è indiscutibilmente legata al web.</p>
<div id="attachment_1749" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/bulgaria-map.gif"><img class="size-full wp-image-1749" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/bulgaria-map.gif" alt="Mappa dei vini della Bulgaria" width="600" height="429" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa dei vini della Bulgaria</p></div>
<p>I giorni successivi alla conferenza, seguirò, con i miei compagni di viaggio, un <strong>itinerario in Bulgaria lungo la Valle dello Struma e del Danubio</strong>, per visitare alcune tra le più conosciute cantine bulgare come lo <strong>Chateau Copsa, Villa Melnik Winery, Zlaten Rozhen Winery</strong>, che sono anche centri rilevanti per il <strong>turismo del vino</strong>, dove pernotteremo. Al mio rientro, vi racconterò qualcosa in più a proposito di questa esperienza e di quello di succede fuori dall&#8217;Italia.</p>
<div id="attachment_1746" style="width: 950px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/cantine_bulgaria.jpg"><img class="size-full wp-image-1746" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/10/cantine_bulgaria.jpg" alt="Cantine in Bulgaria" width="940" height="788" /></a><p class="wp-caption-text">Cantine in Bulgaria</p></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2015/10/della-digital-wine-communications-conference-di-turchia-e-di-bulgaria/">Della Digital Wine Communications Conference, di Turchia e di Bulgaria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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		<title>Terroir Vino e la Vinix Unplugged Unconference</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 13:57:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Questo week end vado a Genova. E&#8217; il terzo anno consecutivo che partecipo a Terroir ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2015/06/terroir-vino-e-la-vinix-unplugged-unconference/">Terroir Vino e la Vinix Unplugged Unconference</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo week end vado a Genova. E&#8217; il terzo anno consecutivo che partecipo a <strong>Terroir Vino</strong>. Perchè a questo evento si incontrano &#8220;<strong>vino, persone, web</strong>&#8220;, come recita il sottotitolo della manifestazione: la tribù che Filippo Ronco ha saputo catalizzare attorno al tema del vino e del digitale in Italia si dà appuntamento qui, anche solo per la curiosità di capire se il binomio &#8220;vino e web&#8221; prima o poi ce la farà ad imporsi a suon di forze dirompenti dal basso, esercitate appunto dal terzo elemento, le &#8220;persone&#8221;. Ed ogni anno partecipo alla <strong>Vinix Unplugged Unconference</strong>, che già dal nome dà l&#8217;idea non di una conferenza, ma di un incontro aperto e informale in cui scambiarsi opinioni su vari temi.</p>
<p>Proprio alla Vinix Unplugged Unconference, nel 2013 parlai delle modalità del <strong>racconto del territorio</strong> (quello che viene definito anche storytelling), nel 2014 feci un intervento sulla <strong>comunicazione digitale degli aspetti agronomici</strong> (le slide le trovate anche online su slideshare <a href="http://www.slideshare.net/filipporonco/presentazione-elena-roppa-e-kalos-a-vuu-2014">qui</a>) e quest&#8217;anno l&#8217;argomento che tratterò sarà &#8220;<strong>Cantine Aperte è morta, viva cantine aperte</strong>&#8221; con un excursus sulle modalità di evento in cantina per interagire e coinvolgere l&#8217;appassionato. Il titolo può sembrare provocatorio, ma vuole solo riassumere in breve ciò che è evidente a tutti:  il ruolo fondamentale svolto dall&#8217;evento Cantine Aperte in questi venti anni, grazie all&#8217;associazione Movimento Turismo del Vino, che si concretizza nella maggiormente diffusa conoscenza del vino tra il pubblico e nell&#8217;adeguamento di tantissime aziende vitivinicole al ruolo di strutture turistiche, oggi è giunto al termine e ci sono nuove sfide che attendono il turismo del vino in Italia. Ogni giorno deve essere &#8220;cantine aperte&#8221;, perchè il pubblico se lo aspetta e vuole un servizio di qualità sempre crescente: in che modo questo deve avvenire, dipende molto dalla formazione del personale all&#8217;interno dell&#8217;azienda e dall&#8217;idea di turismo del vino che la cantina vuole sviluppare in seno al suo territorio.</p>
<p>Il mio intervento sarà solo uno dei dieci che avranno spazio <strong>Domenica 21 Giugno</strong> nelle bellissime sale di <strong>Villa Lo Zerbino a Genova</strong>. Una tavola rotonda, inoltre, precederà gli speech singoli e tratterà un tema di estrema attualità qual è quello del pregiudizio nei confronti della grande azienda, e, più in generale, del confronto/scontro tra Davide e Golia anche nel vino. Il dettaglio dell&#8217;incontro lo trovate online <a href="https://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=7922&amp;lang=ita">Programma Vinix Unplugged Unconference</a>. Per chi non sarà presente a Genova, seguite la discussione online su twitter seguendo l&#8217;hashtag #vuu. La giornata seguente, Lunedì 22 Giugno, sarà dedicata alle degustazioni di vini da tutta Italia e Slovenia, con la presenza di oltre sessanta produttori di vino selezionati dalla commissione di assaggio di Tigullio Vino, e qui trovate la lista completa <a href="http://www.terroirvino.it/espositori.htm">Terroir Vino</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La rivoluzione del vino e dell&#8217;agricoltura: la terra ai giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 14:13:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>In agricoltura c&#8217;è un&#8217;urgenza rispetto ai giovani: in Italia solo il 3% degli agricoltori ha meno ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2015/06/la-rivoluzione-del-vino-e-dellagricoltura-la-terra-ai-giovani/">La rivoluzione del vino e dell&#8217;agricoltura: la terra ai giovani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In agricoltura c&#8217;è un&#8217;urgenza rispetto ai giovani: <strong>in Italia solo il 3% degli agricoltori ha meno di 35 anni, il 50% ha superato i 60 anni</strong>. Nel recente passato abbiamo vissuto una redistribuzione dell&#8217;occupazione dal settore primario a quello industriale e terziario, con conseguente riduzione degli occupati in agricoltura ed invecchiamento del settore. E&#8217; chiaramente un fenomeno che caratterizza tutte le economie sviluppate, ma &#8211; su base europea &#8211; <strong>l&#8217;Italia è tra le economie che devono affrontare questo problema in maniera più stringente</strong>, perchè il dato è davvero preoccupante. (p.s. ora capiamo perché è tanto complicato innovare in agricoltura, non essendoci un ricambio generazionale fluido).</p>
<p>Ecco perché leggiamo ovunque articoli in cui si evidenzia l&#8217;attenzione che vi è rispetto ai giovani agricoltori e le misure di emergenza per favorire il ritorno alla campagna. E su questo tema si è discusso anche la scorsa settimana al Convegno organizzato dall&#8217;<strong>Associazione dei Viticoltori del Carso &#8211; Kras</strong> presso il Castello di Duino, in occasione dell&#8217;evento Mare e Vitovska. L&#8217;appuntamento era dedicato a &#8220;<strong>Storie di giovani viticoltori sul Carso e in Italia</strong>&#8221; con interventi di vignaioli e un&#8217;interessante panoramica generale dei temi più stringenti dell&#8217;Unione Europea inerenti l&#8217;agricoltura da parte dell&#8217;eurodeputato <strong>Herbert Dorfmann</strong>.</p>
<p>Dorfmann ha chiarito fin da subito che <strong>l&#8217;agricoltura non è un hobby, ma un&#8217;attività economica che deve produrre reddito</strong>.  Le agevolazioni dovrebbero essere dirette a sanare problematiche reali quali le zone svantaggiate, i territori in difficoltà e la viticoltura eroica, il ripristino di zone abbandonate e appunto le urgenze come quella data dalla <strong>necessità dell&#8217;immissione dei giovani nel settore dell&#8217;agricoltura</strong>. I fondi europei potrebbero essere messi a disposizione per risolvere questi problemi, non per supportare l&#8217;agricoltura in generale. Chiaramente non è facile operare queste scelte nette di campo, anche se ne va del nostro futuro.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro sono stati toccati anche altri temi di interesse per il settore del vino relativi all&#8217;Europa, quali i <strong>diritti di impianto</strong>, <strong>l&#8217;etichettatura</strong> e <strong>Natura 2000</strong>. Per quanto riguarda i <strong>diritti di impianto dei vigneti, questi dal 2016 verranno soppiantati dalle autorizzazioni di impianto</strong>: un cambio di sistema non solo nominale, ma di fatto, che estinguerà la pratica del pagamento dei diritti di impianto (che prevedeva in molti casi il passaggio, dietro compenso, di quote per poter impiantare vigneti da Sud a Nord), introducendo una distribuzione gratuita  di circa 5-6000 ettari ogni anno per quanto riguarda l&#8217;Italia. Anche su questo tema si potrebbe innestare l&#8217;argomento &#8220;giovani e agricoltura&#8221;, perchè una scelta coraggiosa potrebbe prevedere che vi sia un diritto di prelazione delle autorizzazione di impianto a favore di giovani vignaioli.</p>
<p>Come sappiamo, <strong>le etichette degli alimenti hanno già subito un nuovo regolamento</strong>, che era stato discusso in Commissione Europea 3 anni fa. Dalla fine del 2014 vi è l&#8217;obbligo di inserire nelle etichette alimentari indicazioni aggiuntive quali gli allergeni e vi è obbligo di maggiore trasparenza rispetto agli ingredienti (per saperne di più, vi rimando a questo link de <a href="http://www.ilfattoalimentare.it/nuove-etichette-alimentari-sintesi.html">Il Fatto Alimentare</a>). In quella sede, era stato discusso anche delle misure da prendere in merito al vino, ma si è temporeggiato istituendo altri anni di riflessione, fino a giungere allo scadere di questo tempo, tanto che <strong>quest&#8217;autunno l&#8217;Europa dovrà decidere anche in merito alle nuove norme di etichettatura degli alcolici</strong>. La discussione verte in particolare sull&#8217;introduzione delle calorie e sulle avvertenze circa l&#8217;assunzione di alcol se si  guida o se si è in gestazione. <strong>Di rilevanza fondamentale la riflessione circa il contenuto calorico del vino</strong>: diciamo subito che 100 ml di vino valgono in media 70 calorie, mentre 100 ml di birra valgono circa 45 calorie. Solitamente al bar ordiniamo uno o due calici di vino (150 ml per calice), mentre una birra piccola equivale a 200 ml, una birra media a 400 ml, una birra grande a 5-600 ml. Facendo un confronto il più reale possibile, lo scarto è di 15 calorie: <strong>se bevo una birra piccola le calorie sono 90, se bevo un calice di vino, le calorie sono 105</strong>. Questo per dire che la teoria non è mai la pratica e il vino (e anche la grappa, se è per questo) ne esce perdente dal confronto con la birra sulla base delle calorie ogni 100 ml. Ecco perchè il mondo della birra ha preso al volo l&#8217;occasione ed introdurrà su base volontaria le calorie in etichetta già da questa estate, così da abituare il consumatore, che resterà poi perplesso circa il confronto con le calorie del vino su base 100 ml.</p>
<p>Ultima riflessione circa i temi della ruralità relativamente alla Commissione Europea, mi sembra doveroso riportare ciò che Dorfmann segnalava circa la <strong>cittadinanza attiva</strong>: l&#8217;Unione Europea abitualmente realizza delle <strong>consultazioni pubbliche aperte a tutti online per sapere cosa pensano i cittadini circa determinati temi</strong>, ma sempre troppo poche persone si avvalgono di questo strumento importante per dire ciò che si pensa. Il prossimo mese scade <strong>la consultazione pubblica sul tema delle aree protette</strong> (progetto Natura 2000), che potrebbe incidere sui territori blindando zone non più accessibili all&#8217;agricoltura perchè ritenute isole felici per specie protette di uccelli ed altri animali. Le associazioni naturalistiche hanno già dato il loro riscontro, mentre i giovani agricoltori ed i cittadini che magari in quelle zone ci vivono e vorrebbero continuare a praticare l&#8217;agricoltura non si sono ancora espressi. Qui il link alla <a href="http://ec.europa.eu/environment/consultations/nature_fitness_check_en.htm">Consultazione pubblica UE in materia di protezione della natura</a>.</p>
<div id="attachment_1589" style="width: 179px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/06/gabrijel_cernigoi.jpg"><img class="wp-image-1589 size-medium" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/06/gabrijel_cernigoi-169x300.jpg" alt="Gabrijel Cernigoi di Gabi Wines" width="169" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Gabrijel Cernigoi di Gabi Wines</p></div>
<p><strong>Ma i giovani vignaioli come affrontano la loro attività?</strong> Che dicono a proposito? Durante il Convegno, quattro esperienze sono state presentate dai diretti interessati e tutte davvero interessanti. La prima è quella di <strong>Gagrijel Cernigoi</strong>, che da due anni imbottiglia Malvasia e Vitovska sotto il nome di <strong>Gabi Wines azienda agricola in quel di Longera (Trieste)</strong>. Il padre era un viticoltore hobbista e aveva un piccolo terreno, dove coltivava la vite per piacere e passione ed è così che Gabrijel ha pensato di partire da quella terra per costruire il suo futuro. Oggi studia enologia all&#8217;Università di Nova Gorica e intanto lancia il suo guanto di sfida: &#8220;<strong>i giovani hanno fame di terra e bisogna dargliela</strong>&#8220;. Non gli basta quel piccolo terreno, con il quale non raggiunge neanche le 3000 bottiglie, ed ha ragione, ma l&#8217;accesso al credito e le misure per i giovani devono essere ancora affrontare seriamente dall&#8217;Unione Europea. Gabrijel si batte contro l&#8217;allargamento della città per mano dei costruttori che realizzano villette fantasma che nessuno occupa, contro i cinghiali selvatici che invadono i margini dell&#8217;abitato causa l&#8217;abbandono del limitare. Ce ne vorrebbero a centinaia di giovani come lui, che comunicano l&#8217;esuberanza e la temerarietà dei vent&#8217;anni, questa sì sarebbe la rivoluzione del vino e dell&#8217;agricoltura.</p>
<div id="attachment_1590" style="width: 175px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/06/carlotta_rinaldi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1590" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/06/carlotta_rinaldi-165x300.jpg" alt="Carlotta Rinaldi di Cantina Giuseppe Rinaldi" width="165" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Carlotta Rinaldi di Cantina Giuseppe Rinaldi</p></div>
<p><strong>Carlotta Rinaldi</strong> viene dalle terre del Barolo e con la sorella sono la nuova generazione della <strong>Cantina Giuseppe Rinaldi</strong>. Nome importante e area vinicola importante, questo non vuol dire però che lo scontro generazionale che ha vissuto non le permetta di portare anche il suo contributo. Oggi ha ventisette anni e, pur nel solco della tradizione, ritiene che il suo apporto possa concretizzarsi in una <strong>maggiore attenzione al paesaggio e alla sostenibilità ambientale</strong>. Il successo di un territorio non è fatto solo di fortune, ma &#8211; se queste accadono &#8211; vanno poi capitalizzare per lanciare un messaggio più profondo ed autentico. La crescita invidiabile del Barolo negli ultimi trent&#8217;anni non deve far perdere di vista il ruolo del <strong>vignaiolo anche come custode della terra</strong>: maggiore attenzione alla biodiversità e invito a non strafare, piantando &#8220;Nebbiolo anche sotto ai letti&#8221;, perchè di territorio ce n&#8217;è uno solo e va preservato per il futuro.</p>
<div id="attachment_1591" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/06/carolina_gatti.jpg"><img class="size-medium wp-image-1591" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/06/carolina_gatti-215x300.jpg" alt="Carolina Gatti di Cantina Gatti" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Carolina Gatti di Cantina Gatti</p></div>
<p><strong>Carolina Gatti</strong> produce Col Fondo e la sua famiglia imbottigliava Prosecco Col Fondo ancor prima che diventasse di moda, perchè riteneva che fosse l&#8217;espressione migliore per le loro uve ed il loto territorio a <strong>Ponte di Piave</strong> in Veneto. Ha 39 anni e dal 2012 conduce <strong>l&#8217;azienda di famiglia Gatti</strong>; tra ciò che ha imparato durante gli studi in enologia e l&#8217;esperienza diretta, vorrebbe fosse maggiormente preminente la seconda, perché sente che è l&#8217;istintività che può portarla a produrre dei vini eleganti ed armonici in cui lei sente rispecchiarsi il suo territorio. Al mondo esterno chiede <strong>maggiore rispetto per il lavoro dei giovani agricoltori</strong>, che si tramuti in ascolto vero delle loro esigenze e in una cultura del vino in cui l&#8217;umanità è parte integrante.</p>
<div id="attachment_1592" style="width: 219px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/06/patrick_uccelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-1592" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/06/patrick_uccelli-209x300.jpg" alt="Patrick Uccelli di Cantina Dornach" width="209" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Patrick Uccelli di Cantina Dornach</p></div>
<p><strong>Patrick Uccelli</strong> è un vignaiolo dell&#8217;Alto Adige di 41 anni che, anche se giovane in senso stretto forse non si può definire, mantiene l&#8217;entusiasmo giovanile infondendolo in tutto ciò che fa. Nei suoi 3,3 ettari di vigneto lavora costantemente alla destrutturazione delle sue due laurea in enologia e viticoltura, cercando di <strong>riportare concretezza al suo essere contadino</strong>. Quel che vede, sente e tocca ogni giorno è <strong>l&#8217;urgenza del rispetto dell&#8217;ambiente e dell&#8217;essere umano</strong>, e secondo lui l&#8217;unica via &#8211; senza mezze misure &#8211; è <strong>la scelta del biologico e del biodinamico</strong>. Ogni coltura dovrebbe avere la stessa dignità ed avere voce in capitolo, perché l&#8217;agricoltura sfama il mondo, ma questo mondo vorace non ne vuole sapere di guardare in faccia la realtà.</p>
<p>E voi, che ne pensate? La rivoluzione ha da venire o possiamo permetterci ancora il lusso di fregarcene?</p>
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		<title>Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, scontro all&#8217;ultima forchetta</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 13:23:01 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima cosa, le donne del vino non si occupano solo di vino. Che ci azzecca un&#8217;associazione che si chiama &#8220;<strong>Donne del Vino</strong>&#8221; con le ristoratrici, le enotecare, le sommelier, le comunicatrici, le enotecniche, le agronome e le enologhe? Eccome se ci azzecca! Il vino è il collante, <strong>la passione che si fa mestiere</strong> e che non è mai slegato da quella che è la cultura, nel senso più ampio del termine.</p>
<p>Seconda cosa, <strong>la cucina a vista è spettacolo</strong>. Altro che masterchef e programmi televisivi, il vero show è vedere all&#8217;opera i cuochi che mettono in pratica con destrezza e maestria la loro arte nei luoghi dove lavorano. Anzi, lancio un appello: cuochi, vi prego, cercate di organizzare sempre i vostri locali in modo che le persone possano vedere ed apprezzare il vostro modo di cucinare. E poi <strong>il cucinare nasce sempre da un atto di amore</strong>, e gli occhi scintillanti di felicità e i sorrisi non mancano mai sul volto di un cuoco mentre prepara i suoi piatti: <strong>vedere gente felice, aiuta ad essere felici</strong>.</p>
<div id="attachment_1540" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/donne_del_vino_chef.jpg"><img class="size-large wp-image-1540" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/donne_del_vino_chef-1024x574.jpg" alt="Le chef delle Donne del Vino" width="864" height="484" /></a><p class="wp-caption-text">Le chef delle Donne del Vino</p></div>
<p>Da tre anni a questa parte, le <strong>Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia</strong>, guidate dalla presidente <strong>Cristiana Cirielli</strong>, organizzano un evento davvero simpatico in cui si sfidano in gara tre chef donne e tre chef uomini nella stessa cucina a vista all&#8217;interno degli spazi super attrezzati dello <strong>Showroom della Electrolux di Pordenone</strong>.</p>
<p>L&#8217;edizione 2015 si è svolta martedì scorso ed ho avuto il piacere e l&#8217;onore di far parte della giuria, a cui spettava il duro compito di dare dei voti ai piatti di questi sei bravissimi chef: è stata davvero un&#8217;esperienza entusiasmante vederli all&#8217;opera e assaggiare piatti assolutamente deliziosi. Le chef donne <strong>Teresa Covaceuszach</strong> della Trattoria Sale &amp; Pepe di Stregna, <strong>Maria Giulia Frova</strong> del Ristorante Corno Divino a San Pancrazio di San Casciano Val di Pesa di Firenze e <strong>Franca Merz</strong> della Locanda Due Camini a Baselga di Pinè di Trento  e gli chef uomini <strong>Luca Plet</strong> del Ristorante Al Ponte di Gradisca, <strong>Diego Tomasi</strong> del Ristorante Basilisco a Treviso e <strong>Paolo Viviani</strong> del Ristorante Cascina Faletta a Casale Monferrato, in realtà, la &#8220;sfida&#8221; in quanto tale l&#8217;hanno presa sul serio fino ad un certo punto. Fondamentale era creare una loro ricetta nel migliore dei modi, come sono sempre abituati a fare nelle loro cucine, e soprattutto collaborare gli uni con gli altri.</p>
<p><strong>Affascinante vederli dialogare tra i fornelli, aiutarsi l&#8217;un l&#8217;altra a fare la pasta per i ravioli, scambiarsi consigli e brindare in allegria</strong>. Per loro è stato un bel gioco, per noi giudici e pubblico è stata un&#8217;esperienza unica. Nel corso della preparazione, mentre gli chef erano impegnati tra forni e padelle, <strong>Aurora Endrici</strong> &#8211; donna del vino del Trentino giunta appositamente per l&#8217;evento &#8211; ci raccontava la loro storia, mentre la sommelier <strong>Donatella Briosi</strong> introduceva mano a mano i vini che poi avrebbero accompagnato ogni piatto.</p>
<div id="attachment_1542" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/chef_tacco_e_spacco_electrolux.jpg"><img class="size-large wp-image-1542" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/chef_tacco_e_spacco_electrolux-1024x467.jpg" alt="Gli chef di Tacco e Spacco contro Cappa e Spada 2015" width="864" height="394" /></a><p class="wp-caption-text">Gli chef di Tacco e Spacco contro Cappa e Spada 2015</p></div>
<p>Noi giudici avevamo a disposizione dei punteggi da 5 a 10 da assegnare ai parametri di ingredienti utilizzati, tecnica di cucina, presentazione del piatto e valutazione complessiva del gusto. <strong>Ve lo dico subito, ha vinto un uomo con un dessert!</strong> Non stupisca che <strong>il gusto per il dolce è quello più diffuso per l&#8217;umanità</strong>: il giudizio positivo che tutti, quasi indistintamente, diamo al dolce è qualcosa di ancestrale e primitivo. Il bambino, infatti, è portato a cercare il latte materno e questa è la via della natura affinché esso si nutra e trovi piacere nel nutrimento. Con il passare degli anni, e l&#8217;entrata nella vita adulta, l&#8217;attrazione per il gusto dolce può decrescere, ma è quasi impossibile che scompaia. <strong>Questo per dire che non solo il primo premio è stato assegnato ad un dolce, ma anche il terzo premio!</strong></p>
<p>Ma andiamo con ordine, perché magari siete curiosi di sapere quali erano i piatti in gara. I primi piatti hanno fatto il loro esordio trionfale dalla montagna al mare. La trentina <strong>Franca Merz</strong> ha proposto i <strong>ravioli fatti in casa alle erbe di primavera e ricotta di capra</strong>. La presentazione di questo piatto ricordava la primavera, solo questa valeva un premio alla bellezza. Ma valeva anche tutto il tempo che Franca ha speso per impastare e stendere la pasta, tanto da rendere la consistenza e lo spessore davvero perfetti. I ravioli erano accompagnati da un leggero pesto alla acetosella, la cui foglia &#8211; se masticata a fine pasto &#8211; è ideale per rinfrescare la bocca, lasciando un piacevolissimo sapore. Un piatto in cui l&#8217;unica nota leggermente stonata era la spruzzata di parmigiano, che sovrastava il gusto delicato della ricotta di capra. Abbinamento riuscitissimo con il vino, uno <strong>spumante metodo classico</strong> importante ed avvolgente assolutamente da provare: <strong>Terra &amp; Cielo di Borgo delle Oche</strong> (Valvasone &#8211; PN).</p>
<div id="attachment_1543" style="width: 957px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/primo_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1543" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/primo_piatto.jpg" alt="Ravioli alle erbe di primavera e ricotta di capra" width="947" height="934" /></a><p class="wp-caption-text">Ravioli alle erbe di primavera e ricotta di capra</p></div>
<p>Un secondo primo piatto ci attendeva, questa volta eseguito dallo chef <strong>Diego Tomasi</strong>: <strong>Spaghetti alla chitarra con garusoli, aglio, olio, peperoncino e crema di lenticchie</strong>. Alzi la mano chi non ha mai assaggiato i garusoli. Da piccola, le chiamavo al femminile &#8220;garusole&#8221;: si tratta di lumache di mare di cui il golfo antistante le nostre coste, da Monfalcone a Trieste, era ricco un tempo. Quanto ne ho mangiate nella mia vita&#8230;ma non è che le ho finite tutte io?! Buonissimi gli spaghetti, perfetto bilanciamento di sapori, a mio avviso la consistenza della crema di lenticchie era leggermente ruvida rispetto alla pasta. Sempre interessante comunque l&#8217;accostamento crema di lenticchie e molluschi. Il vino che abbiamo degustato in abbinamento era un nome del tutto nuovo per me, una <strong>Malvasia 2012 di Borc Da Vila</strong>, cantina biologica di Romans di Isonzo (GO). Sicuramente da approfondire la conoscenza di questa piccola azienda, che trova sede in una bellissima residenza storica.</p>
<div id="attachment_1544" style="width: 777px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/secondo_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1544" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/secondo_piatto.jpg" alt="Spaghetti alla chitarra con garusoli, aglio, olio, peperoncino e crema di lenticchie" width="767" height="921" /></a><p class="wp-caption-text">Spaghetti alla chitarra con garusoli, aglio, olio, peperoncino e crema di lenticchie</p></div>
<p>E la carne? Mica vogliamo privarcene! La simpaticissima chef toscana <strong>Maria Giulia Frova</strong> ha preparato un <strong>filetto di carne biologica di mucca su letto di topinambur</strong>. Così esuberante la cuoca,  tanto esuberante il piatto, anche nella presentazione, in cui si avvicendavano più elementi. Il ricordo più bello di questo piatto è legato agli aromi che da esso sprigionavano: le erbe e le spezie, qui, la facevano da padrone. Nota stonata, il carciofo cotto ed adagiato sulla carne, che minacciava anche un pò l&#8217;abbinamento con la colorata etichetta di <strong>Minna e Moro 2011 della Tenuta Il Corno </strong>(San Casciano in Val di Pesa), rosso toscano blend di Sangiovese e Colorino.</p>
<div id="attachment_1545" style="width: 969px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/terzo_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1545" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/terzo_piatto.jpg" alt="Filetto di carne biologica di mucca su letto di topinambur" width="959" height="803" /></a><p class="wp-caption-text">Filetto di carne biologica di mucca su letto di topinambur</p></div>
<p>Lo chef <strong>Luca Plet</strong> di Gradisca ci ha stupito con la <strong>punta di pezzata rossa in pastrami con giardiniera liquida al cavolo rosso</strong>: preparazione tecnica raffinata e di notevole impegno, visto che la carne è stata cotta per ben 48 ore a bassa temperatura. Il sapore primario era l&#8217;affumicato, la carne era di una tenerezza eccelsa, il gioco della presentazione &#8211; per cui su ogni pezzetto di carne trovava posto un diverso accostamento (pane alla segale, senape e bacon) &#8211; hanno fatto sì che Luca si aggiudicasse il secondo premio. L&#8217;abbinamento con il vino era perfetto, incontrando questo piatto il vino rosso <strong>Poema 2004 di Cantarutti </strong>(San Giovanni al Natisone &#8211; UD), blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.</p>
<div id="attachment_1546" style="width: 862px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/quarto_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1546" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/quarto_piatto.jpg" alt="Punta di pezzata rossa in pastrami con giardiniera liquida al cavolo rosso" width="852" height="985" /></a><p class="wp-caption-text">Punta di pezzata rossa in pastrami con giardiniera liquida al cavolo rosso</p></div>
<p>Ed ecco il momento dei dolci, vincitori del primo e secondo premio della singolar tenzone &#8220;Tacco e spacco contro cappa e spada&#8221;. <strong>Teresa Covaceuszach</strong>, direttamente dalle Valli del Natisone, ha creato un s<strong>emifreddo al croccantino e susine ubriache</strong>: poco da aggiungere, ha sfiorato la perfezione assoluta. Equilibri di sapori e consistenze ideali, nessun gusto predominava, il piatto si trasformava in un boccone di gioia. Ciliegina finale, il <strong>Picolit 2009 di Quinta della Luna </strong>(San Quirino &#8211; PN), che andava a sommare il piacere del cibo al piacere del bere. Ma non ci sarebbe dispiaciuta neanche la grappa di susine!</p>
<div id="attachment_1547" style="width: 862px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/quinto_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1547" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/quinto_piatto.jpg" alt="Semifreddo al croccantino e susine ubriache" width="852" height="964" /></a><p class="wp-caption-text">Semifreddo al croccantino e susine ubriache</p></div>
<p>Ultimo, ma primo nei risultati, la <strong>delizia piemontese in brodo </strong>dello chef<strong> Paolo Viviani</strong>: ravioli ripieni di crema al cioccolato in un bagno di frutta e decorati con foglie e fiori e una spruzzatina di cioccolato bianco. Applauso a scena aperta per quel che si potrebbe definire con l&#8217;espressione estasiata e metaforica di un &#8220;brodo di giuggiole&#8221;. Piacevole a vedersi, ancor più buono alla prova dell&#8217;olfatto e del gusto, un piatto che esalta quasi tutti i sensi. Complicato l&#8217;abbinamento con il vino con un piatto di questo tipo, soprattutto tenendo in considerazione la parte liquida. Il <strong>Moscato Passito della piemontese Cascina Faletta</strong> (Casale Monferrato) in questo caso si addice di più ad un finale a sé stante.</p>
<div id="attachment_1548" style="width: 920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/sesto_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1548" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/sesto_piatto.jpg" alt="Delizia piemontese in brodo" width="910" height="568" /></a><p class="wp-caption-text">Delizia piemontese in brodo</p></div>
<p>Che dire? Non resta che andare a trovare questi chef, ed anche le vignaiole, nei loro ristoranti e cantine tra Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto e Toscana!</p>
<div id="attachment_1550" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/tacco_e_spacco_2014.png"><img class="size-full wp-image-1550" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/tacco_e_spacco_2014.png" alt="Un collage dell'edizione 2015 di Tacco e Spacco contro Cappa e Spada" width="700" height="700" /></a><p class="wp-caption-text">Un collage dell&#8217;edizione 2015 di Tacco e Spacco contro Cappa e Spada</p></div>
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		<title>Formazione per il business del vino, due corsi brevi a Gorizia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 17:57:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La formazione continua è uno strumento importante in qualunque professione, e quindi segnalo, per chi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La formazione continua è uno strumento importante in qualunque professione, e quindi segnalo, per chi fosse interessato, due corsi brevi di prossima partenza allo Ial di Gorizia (la sede si trova in Via Diaz 5) dedicati al business del vino. Entrambi si svolgono il Sabato mattina e si rivolgono a chi ha una formazione specifica in ambito commerciale e marketing o già lavora nel settore.</p>
<p>Il primo corso riguarda le Strategie di marketing per i mercati esteri, la data di inizio è fissata al 17 Gennaio 2015 per complessive 24 ore, che si sviluppano per 6 Sabato mattina consecutivi, con orario dalle 9 alle 13. I temi trattati nel corso degli incontri di formazioni sono in particolare:</p>
<p>Marketing del vino, le definizioni e gli strumenti</p>
<p>Il quadro generale del mercato del vino ed i mercati del vino italiano</p>
<p>Strategie ed azioni di commercializzazione</p>
<p>Le Fiere e la promozione all&#8217;estero</p>
<p>Al link del corso <a href="http://www.ialweb.it/node/21/53453/6/STRATEGIA-DI-MARKETING-DEL-VINO-PER-I-MERCATI-ESTERI">Strategie di marketing per i mercati esteri</a> maggiori informazioni e il form per la pre-iscrizione.</p>
<p>Il secondo corso si intitola Comunicare social l&#8217;enogastronomia ed il territorio e si svolge in due Sabato mattina, il 21 e il 28 Febbraio 2015, dalle 8.30 alle 13.30 per complessive 10 ore. In questo caso si tratta di un percorso di approfondimento per chi già opera nel settore dell&#8217;enogastronomia, del turismo e dell&#8217;ospitalità e ha necessità di fare il punto sulle ultime tendenze della promozione grazie al web e ai social network. I temi che vengono tratti nei due incontri sono in particolare:</p>
<p>Sviluppare un piano di contenuti da veicolare tramite i social network</p>
<p>Coinvolgere le persone e creare una relazione di valore per l&#8217;azienda</p>
<p>Storytelling: strumenti e creazione di contenuti per raccontare la propria realtà aziendale, il proprio territorio ed i propri servizi e prodotti</p>
<p>Al link del corso <a href="http://www.ialweb.it/node/21/57837/6/COMUNICARE-SOCIAL-L%60ENOGASTRONOMIA-ED-IL-TERRITORIO">Comunicare social l&#8217;enogastronomia e il territorio</a> maggiori informazioni ed il form per la pre-iscrizione.</p>
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		<title>Il vino viaggia nel mondo grazie alle community online</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 10:57:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ci sono moltissime community online in cui ci si scambiano informazioni e pareri sul vino nel ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2014/12/il-vino-viaggia-nel-mondo-grazie-alle-community-online/">Il vino viaggia nel mondo grazie alle community online</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono moltissime community online in cui ci si scambiano informazioni e pareri sul vino nel mondo, perché lo sappiamo che le news viaggiano in rete. E grazie al web, non ci sono confini per i dialoghi. Grazie ad una conversazione in una di queste community online sono venuta a conoscenza ad inizio Dicembre del progetto <a href="http://winewichteln.com/">WineWichteln</a> avviato da un gruppo di appassionati di vino, che lavora nel settore. L&#8217;idea era abbastanza semplice: chi voleva, poteva iscriversi via mail al progetto e successivamente inviare una bottiglia di vino a sua scelta ad una persona sconosciuta il cui indirizzo gli sarebbe stato inviato qualche giorno dopo, e a sua volta ogni partecipante avrebbe ricevuto una bottiglia di vino da uno sconosciuto nel mondo. Non è un&#8217;idea nuova in generale, visto che si fa già per il caffè con <a href="http://thirdwavewichteln.com/">Third Wave Wichteln</a>, e il meccanismo fa riferimento alla tradizione tedesca del gioco di Natale &#8220;Secret Santa&#8221;: visto che è una persona che non conosci ad inviarti il regalo, sembra davvero che sia un Babbo Natale!</p>
<p>Al momento dell&#8217;iscrizione al progetto, si poteva scegliere se si desiderava inviare la bottiglia di vino nel proprio paese di origine oppure in un altro paese del mondo, questo perché chiaramente le spese di spedizione possono incidere notevolmente. Nel mio caso, ho scelto l&#8217;opzione &#8220;mondo&#8221;! Dopo qualche giorno, a chiusura delle iscrizioni, a tutti i partecipanti sono giunti gli indirizzi del proprio destinatario, che non era lo stesso dal quale avremmo ricevuto a nostra volta la bottiglia, in modo da creare una triangolazione nel mondo. La persona a cui il mio regalo di vino sarebbe giunta risiede in Austria, e grazie alle informazioni recuperate online, ho saputo che è un produttore di vino, guardate che bello il video in cui racconta la sua azienda:</p>
<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/92815002" width="862" height="485" frameborder="0" title="Jurtschitsch Kamptal Summertime" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></p>
<p>Due giorni fa il postino ha suonato al mio campanello ed ha consegnato il pacco che a mia volta attendevo: il mittente è un appassionato di vino della Germania ed il contenuto del dono è un Riesling 2013 della cantina <a href="http://www.heinz-nikolai.de/">Heinz Nikolai</a> della zona del Rheingau in Germania. Si tratta di un&#8217;azienda agricola a conduzione famigliare che fa vino dal 1824 in questa area tedesca rinomata per la viticoltura ed in particolare proprio per la produzione del Riesling. Curiosando sul loro sito web, ho visto le immagini della famiglia e della cantina, del bel spazio degustazione dove accolgono gli ospiti (sono aperti tutti i giorni, tranne la Domenica). Ho visto soprattutto le immagini della zona, che non ho mai visitato e non conosco, e le ho trovate davvero belle. Certo, nelle loro pagine web si raccontano come lo fanno tante altre aziende vitivinicole, ed infatti a colpirmi di più è il loro territorio, la loro produzione.</p>
<div id="attachment_1438" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2014/12/heinz_nikolai_territorio.jpg"><img class="size-large wp-image-1438" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2014/12/heinz_nikolai_territorio-1024x405.jpg" alt="Heinz Nikolai, un'immagine " width="864" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">Heinz Nikolai, un&#8217;immagine</p></div>
<p>Il vino che ho inviato? Certamente un ottimo vino bianco del Friuli Venezia Giulia. Ma questo non è importante: per il progetto, così come per il Natale, vale ciò che si riceve e ciò che conta è il donare in sè. Quasi 500 persone in tutto il mondo hanno aderito al #winewichteln 2014, guardate qui la mappa completa delle località coinvolte: <a href="https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=zbv2WbJX33r8.ks_2zTAkg_qw">mappa WineWicht</a>eln, dove il puntino &#8220;Mariano del Friuli, Loc. Corona&#8221; sono proprio io! Cosa mi rimane di questa esperienza? Un Riesling tedesco da provare durante le feste, due cantine &#8211; una Austria e una in Germania &#8211; da andare a visitare appena ne avrò occasione, una bella emozione di condivisione tra chi ha la stessa passione.</p>
<p>&#8220;Una bottiglia di vino richiede di essere condivisa; non ho mai incontrato un amante del vino tirchio&#8221;. Sagge parole di Clifton Fadiman!</p>
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		<title>La carne non è un tabù, l&#8217;ignoranza sì</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 10:24:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Al pastore dovrebbe essere dedicata la stessa attenzione mediatica del panda: l&#8217;agricoltura eroica, soprattutto quella delle ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2014/11/la-carne-non-e-un-tabu-lignoranza-si/">La carne non è un tabù, l&#8217;ignoranza sì</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Al pastore dovrebbe essere dedicata la stessa attenzione mediatica del panda: l&#8217;agricoltura eroica, soprattutto quella delle fasce montane, si sta progressivamente estinguendo.  Gli allevamenti agricoli in Italia stanno sparendo, perchè non possono competere con la produzione di carne a basso costo degli allevamenti intensivi. Agricoltura intensiva si applica sia alle produzioni vegetali che animali. Ma oggi più che mai sembra che la carne sia divenuta un tabù, anche se il rispetto dell&#8217;altro non dovrebbe limitare la libertà, a meno che non sia offensiva. La carne è uno degli alimenti umani dalla comparsa stessa dell&#8217;Homo Sapiens: il popolo Inuit, per esempio, è l&#8217;abitante dell&#8217;Artico che ancora oggi ha conservato per tradizione il ruolo di cacciatore-raccoglitore tipico dell&#8217;uomo paleolitico. Mangia carne con frequenza ed ha una bassa incidenza di ipertensione, aterosclerosi e malattie cardiovascolari. Stile di vita e qualità del nutrimento incidono nella dieta di ognuno di noi e le scelte etiche dovrebbero essere maggiormente apprezzate se sostenute dalla coerenza.</p>
<div id="attachment_1387" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2014/11/agricoltura_montana.jpg"><img class="wp-image-1387 size-large" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2014/11/agricoltura_montana-1024x768.jpg" alt="Agricoltura montana" width="864" height="648" /></a><p class="wp-caption-text">Agricoltura montana</p></div>
<p>Interessanti gli spunti emersi nell&#8217;incontro avvenuto ieri sera all&#8217;azienda agricola biologica Borgo dei Sapori condotto con competenza dal Prof. Edi Piasentier dell&#8217;Università di Udine ed organizzato dall&#8217;Aiab Fvg (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) sul valore delle produzioni da agricoltura biologica. Non c&#8217;è una ragione ed un torto, come non esiste un colpevole di tutto: è la responsabilità e l&#8217;impegno che dovrebbero guidarci in ognuna delle nostre scelte.</p>
<p>Chi acquista il formaggio da alpeggio, è consapevole che il suo costo è inscindibile dalla difesa del paesaggio e dall&#8217;impegno che l&#8217;uomo ripone nelle attività quotidiane e nell&#8217;attenzione al benessere. L&#8217;attività agricola montana e in zone svantaggiate è progressivamente abbandonata perchè non sostenibile economicamente, eppure sarebbe &#8220;sostenibile&#8221;, eccome. La sostenibilità è, infatti, la capacità di mantenere la produzione nel tempo, cioè riguarda produzioni che non vanno ad esaurire le risorse naturali, ma che rispettano uomo, animale e terra. L&#8217;agricoltura contadina è da sempre sostenibile, non è la moda del momento. Diventa moda quando è l&#8217;agricoltura imprenditoriale a doversi normare e regolamentare per non esaurire la ricchezza della terra e la biodiversità.</p>
<div id="attachment_1388" style="width: 778px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2014/11/biodiversità.jpg"><img class="size-large wp-image-1388" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2014/11/biodiversità-768x1024.jpg" alt="La biodiversità in agricoltura" width="768" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">La biodiversità in agricoltura</p></div>
<p>Il biologico, per esempio, è una certificazione europea su ampia scala che ha una funzione di protezione delle risorse: utilizzare rotazioni delle coltivazioni, sovesci, fertilizzazioni naturali e difesa delle piante preventiva e specifica. Prevenire è meglio che curare, non ce lo diceva anche la nostra nonna? Ci sono paesi nel mondo in cui la logica della produzione intensiva e della rincorsa al basso costo, con alta probabilità, non porterà cose buone, anzi: è il mercato, bellezza. E&#8217; la mia vita, vaffanbrodo (termine educato, no?).</p>
<p>Mangio carne quattro/cinque volte alla settimana, proviene da allevamenti biologici o di cui ho conoscenza diretta e dove l&#8217;animale è libero di muoversi all&#8217;interno e all&#8217;esterno ed ha una dieta varia. Ne va della qualità della sostanza e del benessere animale e umano. Se dovessi sentirmi in colpa, per assurdo potrei dire che non bevo latte e che quindi non sono responsabile dello sfruttamento di una vacca da latte (che ha una vita di tre anni). In tutta sincerità, sono un onnivoro. E come viene riportato in questa prefazione al libro &#8220;<a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845922886">Il dilemma dell&#8217;onnivoro</a>&#8221; di Michael Pollon , &#8220;Per condurre una vita meno insana, dunque, l’onnivoro ha bisogno di sapere, sui propri appetiti e sui propri meccanismi adattivi, almeno quanto ne sanno gli strateghi dell’industria alimentare&#8221;.</p>
<p>Ho la fortuna (ma è stata una scelta, eh!) di vivere in un piccolo centro circondato da campagna, e di conoscere gli allevatori ed agricoltori locali, non ho ancora bisogno di un business che faccia delle mie scelte etiche il suo campo di battaglia. Forse un giorno, non lo escludo. Essere vegetariani o vegani alle volte è un lusso, l&#8217;avete notato? E non lo potrebbe essere, con più semplicità, andare ad acquistare quella carne o quel formaggio o quella marmellata dall&#8217;agricoltore? I valori sono merce rara, perchè di solito non andrebbero scambiati.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2014/11/la-carne-non-e-un-tabu-lignoranza-si/">La carne non è un tabù, l&#8217;ignoranza sì</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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