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	<title>It&#039;s a wine world | RSS Feed</title>
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		<title>Tiramisù, la ricetta friulana del 1945</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 09:15:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le origini del tiramisù sono state il tema del libro dei giornalisti e critici enogastronomici Clara e Gigi Podovani &#8220;Tiramisù &#8211; Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato&#8221; (Giunti editori, 2016), che hanno individuato la prima ricetta in Friuli Venezia Giulia nel 1945</em>.</p>
<p><strong>Il 21 Marzo 2017 si terrà il primo Tiramisù Day</strong> (hashtag #tiramisùday), indetto dagli store Eataly di tutto il mondo a partire da quello di Trieste: e proprio per celebrare in particolare il Friuli Venezia Giulia, sarà messa in evidenza <strong>la ricetta friulana del dolce che risale al 1945</strong>, e sembra essere la prima realizzata di cui si hanno testimonianze orali e scritte.</p>
<p><strong>La ricetta friulana del 1945 del tiramisù è del ristorante Al Vetturino di Pieris (Gorizia)</strong>, ed è rimasta segreta per quasi 70 anni nelle mani della signora Flavia Cosolo, figlia dello chef Mario, che inventò il &#8220;<strong>Tirimesù Coppa Vetturino</strong>&#8220;. Questa prima versione è diversa da quella che poi si è diffusa maggiormente in Italia e nel mondo, e che è stata realizzata sempre in Friuli Venezia Giulia, ma dal <strong>ristorante Hotel Roma di Tolmezzo alla fine degli anni &#8217;50</strong>, a cui è seguita <strong>nel 1970 la popolarità del Tiramesù del ristorante Beccherie di Treviso</strong>, che ha diffuso la ricetta in tutto il mondo.</p>
<div id="attachment_2239" style="width: 873px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/02/tiramisù-vetturino-poster.jpg"><img class="size-full wp-image-2239" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/02/tiramisù-vetturino-poster.jpg" alt="La pubblicità della coppa del Tirime su " width="863" height="1013" /></a><p class="wp-caption-text">La pubblicità della coppa del Tirime su</p></div>
<p>La ricetta originaria di Pieris non prevede nè i savoiardi nè il caffè nè il mascarpone, ma il <strong>pan di spagna</strong>, il <strong>vino marsala</strong>, la <strong>panna</strong> ed il<strong> cacao</strong>. E&#8217; un dolce da mangiare al cucchiaio in coppa, calorico e goloso come appunto può esserlo solo il tiramisù!</p>
<p><strong>Ricetta del tiramisù di Pieris</strong>: Tirimesù Coppa Vetturino dello chef Mario Cosolo<br />
<em>Per il pan di Spagna</em><br />
Zucchero (pari al peso di 4 uova col guscio)<br />
Farina 00 (pari al peso di 3 uova col guscio)<br />
Lievito in polvere 1/2 bustina<br />
La scorza grattugiata di 1 limone</p>
<p><em>Per le creme</em><br />
Tuorli d&#8217;uovo 6<br />
Zucchero 8-9 cucchiai<br />
Panna liquida 1 litro<br />
Marsala secco 80 ml<br />
Cacao amaro 2-3 cucchiai</p>
<p><em>E inoltre</em><br />
Marsala secco per la bagna<br />
Cacao amaro per spolverare</p>
<p><em>Preparazione (8 coppe)</em><br />
<strong>Preparare il pan di Spagna</strong>: in una terrina rompere 5 uova intere e con le fruste elettriche montarle unendo la quantità di zucchero pari al peso di 4 uova con il guscio. Sbattere a lungo, fino a ottenere un composto gonfio e spumoso. Incorporare, setacciando poco per volta, la farina 00, il cui peso sia uguale a quello di 3 uova, insieme con mezza bustina di lievito e un pizzico di sale (oppure metà farina e metà fecola di patate o frumina).<br />
Profumare con la buccia grattugiata di un limone. <strong>Versare in uno stampo e infornare a 160°/170° C per</strong><br />
<strong> 30/40 minuti</strong>. Sfornare e lasciare raffreddare.<br />
<strong>Preparare le creme</strong>. In un recipiente a fondo concavo montare molto bene, con le fruste elettriche, 6 tuorli con 6 cucchiai colmi di zucchero: quando diventa una bella spuma chiara, si incorporano 80 ml di Marsala secco, un cucchiaio alla volta. Si sistema il recipiente in un bagnomaria tiepido posto su fuoco basso e continuando a montare con una frusta a mano, sempre nello stesso verso, si fa addensare lo zabaione. Quando è ben gonfio, cioè al primo bollore, <strong>si estrae dal bagnomaria, si lascia raffreddare e poi si pone in frigorifero</strong>.<br />
<strong>Montare un litro di panna freschissima</strong>, con alta percentuale di grasso. Setacciare 2 o 3 cucchiai rasi di cacao amaro in polvere insieme con 2 o 3 cucchiai di zucchero e amalgamarli a piccole dosi a 400 g di panna montata. <strong>Riporre subito in frigorifero</strong>. Con una frusta a mano incorporare delicatamente lo zabaione alla restante panna montata: la crema dovrà risultare corposa e di gusto leggero.<br />
<strong>Preparare le coppe</strong>. Disporre sul fondo di ognuna la crema al cioccolato (circa metà coppa); sopra si adagia un quadrato di pan di Spagna inzuppato nel Marsala; quindi si ricopre fino all’orlo con la crema zabaione.<br />
Decorare la superficie usando un sac-à- poche con bocchetta riccia da 10 mm. Infine spolverare abbondantemente di cacao. <strong>Riporre in frigorifero per alcune ore</strong>. Questo dessert si deve assaporare “in verticale”, raccogliendo con il cucchiaio tutti gli strati della coppa.</p>
<p>La storia narrata da Flavia Cosolo, figlia di Mario, è davvero affascinante: <strong>suo padre era un grande chef</strong>, che conquistò anche una delle prime prestigiose <strong>stelle Michelin in Italia</strong>, che fu appunto consegnata al ristorante di Pieris negli anni &#8217;50. Prima di aprire il suo ristorante Al Vetturino, fece anni di gavetta sul panfilo Savoia al servizio del re Vittorio Emanuele III e poi sulle navi del Lloyd triestino sulle rotte Trieste &#8211; Shanghai. Fu proprio durante il suo lavoro sulle navi che gli venne l&#8217;idea di questo <strong>dolce, che doveva essere, oltre che buono, sopratutto veloce da fare per soddisfare le richieste della sala</strong>.</p>
<div id="attachment_2237" style="width: 534px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/02/tiramisù-vetturino.jpg"><img class="size-full wp-image-2237" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/02/tiramisù-vetturino.jpg" alt="Trattoria Al Vetturino a Pieris negli anni '50" width="524" height="345" /></a><p class="wp-caption-text">Trattoria Al Vetturino a Pieris negli anni &#8217;50</p></div>
<p>Mario Cosolo, rientrato nel suo paese, propose la ricetta agli avventori, dapprima chiamandola Coppa Vetturino. Tanto fu il successo, che tutti gliela chiedevano a fine pasto. I più goliardi, in particolare i triestini, gli suggerirono di cambiarle il nome e <strong>chiamarla Tirime su </strong>(dal triestino, &#8220;tirami su&#8221;), in virtù del fatto che la consideravano addirittura <strong>afrodisiaca, probabilmente per il vino marsala!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tasting and shopping, 3 dicembre a Capriva</title>
		<link>https://www.itsawineworld.it/2016/11/tasting-and-shopping-3-dicembre-a-capriva/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 10:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[capriva]]></category>
		<category><![CDATA[go rural women in collio]]></category>
		<category><![CDATA[tasting and shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tasting and Shopping è il primo appuntamento di Go Rural Women in Collio, il gruppo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tasting and Shopping è il primo appuntamento di Go Rural Women in Collio, il gruppo di dieci donne che lavorano in viticoltura ed agricoltura nei territori dei Comuni di Capriva del Friuli, Moraro e Medea</em>.</p>
<p><strong>Barbara Borraccia</strong> del Castello di Spessa, <strong>Antonella Perco</strong> de La Casa Griunit &#8211; Roncùs, <strong>Alice Peressini</strong> per l&#8217;agriturismo Orzan, <strong>Martina Vetrih</strong> di Cuessa Wines, <strong>Renata Pizzulin</strong> dell&#8217;omonima azienda vitivinicola Pizzulin Renata, <strong>Lorena Russian</strong> dell&#8217;azienda agricola Blasizza, <strong>Laura Zoff</strong> della Fattoria Zoff &#8211; Borg da Ocjs, <strong>Raffaela D&#8217;Amore</strong> dell&#8217;azienda agricola La Raganella, <strong>Donatella Spollero</strong> di Lis Rosis e <strong>Roberta Nadali</strong> sono le protagoniste del progetto <strong>Go Rural Women in Collio</strong>.</p>
<p><strong>Sabato 3 Dicembre</strong> sono previsti <strong>due appuntamenti a Capriva del Friuli</strong>, il primo <strong>alle 11 al Castello di Spessa</strong> ed il secondo <strong>alle 17 a La Casa Griunit &#8211; Roncùs</strong>, durante i quali saranno proposti in degustazione tre vini delle aziende vitivinicole coinvolte nell&#8217;iniziativa abbinati a produzioni tipiche delle aziende agricole partecipanti al progetto.</p>
<p><strong>Sabato 3 Dicembre alle 11 nelle cantine storiche del Castello di Spessa</strong> si degusteranno la Ribolla Gialla Spumante &#8220;Pertè&#8221; Castello di Spessa in abbinamento a formaggi biologici Zoff freschi e mieli friulani La Raganella, il Blanc 2015 Cuessa in abbinamento alla Rosa Isontina sott&#8217;olio su pane integrale con lievito madre da farina di Paolo Blasizza e il Merlot 2013 Orzan in abbinamento al salame friulano di Lis Rosis.</p>
<p>Sempre nella stessa giornata, <strong>alle 17 a La Casa Griunit &#8211; Roncùs</strong> si degusteranno il Friulano 2015 Roncùs in abbinamento a Rosa Isontina sott&#8217;olio su pane integrale con lievito madre da farina di Blasizza Paolo, il Ros 2015 Cuessa in abbinamento a formaggi biologici Zoff stagionati e mieli friulani La Raganella e il Refosco &#8220;Murellis&#8221; 2013 Renata Pizzulin in abbinamento al salame friulano di Lis Rosis.</p>
<p>Il format dei due appuntamenti, su <strong>prenotazione via mail a goruralfvg@gmail.com e al costo di 15 euro </strong>per singolo incontro, è &#8220;Tasting and shopping&#8221;, così da permettere ai partecipanti di <strong>degustare e poi acquistare alcuni prodotti locali</strong> (vini, formaggi, mieli, salumi, farine, conserve speciali e sott&#8217;olii) in confezione regalo in vista delle festività natalizie.</p>
<p>Da segnalare che è prevista anche una <strong>speciale degustazione per bambini o per chi volesse un assaggio light</strong>: una piccola merenda a 5 euro composta da succo di frutta e crostata alla marmellata prodotte da Lis Rosis o yogurt biologico della Fattoria Zoff.</p>
<p>Per maggiori informazioni, la pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/goruralfvg/?fref=ts">Go Rural FVG</a></p>
<div id="attachment_2175" style="width: 801px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/11/Tasting-Shopping_fronte.png"><img class="size-large wp-image-2175" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/11/Tasting-Shopping_fronte-791x1024.png" alt="Tasting and shopping a Capriva del Friuli" width="791" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">Tasting and shopping a Capriva del Friuli</p></div>
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		<title>Il Carso incontra il mare: Mare &amp; Vitovska 2016</title>
		<link>https://www.itsawineworld.it/2016/06/il-carso-incontra-il-mare-mare-vitovska-2016/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 13:10:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Venerdì 17 e Sabato 18 Giugno dalle 18 alle 22 al Castello di Duino ha ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 17 e Sabato 18 Giugno dalle 18 alle 22 al Castello di Duino</strong> ha luogo uno dei più bei eventi enologici del Friuli Venezia Giulia, <strong>Mare &amp; Vitovska</strong>. E&#8217; tale per minimo due motivi peculiari: il posto dove si svolge (il Castello di Duino) e il vino che celebra (la Vitovska). Il bello di partecipare ad un evento nel quale è protagonista un unico vitigno o tipologia di vino, è che nel lasso di un breve tempo puoi comprendere abbastanza bene le sue caratteristiche principali, gli abbinamenti più indicati con il cibo ed eventualmente anche gli stili di alcuni produttori. In poche parole, quel vino lo puoi davvero apprezzare. Per maggiori informazioni, potete visitare il sito della manifestazione <a href="http://www.mareevitovska.eu/" target="_blank">Mare &amp; Vitovska</a>, che giunge al suo decimo anniversario di svolgimento.</p>
<p>La scorsa settimana l&#8217;<strong>Associazione Viticoltori del Carso</strong> ha organizzato un&#8217;anteprima per presentare l&#8217;evento: <strong>una cena a quattro mani alla Locanda Devetak</strong> a San Martino del Carso preparata egregiamente dalla chef stellata <strong>Antonia Klugmann</strong> e dalla bravissima chef <strong>Gabriella Cottali Devetak</strong>. Il tempo non era dei migliori quella sera, ma proprio il cielo nuvoloso regalava  un&#8217;atmosfera fatata al Monte San Michele e alla vista che dalla sua sommità si godeva sulla zona dell&#8217;Isontino.</p>
<div id="attachment_2127" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/san_michele_del_carso.jpg"><img class="size-large wp-image-2127" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/san_michele_del_carso-1024x636.jpg" alt="La vista dal Monte San Michele, San Martino del Carso" width="862" height="535" /></a><p class="wp-caption-text">La vista dal Monte San Michele, San Martino del Carso</p></div>
<p>Carso Goriziano, Carso Triestino, Carso Sloveno sono facce della stessa medaglia: piccole e micro produzioni che hanno dalla loro un territorio più unico che raro, i cui vini autoctoni &#8211; <strong>Vitovska, Malvasia Istriana e Terrano</strong> &#8211; sono il <strong>connubio della forza della roccia carsica e della freschezza del mare</strong>.</p>
<div id="attachment_2128" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_2015.jpeg"><img class="size-large wp-image-2128" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_2015-1024x576.jpeg" alt="Alcune Vitovska 2015" width="862" height="485" /></a><p class="wp-caption-text">Alcune Vitovska 2015</p></div>
<p>Tornando alla protagonista dell&#8217;evento, la Vitovska, nel corso della cena si sono susseguiti bottiglie e piatti importanti, di quelli che non te li scordi. Il benvenuto è stato dato grazie ad un assaggio dell&#8217;ultima vendemmia, con alcune Vitovska della recente vendemmia 2015. Tra queste merita particolare attenzione la <strong>Vitovska di Zahar</strong>, micro azienda che produce vino e olio a Sant&#8217;Antonio in Bosco (San Dorligo della Valle), che era alla sua prima prova con questo vino. E devo dire che come prima prova è davvero ben riuscita!</p>
<p>Una volta seduti a tavola, abbiamo potuto apprezzare il primo vino ed il primo piatto presenti nel menu della serata: la <strong>Vitovska 2015 di Rado Kocjancic</strong> in abbinamento alle &#8220;<strong>seppie limone camomilla e prezzemolo</strong>&#8221; di Antonia Klugmann. Un accostamento estetico, ancor prima che di gusto, dove si ritrovano la leggerezza della presentazione, il candore che richiama i fiori bianchi e la freschezza e pulizia del gusto.</p>
<div id="attachment_2132" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_11.jpg"><img class="size-large wp-image-2132" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_11-1024x768.jpg" alt="Vitovska Kociancic e Seppie limone camomilla e prezzemolo di Antonia Klugmann" width="862" height="647" /></a><p class="wp-caption-text">Vitovska Kociancic e Seppie limone camomilla e prezzemolo di Antonia Klugmann</p></div>
<p>Dalla seconda Vitovska in poi, si è iniziata un viaggio nel tempo, per mettere alla prova di resistenza questo vino bianco così caratteristico: la <strong>Vitovska del Castello di Rubbia è datata 2011</strong> ed abbinata ad un <strong>flan di peperoni con confettura di cipolla rossa e cioccolato bianco</strong> realizzato da Gabriella Cottali Devetak. Complimenti ai colori del piatto, che sembrava un quadro impressionista! Complimenti alla Vitovska di Castello di Rubbia, in questo caso macerata, che esprimeva una complessità di note e di corpo davvero notevoli. Quando la assaggi, pensi al suo affinamento in legno, ma poi scopri che è un vino che è stato affinato solo in acciaio e vetro e allora ti sorprendi e capisci quanto la macerazione possa incidere su un vino, sia per quanto riguarda il corpo che per quanto riguarda la longevità.</p>
<div id="attachment_2131" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_21.jpg"><img class="size-large wp-image-2131" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_21-1024x768.jpg" alt="Vitovska Castello di Rubbia e Flan di peperoni di Gabriella Cottali Devetak" width="862" height="647" /></a><p class="wp-caption-text">Vitovska Castello di Rubbia e Flan di peperoni di Gabriella Cottali Devetak</p></div>
<p>Il terzo piatto è uno dei miei favoriti, da bis e tris se non fosse per la linea (che, detto tra noi, è veramente difficile da mantenere!), ed è il primo di <strong>gnochetti di semola al cacao, ragout di capriolo e alloro</strong>. A distanza di giorni, se ci ripenso, rivivo il ricordo vivido della consistenza perfetta dei gnochetti e della delicatezza del ragout di selvaggina. Il vino in abbinamento la <strong>Vitovska 2011 di Skerk</strong>, che richiama le note della macchia mediterranea, quasi ti invoglia ad immaginare una giornata al mare in Costiera, e ti avvolge completamente con il suo mondo, che sembra non finire mai.</p>
<div id="attachment_2133" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_3.jpg"><img class="size-large wp-image-2133" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_3-1024x768.jpg" alt="Vitoska Skerk e gnochetti con ragout di capriolo di Antonia Klugmann" width="862" height="647" /></a><p class="wp-caption-text">Vitoska Skerk e gnochetti con ragout di capriolo di Antonia Klugmann</p></div>
<p>Le portata si susseguono ed ogni passaggio è scandito da un passo indietro nel tempo che però guarda al presente e al futuro: è la volta della <strong>Vitovska 2009 di Skerli</strong>, accompagnata dalla <strong>passatina alle erbe aromatiche  con raviolini d&#8217;erba amara e salsina di Vitovska</strong> di Gabriella Cottali Devetak. Un vino bianco in cui l&#8217;evoluzione data dal passare degli anni ha regalato accenni balsamici, ma che ancora richiama la piacevolezza dei fiori bianchi e della frutta, in particolare il netto aroma dell&#8217;albicocca. Ottima l&#8217;armonia che si instaura con questo piatto.</p>
<div id="attachment_2134" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_4.jpg"><img class="size-large wp-image-2134" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_4-1024x768.jpg" alt="Vitovska Skerli e passatina alle erbe aromatiche di Gabriella Cottali Devetak" width="862" height="647" /></a><p class="wp-caption-text">Vitovska Skerli e passatina alle erbe aromatiche di Gabriella Cottali Devetak</p></div>
<p>La chiusura della cena spetta alla <strong>Vitovska 2007 di Zidarich</strong> e al <strong>coniglio nel lardo e cavolfiore agrodolce</strong> di Antonia Klugmann. Estrema piacevolezza di beva per questo vino bianco che ha quasi dieci anni di vita e che richiama ancora una volta le erbe aromatiche, il rosmarino, la delicatezza floreale e una presenza fruttata di tutto rispetto. Gli anni gli hanno regalato una piacevole sensazione &#8220;ferrosa&#8221;, unita ad un&#8217;ottima acidità. Equilibrato l&#8217;abbinamento con il piatto.</p>
<div id="attachment_2135" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_5.jpg"><img class="size-large wp-image-2135" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/vitovska_5-1024x768.jpg" alt="Vitovska Zidarich e coniglio nel lardo di Antonia Klugmann" width="862" height="647" /></a><p class="wp-caption-text">Vitovska Zidarich e coniglio nel lardo di Antonia Klugmann</p></div>
<p>Questo Venerdì 17 e Sabato 18 dalle 18 alle 22 avremo tutti occasione di degustare la Vitovska nell&#8217;espressione dei diversi produttori del Carso, ogni vino in abbinamento ad un piatto realizzato per l&#8217;occasione dai più apprezzati ristoratori della zona. Un appuntamento da non perdere per l&#8217;occasione di godere di tanta bellezza.</p>
<p>Ci vediamo al Castello di Duino!</p>
<div id="attachment_2139" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/mare_vitovska_2.jpg"><img class="size-large wp-image-2139" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/mare_vitovska_2-1024x574.jpg" alt="Mare &amp; Vitovska 2016" width="862" height="483" /></a><p class="wp-caption-text">Mare &amp; Vitovska 2016</p></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2016/06/il-carso-incontra-il-mare-mare-vitovska-2016/">Il Carso incontra il mare: Mare &#038; Vitovska 2016</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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		<title>Ami le Valli del Natisone? Dimostralo!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 10:02:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[cena sul prato]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti tipici friulani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Amo le Valli del Natisone, da sempre. Mio marito è di San Leonardo, un piccolo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amo le Valli del Natisone, da sempre</strong>. Mio marito è di San Leonardo, un piccolo comune delle Valli del Natisone, ma prima di conoscerlo, sussisteva per me già un forte legame con questa zona del Friuli Venezia Giulia. Mio nonno, infatti, quando io non ero ancora nata, comprò un piccolissimo appezzamento di terreno a Clastra, frazione di San Leonardo, perchè diceva di amare quelle zone. <strong>Da piccola ho trascorso molte Domeniche a Clastra</strong>, in visita dagli amici di mio nonno, che qui si rilassava e divertiva. Ricordo la piccola volpe addomesticata che viveva a casa degli amici di mio nonno, le corse nei prati, le camminate a raccogliere fiori e funghi, il silenzio che qui si assaporava. Ero una eccellente raccoglitrice di funghi da bambina!</p>
<p><strong>Ogni volta che trascorro del tempo nelle Valli del Natisone, questo tempo mi sembra speso bene</strong>, qualsiasi cosa faccia. Due settimane fa ero a cena all&#8217;Osteria Vartacia a Tercimonte, lungo la strada che porta sul Matajur, e le due giovani donne in sala ed in cucina ci hanno stupito per la gentilezza, la simpatica accoglienza e la gustosa semplicità dei loro piatti. Una delle particolarità di questa zona è il fatto che i giovani qui ci sono, non hanno abbandonato il loro territorio, hanno scelto di restare e provare a costruire qualcosa, con grande fatica e tanta passione. <strong>Il legame fortissimo con la tradizione che si respira nelle Valli del Natisone è ciò che rende unico e speciale questi luoghi</strong>.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/cena_sul_prato.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2118" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/cena_sul_prato.jpg" alt="cena_sul_prato" width="862" height="647" /></a></p>
<p>Detto questo, sarò di nuovo nelle Valli in occasione della <strong>Cena sul Prato, uno dei più deliziosi piccoli eventi del Friuli Venezia Giulia</strong>. Dell&#8217;evento ne avevo parlato anche in questo post di due anni fa <a href="http://www.itsawineworld.it/2013/06/per-fare-una-festa-ci-vuole-un-prato-la-cena-sul-prato/">Per fare una cena, ci vuole un prato</a>, dopo averci partecipato per la prima volta. Quest&#8217;anno l&#8217;appuntamento è per <strong>Giovedì 16 Giugno alle ore 20 sempre a Stregna</strong>, nel prato di fronte il ristorante Sale &amp; Pepe. Si tratta di un vero e proprio evento enogastronomico in cui poter degustare in una sera il meglio della produzione locale delle Valli del Natisone &#8211; dai formaggi ai salumi, dal miele alle verdure &#8211; e assaggiare alcuni piatti tipici proposti dagli chef dei ristoranti più quotati nella zona. I vini proposti in abbinamento provengono da due centri di eccellenza della viticoltura friulana, Prepotto e Oslavia, con le due Associazioni Schioppettino di Prepotto e Ribolla di Oslavia. Trovate tutte le informazioni sulla pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/CenaSulPratoVecerjaNaTravniku/">Cena sul prato_Večerja na travniku</a>.</p>
<div id="attachment_2123" style="width: 801px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/Cena_sul_prato_20162.png"><img class="size-large wp-image-2123" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/Cena_sul_prato_20162-791x1024.png" alt="Menu Cena sul Prato 2016" width="791" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">Menu Cena sul Prato 2016</p></div>
<p>Perchè ti racconto tutto questo? Intanto per darti appuntamento al 16 Giugno, ma soprattutto per dirti che, <strong>se anche tu ami le Valli del Natisone, sarò lieta di consegnarti un ingresso omaggio alla serata</strong> (del valore di 40 euro a persona). Indìco quindi, a partire da ora, un <strong>mini concorso artistico espressivo</strong> per il quale ti chiedo di inviarmi entro il 14 Giugno 2016 un&#8217;immagine, un testo, una frase, una poesia, un video, una lettera aperta in cui tu dimostri il tuo amore per le Valli del Natisone. La più bella e la più originale dimostrazione d&#8217;amore verranno premiate, quindi saranno due le persone a cui do la possibilità di accedere gratuitamente alla serata. Ci stai? Non mi sembra una cosa tanto complicata!</p>
<div id="attachment_2115" style="width: 734px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/Ami-le-Valli-del-Natisone.png"><img class="size-large wp-image-2115" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/06/Ami-le-Valli-del-Natisone-724x1024.png" alt="Ami le Valli del Natisone? Dimostralo!" width="724" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">Ami le Valli del Natisone? Dimostralo!</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Social eating, più social o più eating?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 14:44:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[sharing economy]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ho ufficialmente partecipato al mio primo evento di social eating: l&#8217;evento, organizzato dal Comune di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ufficialmente partecipato al mio primo evento di <strong>social eating</strong>: l&#8217;evento, <strong>organizzato dal Comune di Monfalcone in occasione dell&#8217;8 Marzo</strong>, prevedeva una serie di <strong>cene presso le case dei cittadini, a cui potessero partecipare altri cittadini, pur non conoscendosi tra di loro</strong>. Come dicevo, era la prima volta che mi invitavano a partecipare ad un pasto secondo il modello del social eating, ma in realtà una situazione di questo genere mi era già capitata negli anni, solo che non si chiamava così.</p>
<p><strong>Come funziona un evento di social eating?</strong> Ci sono un elenco di <strong>persone che ospitano la cena presso la loro abitazione personale</strong> ed indicazioni generali circa il menu, tra cui scegliere secondo le proprie affinità ed i propri gusti. Nel mio caso personale, tra la rosa delle proposte, ho scelto di cenare a casa di Chiara e di gustare la sua cena &#8220;Shabby style dinner&#8221;, perchè mi sembrava quella più in linea con i miei gusti. Solitamente <strong>il pagamento della cena avviene in maniera forfettaria, equamente divisa tra i partecipanti alla cena</strong>. Chiara ha chiesto ai suoi ospiti di contribuire con 15 euro a testa.</p>
<p><strong>Ci si ritrova tra sconosciuti</strong>, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze ed opinioni, per condividere una cena, magari raccontandosi qualcosa della propria vita. Oltre a Chiara, ho avuto il piacere di conoscere Sara, Barbara, Elisabetta, Elisa e Renata e <strong>di ognuna di loro potrei dire qualcosa di bello che mi è rimasto impresso quella sera</strong>. Ricordo il rapporto madre e figlia davvero unico e speciale di Sara e Barbara, il racconto di Elisabetta a proposito delle sue giovani figlie che sono emigrate in cerca di un futuro migliore, l&#8217;entusiasmo di Renata che ha una passione incredibile per la cucina ed è riuscita a trasmetterla al proprio figlio maschio, la volontà di Elisa di cambiare il mondo e le sue azioni concrete per farlo.</p>
<div id="attachment_2082" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/social_eating_1.jpg"><img class="size-large wp-image-2082" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/social_eating_1-1024x594.jpg" alt="Social eating a Monfalcone" width="862" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Social eating a Monfalcone</p></div>
<p><strong>Per ospitare a casa propria un evento di social eating</strong>, i padroni di casa hanno di base una propensione al cucinare, magari perchè hanno seguito un corso di cucina oppure perchè si dilettano nelle ricette da diverso tempo. Chiara ci ha mostrato abilità culinarie non da poco, realizzando addirittura i grissini ed il pane in casa. Ha cucinato per noi ospiti un menu completo dall&#8217;antipasto al dolce, iniziando con una rivisitazione della classica parmigiana, fino alla torta di carote con crema di burro. Ad ogni piatto era abbinato un vino diverso, proposto dal marito di Chiara, che aveva studiato i migliori abbinamenti vino e cibo in occasione della serata.</p>
<div id="attachment_2081" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/social_eating_monfalcone.jpg"><img class="size-full wp-image-2081" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/social_eating_monfalcone.jpg" alt="Social eating a Monfalcon" width="800" height="800" /></a><p class="wp-caption-text">Social eating a Monfalcon</p></div>
<p><strong>A metà cena ci ha raggiunto anche la scrittrice monfalconese Patrizia Sanguineti</strong>, che ci ha letto alcuni passaggi del suo libro &#8220;Una storia ucraina. Nata in un paese che non c&#8217;è&#8221; e alcune sue poesie. Un evento nell&#8217;evento, che ha permesso una riflessione ed un confronto ulteriore durante la cena ed un momento culturale di grande interesse e spessore. <strong>Patrizia scrive di vite vissute</strong>, che si intrecciano con la nostra vita di tutti i giorni. Le sue poesie in dialetto bisiaco sono acquarelli lievi e delicati che descrivono le piccole cose di ogni giorno.</p>
<div id="attachment_2083" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/patrizia_sanguinetti.jpg"><img class="size-large wp-image-2083" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/03/patrizia_sanguinetti-1024x832.jpg" alt="La scrittrice Patrizia Sanguineti" width="862" height="700" /></a><p class="wp-caption-text">La scrittrice Patrizia Sanguineti</p></div>
<p>A fine cena, siamo tutte rientrate a casa salutandoci cordialmente. Una sensazione agrodolce però albergava in me: se da un lato avevo passato una bella serata, dall&#8217;altro non potevo non domandarmi <strong>se davvero abbiamo bisogno di relazioni istantanee</strong>. L&#8217;altra sera ho guardato un programma su Rai Due che raccontava dei nuovi servizi nati in seno alla sharing economy, tra cui si citava il famoso <strong>Grammo, appunto servizio di social eating</strong>. Il fondatore raccontava come <strong>tra le due componenti di social e eating nella rilevanza del servizio, a prevalere sia proprio quella della socializzazione</strong>, un bisogno ricercato nei nostri centri cittadini divenuti città dormitorio o comunque <strong>in un contesto di deprivazione della relazione umana</strong>.</p>
<p><strong>La prima volta che ho partecipato ad un evento di social eating</strong> non è stato in questa occasione di Monfalcone, ma risale a quindici anni fa, quando come studentessa Erasmus nel Sud della Francia l&#8217;unico modo per interagire con il tessuto sociale della città dove risiedevo erano <strong>quelle cene una volta alla settimana che un&#8217;associazione locale organizzava per fare incontrare la popolazione straniera con gli abitanti</strong>. Un modo per noi studenti di parlare la lingua del posto, conoscere maggiormente le loro abitudini e in qualche modi farci accettare ed integrare.</p>
<p>Ripensando a quella prima occasione, ho deciso per comodità e per occasioni future di <strong>classificare gli eventi di social eating in tre tipologie</strong>:</p>
<p>1) Social eating mordi e fuggi &#8211; a cui non voglio partecipare</p>
<p>2) Social eating di integrazione culturale &#8211; a cui voglio partecipare per un fine ultimo più importante</p>
<p>3) Social eating come evento ludico per turisti &#8211; interessante da sviluppare da parte delle comunità locali che si vogliono aprire a nuove forme di accoglienza del turista</p>
<p>Non so voi come la pensiate, vi inviterei a riflettere su tutti i servizi che si richiamano alla tipologia 1. La vita è una sola, spendiamola per costruire relazioni oppure per costruire noi stessi, non per vivere attimi sconnessi. <strong>L&#8217;esperienza è quel qualcosa che assume valore ai nostri occhi quando le diamo un significato</strong>.</p>
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		<title>La Vigna di Montmartre a Parigi</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 11:59:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Enoturismo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ogni appassionato di vino che si rispetti, visitando Parigi, non può non fare una tappa ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni appassionato di vino che si rispetti, visitando Parigi, non può non fare una tappa alla <strong>Vigna di Montmartre</strong>, che, come suggerisce il nome stesso, è <strong>un vigneto che si trova nel quartiere Montmartre</strong>, subito dietro la Basilica del Sacro Cuore. A cavallo tra la fine del 2015 ed i primi giorni del 2016, siccome mi trovavo proprio a Parigi ed il tempo era davvero benevolo, mi sono addentrata in questo famoso quartiere parigino ed ho cercato quella che è <strong>l&#8217;ultima vigna rimasta nella città di Parigi</strong>. Per raggiungerla, si segue il percorso per il Museo di Montmartre, che si trova in Rue Cortot e da lì si può optare per vederla da fuori dalla Rue Saint-Vincent oppure entrare al Museo (biglietto d&#8217;entrata 9,50 euro) e, percorrendo il bel giardino interno, ammirarla più da vicino, anche se non è permesso aggirarsi tra i filari delle viti. La fermata del metro più in prossimità è quella di Lamarck Caulaincourt.</p>
<p>Il<strong> <a href="http://www.museedemontmartre.fr/">Museo di Montmartre</a> </strong>vale la pena di essere visitato, oltre per la possibilità di vedere da vicino la vigna di Montmartre,  anche e soprattutto per i quadri e le illustrazioni esposte al suo interno, che ripercorrono la storia del quartiere, raccontano della <strong>vita artistica e notturna a cavallo tra il XIX e il XX secolo di questa zona così affascinante e chiacchierata di Parigi</strong>. Il Museo è stato creato all&#8217;interno dell&#8217;antica Maison du Bel Air, costruita nel XVII secolo e luogo di incontro e residenza di moltissimi artisti tra i quali Auguste Renoir. E&#8217; aperto ogni giorni dell&#8217;anno dalle 10 alle 18. La Vigna, invece, è testimonianza di un tempo ancora più antico: fino al Medioevo, infatti, <strong>il quartiere di Montmartre era una collina ricoperta di vigne</strong>, e alcuni filari resistettero fino a metà del 19° secolo. La Vigna di Montmartre fu ripiantata nel 1933 al fine di conservare la memoria dei tempi passati, così che vi fosse una traccia tangibile di quello che fu.</p>
<div class="x-flexslider-shortcode-container"><div  class="x-flexslider x-flexslider-shortcode x-flexslider-shortcode-1" ><ul class="x-slides"> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre_2.jpeg" alt="La Vigna di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre_1.jpeg" alt="La Vigna di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre_3.jpeg" alt="La Vigna di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre_4.jpeg" alt="La Vigna di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/montmartre_1.jpeg" alt="La vista su Parigi da Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/montmartre.jpeg" alt="Scorcio del quartiere di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/montmartre_2.jpeg" alt="Scorcio del quartiere di Montmartre"> </li> <li  class="x-slide" > <img  class="x-img x-img-thumbnail"  src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/montmartre_3.jpeg" alt="Scorcio del quartiere di Montmartre"> </li>  </ul></div></div><script>jQuery(window).load(function() {jQuery('.x-flexslider-shortcode-1').flexslider({selector       : '.x-slides > li',prevText       : '<i class="x-icon-chevron-left"></i>',nextText       : '<i class="x-icon-chevron-right"></i>',animation      : 'slide',controlNav     : true,directionNav   : true,slideshowSpeed : 4000,animationSpeed : 500,slideshow      : true,randomize      : true,pauseOnHover   : true,useCSS         : true,touch          : true,video          : true,smoothHeight   : true,easing         : 'easeInOutExpo'});});</script>
<p>Con le 1762 viti di Gamay, Pinot Noir e vitigni meno noti che compongono la Vigna di Montmartre si producono ogni anno circa <strong>1000 bottiglie che vengono battute all&#8217;asta in occasione della Festa della Vendemmia</strong>, <strong>ogni secondo sabato di Ottobre</strong>, ed il cui ricavato è devoluto in beneficenza alle associazioni locali. Se fino a poco tempo fa non vi era cura particolare nel fare il vino dalle uve raccolte da questo vigneto, a partire dal 1995 il curatore della vigna, che è la Municipalità del 18° arrondissement di Parigi, si è dotato di un enologo per migliorare costantemente la qualità del vino prodotto dalla Vigna di Montmartre. <strong>La prossima Festa della Vendemmia di Montmartre a Parigi si terrà dal 5 al 9 Ottobre 2016</strong>, e so che in molti appassionati pianificano il viaggio per tempo nella <em>Ville Lumière</em> proprio in occasione di questo evento! Qui trovate tutte le informazioni sulla manifestazione <a href="http://www.fetedesvendangesdemontmartre.com/">Fête des Vendanges de Montmartre</a>.</p>
<div id="attachment_1954" style="width: 543px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre.jpg"><img class="size-full wp-image-1954" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/vigna_di_montmartre.jpg" alt="Fête des Vendanges de Montmartre " width="533" height="800" /></a><p class="wp-caption-text">Fête des Vendanges de Montmartre</p></div>
<p>E se siamo nel quartiere di Montmartre e siamo alla ricerca di un <strong>bel ristorante francese dove mangiare e bere bene senza spendere una follia</strong>? Io vi consiglio <strong>il bistrot &#8220;Le Restaurant&#8221; in Rue Veron</strong>: atmosfera molto &#8220;parigina&#8221;, un menu ed una carta dei vini di qualità, con poche e selezionate referenze, e rapporto qualità prezzo favorevole! In due con antipasto e secondo abbiamo speso 70 euro, bottiglia di vino compresa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2016/01/la-vigna-di-montmartre-a-parigi/">La Vigna di Montmartre a Parigi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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		<title>Vin brulé e falò epifanici in Friuli Venezia Giulia</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 09:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 5 ed il 6 Gennaio di ogni anno sono le serate dedicate ai falò epifanici in Friuli Venezia Giulia</strong>, durante i quali viene sempre offerto ai presenti, come da tradizione, il <strong>vin brulé</strong>. La bevanda alcolica calda a base di vino, zucchero e spezie allieta gli animi nell&#8217;attesa dell&#8217;accensione dei fuochi epifanici. Due anni fa, durante uno dei miei tour da Blogger per Caso di Turisti per Caso, avevo fatto tappa al falò di Mersino, poco distante da Pulfero, nelle Valli del Natisone (qui trovate tutto il racconto di quel itinerario in onore dell&#8217;Epifania: <a href="http://www.golivefvg.com/blog/soul/lepifania-nelle-valli-incantate-del-friuli-venezia-giulia/">L&#8217;epifania nelle Valli incantate del Friuli Venezia Giulia</a>) e quest&#8217;anno, invece, mi recherò al falò epifanico del mio bel paesino, Corona di Mariano del Friuli, che verrà acceso appunto il 5 Gennaio alle 19.30, e sicuramente il vin brulé non mancherà!</p>
<div id="attachment_1936" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/epifania_corona.jpeg"><img class="size-large wp-image-1936" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/epifania_corona-1024x574.jpeg" alt="La catasta per il falò epifanico a Corona, Mariano del Friuli" width="864" height="484" /></a><p class="wp-caption-text">La catasta per il falò epifanico a Corona, Mariano del Friuli</p></div>
<p>Per quanto riguarda le altre zone del Friuli Venezia Giulia, ho realizzato <strong>un elenco, anche se sicuramente non esaustivo, ma abbastanza ricco, dei falò epifanici previsti sia per il 5 che per il 6 Gennaio</strong>. Eccoli qui divisi per provincia, gli orari di avvio dei festeggiamenti sono di solito fissati al calar del buio verso le ore 17 per poi proseguire fino alle 20 circa e oltre. Una nota da rilevare: le date sono quelle comunicate dagli organizzatori di ogni falò epifanico, ma potrebbero variare a causa della situazione meteorologica o, in alcuni casi, il falò potrebbe essere annullato all&#8217;ultimo momento causa pioggia.</p>
<p><strong>GORIZIA &#8211; </strong><strong>Martedì 5 Gennaio 2016</strong><br />
<strong>Sagrado</strong>, Campo sportivo: La Seima.<br />
<strong>San Canzian d&#8217;Isonzo</strong>, Via Romana: Seima della barca, Tradizionale appuntamento con la Seima della Barca in via romana a San Canzian d&#8217;Isonzo.<br />
<strong>Turriaco</strong>, Parco dell&#8217;Isonzo: SEIMO 2016, Il tradizionale &#8220;Seimo&#8221; è allestito dai volontari del Circolo Culturale e Ricreativo don Eugenio Brandl nei pressi del Parco Comunale dell&#8217;Isonzo. Il fuoco parte dalla &#8220;Piaza granda&#8221; consegnato ai bambini dal Sindaco. Una volta acceso il Seimo, mentre gli occhi dei numerosi spettatori colgono la direzione del fumo per conoscere le sorti del nuovo anno, i palati sono richiamati dal vin brûlé e dalle alette di pollo alla griglia.<br />
<strong>Mariano del Friuli, Corona: </strong>Tradizionale &#8220;Fugarela&#8221; di Corona dalle ore 19:30. Il fuoco epifanico verrà acceso alle ore 20:00. Durante la serata potrete degustare un buon vin brûlé con prodotti tipici nostrani offerti dalla comunità.<br />
<strong>San Pier d&#8217;Isonzo</strong>, Via Rosarol: La Seima, Tradizionale accensione del fuoco epifanico con relativo pronostico dell&#8217;anno appena iniziato attraverso la direzione del fumo. Distribuzione di piatti tipici e bevande calde, vino e vin brûlé .</p>
<div id="attachment_1940" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/falò_epifania_2.jpg"><img class="size-large wp-image-1940" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/falò_epifania_2-1024x692.jpg" alt="Falò epifanici in Friuli Venezia Giulia" width="864" height="584" /></a><p class="wp-caption-text">Falò epifanici in Friuli Venezia Giulia</p></div>
<p><strong>PORDENONE &#8211; Martedì 5 Gennaio 2016</strong><br />
<strong>Valvasone Arzene: </strong>&#8220;41 Zîr dai Arborâs &#8211; Tutti in bicicletta&#8221;. Il 5 gennaio si parte dal Ponte Delizia alle 19.00 circa, proseguendo in via Trento presso la fam. Chivilò, da qui si pedalerà fino ad Arzene dove si trova il 3° arborât. L&#8217;itinerario prosegue poi sino a San Lorenzo (4°) e in seguito passando per via della Pietra, Maiaroff, via Valvason Corbello, via Roma ed entrando per via G. Marzona si arriva al 5° arborât. Volata finale fino a Pozzodipinto per l&#8217;Arrivo alle 21.30 circa.<br />
<strong>Montereale Valcellina: </strong>Fogaron, Il tradizionale falò epifanico viene accompagnato con pinza e vin brulé, porchetta e pasta e fagioli.<br />
<strong>Caneva, zona Spinè, sulle sponde del canale Enel, tra Caneva e Fratta: </strong>oltre centoventi saranno i carri di legno, prevalentemente derivata dalla potatura dei vigneti, raccolto in tutto il territorio canevese e accatastato attorno ad un unico palo di sostegno di oltre 30 metri di altezza, per creare ancora una volta uno dei più imponenti falò dell’intera Regione. Prima dell’accensione si terrà la cerimonia del Théndro del Thòc de Nadàl, con la dispersione delle ceneri del ceppo natalizio attorno al grande falò epifanico. La serata sarà animata dai canti e dalle filastrocche della tradizione popolare e contadina locale. Vin brulé e pinza per tutti!<br />
<strong>Fanna: </strong>Tradizionale falò a cura del Gruppo ANA di Fanna, con la collaborazione della Pro Loco.<br />
<strong>Gaio di Spilimbergo: </strong>Presso l’area festeggiamenti la Pro Loco “I Due Campanili di Gaio e Baseglia” ci scalda i cuori con il tradizionale falò offrendo ai presenti vin brulé, pinza, minestrone di orzo e fagioli, cioccolata.<br />
<strong>Frisanco, località Crociera: </strong>La sera del 5 gennaio viene accesa in località Crociera il tradizionale falò epifanico, a cui seguono la benedizione e l’intrattenimento musicale, tra dolci e caldo vin brulé.</p>
<p><strong>TRIESTE &#8211; Mercoledì 6 Gennaio 2016</strong><br />
<strong>Duino-Aurisina, Villaggio del Pescatore</strong><br />
Ore 17.00 inizio manifestazione con intrattenimento musicale della Banda Vecia Trieste<br />
Ore 18.00 accensione del Pignarul</p>
<div id="attachment_1937" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/falò_epifania.jpg"><img class="size-large wp-image-1937" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/01/falò_epifania-1024x768.jpg" alt="Falò epifanici in Friuli Venezia Giulia" width="864" height="648" /></a><p class="wp-caption-text">Falò epifanici in Friuli Venezia Giulia</p></div>
<p><strong>UDINE &#8211; MARTEDI&#8217; 5 GENNAIO 2016</strong><br />
<strong>Nimis, Cergneu di Nimis, </strong>Risveglio del Pust (carnevale, nel dialetto sloveno), che dopo il suo lungo anno di letargo viene liberato e da inizio al Carnevale. La figura del Pust si inquadra nell’ambito delle numerose feste tradizionali che fin dall’antichità si svolgevano al termine dell’inverno per facilitarne la sua fine, la morte e la rinascita del cosmo a primavera. L’usanza del Risveglio vede un gruppo di persone in vestiti d’epoca recarsi al Cantun e liberare il Pust dalle catene. Ha poi inizio il rumoroso corteo, illuminato dalle torce infuocate dei partecipanti, che raggiungerà il punto il cui è stato allestito il Palavin (falò), ritualmente acceso dal Pust stesso. L’accensione, seguita da balli e canti e accompagnata da prodotti gastronomici locali, da inizio al Carnevale, al termine del quale il Pust ritornerà ad essere rinchiuso nel suo Cantun fino all’anno successivo.<br />
<strong>Latisana, Piazza Indipendenza: </strong>Appuntamento dedicato ai più piccoli, con l&#8217;accensione del falò epifanico, animazione, dolcetti, vin brulé e pinza!<br />
<strong>Latisana, Bevazzana: </strong>Tradizionale falò epifanico della frazione di Bevazzana. Si inizia con la benedizione della foghera e successiva accensione. Pasta, pizza e dolci per tutti!<br />
<strong>Latisana, Pertegada, Piazza Santo Spirito: </strong>Foghera tal Timent: alle ore 20.40 Accensione del grande falò galleggiante sul fiume Tagliamento<br />
<strong>Paularo: </strong>Al calare della sera, spettacolare rito del falò della Femenàte nelle frazioni del comune. Il responso dell’annata è legato alla direzione delle faville. Rappresentazione epifanica a Villamezzo con l’arrivo dei Re Magi.<br />
<strong>Claut, loc Pinedo</strong> : Tradizionale falò realizzato dalla Pro Loco.<br />
<strong>Tramonti di sotto, loc. Campone</strong> : Dalle 17.30 gli amici di Campone (Tramonti di Sotto) vi aspettano per l&#8217;accensione del falò epifanico e per un brindisi al nuovo anno con vin brulé e panettone.<br />
<strong>Tarvisio, piana di Coccau: </strong>Intrattenimento con le Befane attorno al falò sulla Piana di Coccau<br />
<strong>Tramonti di sopra: </strong>Accensione del tradizionale falò della befana in località Taviela.<br />
<strong>Barcis</strong> : Tradizionale Falò Epifanico dalle ore 20.00 Lungolago con vin brulé per tutti<br />
<strong>Vajont: </strong>Tradizionale falò e momento di incontro organizzato con la Parrocchia Gesù Crocifisso di Vajont, con dolci tipici e vin brulé.<br />
<strong>Lignano, Terrazza mare</strong>: Alle ore 17.30 Accensione della Foghera &#8211; Pignarûl<br />
<strong>Feletto Umberto</strong>: 8^ edizione Befane e Pignarul<br />
<strong>Ronchis, Piazzetta Giovanni Battista Trombetta: </strong>Alle 19 si svolgerà la Festa della Befana, iniziando con la Santa Messa, per poi proseguire con la Lucciolata, l’accensione del Falò alle ore 19:00, e intrattenimenti vari durante la serata.<br />
<strong>Gradisca di Sedegliano: </strong>Fogoron: tradizionale benedizione dell’acqua, del sale e della frutta. Alla sera accensione del fuoco epifanico, il Fogoron, con degustazione della pinza e del vin brulé e arrivo della Befana.<br />
<strong>Manzano, Borc Foran</strong> (dietro le Scuole di Via Libertà): dalle 17.30 Pignarul con accensione del falò alle 18.30 e a seguire vin brulé e minestrone per tutti.</p>
<p><strong>UDINE &#8211; Mercoledì 6 Gennaio 2016</strong><br />
<strong>Tarcento</strong>: L’88ª Epifania Friulana di Tarcento richiama ormai da anni migliaia di persone che vengono appositamente per assistere alla “festa del fuoco”. Il 6 gennaio, giorno dell&#8217;Epifania, si svolge la rievocazione storica e il corteo in costumi medievali con centinaia di figuranti, la fiaccolata fino al Cjscjelàt guidata dal Vecchio Venerando che accende il Pignarûl Grant e, dalla direzione del fumo, trae gli auspici per l’anno nuovo; segue l’accensione dei numerosi Pignarûi sulle colline che circondano la perla del Friuli. La serata si conclude con lo spettacolo pirotecnico.<br />
<strong>Pasian di Prato</strong>: 43° Pan e Vin de Pifanie, prevista per le ore 18.15. Il Decano accenderà il “Pan e Vin”. Come vuole la tradizione i vecchi del paese, come augurio, interpreteranno il vigore del fuoco e l&#8217;andamento del fumo e ne trarranno gli auspici sull’annata agricola: “Se il fum al va a soreli jevât cjape il sac e va a marcjât. Se il fum al va a soreli a mont cjape il sac e va pal mont”. “Se il fumo va a oriente prendi il sacco e va al mercato (annata buona, ricca di prodotti). Se il fumo va a ponente prendi il sacco ed emigra (annata negativa)”.<br />
<strong>Remanzacco, Orzano di Remanzacco</strong>: Fugarele di Orçan, Dalle ore 9.00 apertura chioschi e iscrizioni per la gara di retromarcia con i trattori. Dalle ore 19.00 accensione delle &#8220;fugarele&#8221;. Tendone con vin brulé, birra, bevande calde, panini, porchetta, dolci tipici<br />
<strong>Forgaria nel Friuli, Zona artigianale &#8211; Via Sompcornino</strong>: Pignarul di Cornino, Alle 17.00 arriva la Befana portando doni a tutti i bambini. Segue accensione del falò epifanico<br />
<strong>Forgaria del Friuli, loc. Flagogna</strong>: Alle 18.30 arrivo della befana, alle 19.00 accensione falò. Fornitissimi chioschi.<br />
<strong>Rivignano Teor, Impianti sportivi di Teor</strong>: Dalle 18 La Foghere, Tradizionale appuntamento con il falò epifanico. Caramelle e dolcetti per i più piccoli, vin brulé e pinza per i più grandi, tutto sotto un tendone riscaldato!<br />
<strong>Latisana, Latisanotta &#8211; Fronte Salita Argine</strong>: Dalle 18 30^ edizione della Foghera di Latisanotta sull&#8217;argine del fiume Tagliamento. Serata enogastronomica allietata da musica all&#8217;interno del tendone coperto.<br />
<strong>Cividale del Friuli, Grupignano</strong>: Alle 20:00 tradizionale falò di inizio anno a Grupignano<br />
<strong>Palmanova, Area di Via Vallaresso</strong>: Festa della Befana e Pignarûl, Alle ore 19.00 accensione del tradizionale Pignarûl epifanico<br />
<strong>Gemona del Friuli, Sede Associazione &#8220;Taboga_13&#8243;, Via Venuti</strong>: Medili Epifanico e arrivo dei Re Magi, dalle 18.00 Arrivo dei Re Magi ed accensione del &#8220;Medili&#8221; epifanico. Degustazioni di &#8220;Brovade e Muset&#8221;.<br />
<strong>Buttrio, Fr. Camino di Buttrio</strong>: 36^ Fugarele, I festeggiamenti incominceranno dalle ore 17.30 Animazioni per bambini, arrivo dei magi e delle befane, bevande calde per tutti .<br />
<strong>Precenicco</strong>: Partenza della Lucciolata alle ore 18.00 da Piazza del Porto. Camminata di circa 3 km per le vie del paese in corteo. All’arrivo in Via Divisione Julia presso area campi polivalenti, accensione della foghera, concerto della Banda Comunale Santa Cecilia, pinza, vin brulé, the, cioccolata e la Befana a portare tanti dolci ai bimbi!<br />
<strong>Aquileia</strong>: Dalle ore 9.00 Giornata ricca di eventi che culminerà alle 18.15, quando dopo la danza propiziatoria della Strega, seguirà l’accensione della “Cabossa” con la tradizionale Befana aquileiese.<br />
<strong>Palmanova, località Jalmicco</strong>: Arrivo della Befana con i dolci per i bambini e alle ore 19.00 accensione del “Pignarûl dell’Epifania” e brindisi benaugurale.<br />
<strong>Manzano, località San Lorenzo</strong>, presso il Campo Sportivo: alle 18.30 accensione della &#8220;fugarele&#8221;, chiosco con degustazione prodotti tipici, musica, vin brulé e panettone per tutti.</p>
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		<title>Formaggi svizzeri e vini friulani a tavola, successo garantito</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 15:44:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Avete mai abbinato i vini friulani ai formaggi svizzeri? L&#8217;altra sera a Udine noi l&#8217;abbiamo ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2015/11/formaggi-svizzeri-e-vini-friulani-a-tavola-successo-garantito/">Formaggi svizzeri e vini friulani a tavola, successo garantito</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Avete mai abbinato i vini friulani ai formaggi svizzeri?</strong> L&#8217;altra sera a Udine noi l&#8217;abbiamo fatto e ci siamo proprio divertiti, <strong>una serata perfetta al Caffè Portello di Piazza San Giacomo</strong>. I <strong>formaggi della Svizzera</strong> arrivavano espressi dalla loro madre patria, dai pascoli verdi e dalle alture montane dei Cantoni Svizzeri, e avevano richiamato a raccolta un folto pubblico, che non vedeva l&#8217;ora di addentarli!</p>
<p>Avevamo a disposizione per l&#8217;assaggio l’<strong>Emmentaler</strong>, <strong>Le Gruyère</strong>, lo <strong>Sbrinz</strong>, il <strong>Tête de Moine</strong> e l’<strong>Appenzeller</strong> e quindi il primo pensiero è stato a quali vini abbinarli. Grazie all&#8217;esperto Oscar Mariotti, che da anni si occupa di rappresentare il meglio dell&#8217;enologia e della gastronomia del Nord Italia, la scelta è stata azzeccatissima: il <strong>Friulano 2014</strong>, i <strong>Riesling 2012 e 2009, il Merlot 2012 e il Picolit 2009 della cantina Aquila del Torre di Povoletto, nei Colli Orientali del Friuli</strong>. Ad arricchire il piatto di abbinamenti, c&#8217;erano i <strong>pani artigianali</strong> friulani di un forno locale, la <strong>mostarda di mele e il chutney di zucca</strong> dell&#8217;azienda agricola biologica Borgo dei Sapori ed il <strong>miele di tiglio</strong>.</p>
<div id="attachment_1810" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/11/formaggi_svizzeri_1.jpg"><img class="size-full wp-image-1810" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/11/formaggi_svizzeri_1.jpg" alt="L'Emmentaler e Le Gruyère" width="560" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;Emmentaler e Le Gruyère</p></div>
<p>Per quanto riguarda gli abbinamenti, siamo partiti dalle caratteristiche del formaggio specifico per poi passare alla prova dell&#8217;assaggio: <strong>L&#8217;Emmentaler e Le Gruyère</strong> sono formaggi a pasta dura, dal gusto e dalla sensazione consistente. Non sono formaggi specificatamente da invecchiamento, di solito li gustiamo tra i 4 ed i 5 mesi di affinamento. Mantengono intatti i sapori del latte, la freschezza, la piacevole dolcezza. <strong>L&#8217;Emmentaler è il caratteristico formaggio svizzero con i buchi</strong>, mentre <strong>Le Gruyère è il mitico formaggio che dà vita anche ad una confraternita</strong>, quella del Gruyère appunto, i cui membri condividono la passione per il formaggio e l&#8217;enogastronomia! L&#8217;Emmentaler è stato abbinato al <strong>Friulano 2014</strong> Aquila del Torre, mentre Le Gruyère al <strong>Merlot 2012</strong> Aquila del Torre.</p>
<div id="attachment_1811" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/11/formaggi_svizzeri_2.jpg"><img class="size-full wp-image-1811" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/11/formaggi_svizzeri_2.jpg" alt="Il Tête de Moine e l’Appenzeller " width="560" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Il Tête de Moine e l’Appenzeller</p></div>
<p>Il secondo incontro di gusto ha riguardato i pezzi forti della serata, o meglio i formaggi che hanno riscosse maggiore successo tra i presenti alla degustazione, <strong>il Tête de Moine e l’Appenzeller</strong>. Il <strong>Tête de Moine è un formaggio che fa colpo non solo per le sue caratteristiche di gusto, ma anche per la presentazione scenica che lo accompagna</strong>. E&#8217;, infatti, quel formaggio che si raschia a scaglie grazie alla &#8220;<strong>girolle</strong>&#8220;, un attrezzo specifico che appunto serve per le operazioni di servizio del Tête de Moine. Perchè è un formaggio da raschiare? La leggenda narra che i monaci parsimoniosi lo serbassero per lungo tempo e mano a mano, quando la gola chiamava, ne raschiavano qualche foglia sottile. E&#8217; un formaggio dal gusto intenso di erbe aromatiche, che può decorare ed arricchire risotti e piatti di carne. Il Tête de Moine è stato abbinato al <strong>Riesling 2012 di Aquila del Torre,</strong> un vino prezioso anche perché il riesling renano non è molto coltivato in Friuli Venezia Giulia, elegante e bilanciato nella sua aromaticità e acidità. Proprio quest&#8217;ultima, grazie alla piacevole sensazione di pulizia finale. <strong>L&#8217;Appenzeller ha un gusto deciso, aromatico e fruttato, dato anche da un metodo di conservazione ancestrale che prevede che la crosta sia strofinata con una salamoia di erbe</strong>. Abbinato al <strong>Riesling 2009 di Aquila del Torre</strong>, giovava dell&#8217;incontro con un vino aromatico complesso, che aveva maturato lungamente e che quindi esprimeva caratteristiche profonde.</p>
<div id="attachment_1812" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/11/formaggi_svizzeri_3.jpg"><img class="size-full wp-image-1812" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/11/formaggi_svizzeri_3.jpg" alt="Lo Sbrinz e il Picolit 2009 Aquila del Torre" width="560" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Lo Sbrinz e il Picolit 2009 Aquila del Torre</p></div>
<p>Dulcis in fundo, <strong>il vino più prezioso del Friuli Venezia Giulia, il Picolit</strong>, un vino dolce passito che si esprime in maniera sorprendete quando è abbinato ad i formaggi stagionati e agli erborinati. <strong>Lo Sbrinz si dice che sia il formaggio più antico dell&#8217;Europa</strong> e, perchè no, potremmo immaginare che in passato questo formaggio ed il vino Picolit si siano già incontrati nelle ricche tavole di re e regine. Come avviene per il vino, così avviene per lo Sbrinz: è un formaggio con una maturazione minima di 16/18 mesi, che può invecchiare anche anni! E&#8217; tradizione servirlo nelle tre versioni a cubetti, velo sottilissimo e grattugiato. <strong>Il Picolit 2009 di Aquila del Torre è pura armonia, un vino splendido che si assapora lentamente, lo Sbrinz è un formaggio stagionato che riempie la bocca di pastosità e gusto</strong>. Alla prova dell&#8217;abbinamento, abbiamo notato come l&#8217;equilibrio ottimale tra i due si raggiungesse anche grazie ad un punta di <strong>miele o di mostarda di mele </strong>sul formaggio.</p>
<div id="attachment_1815" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/11/al_portello_udine.jpg"><img class="size-large wp-image-1815" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/11/al_portello_udine-1024x574.jpg" alt="Caffè Al Portello in Piazza San Giacomo a Udine" width="864" height="484" /></a><p class="wp-caption-text">Caffè Al Portello in Piazza San Giacomo a Udine</p></div>
<p>Un grazie particolare per il supporto nell&#8217;organizzazione della serata a <strong>Luca Lombardo</strong>, che gestisce lo storico <strong>Caffè Portello a Udine</strong> con simpatia, cordialità e professionalità. Nel suo locale ci si sente sempre ospiti speciali, ed è grazie ad atmosfere così accoglienti che si possono assaporare al meglio i piaceri del gusto. Se vivete a Udine o siete di passaggio da quelle parti, una capatina al suo caffè è consigliabile.</p>
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		<title>Estate 2015, i Concerti del Gusto in Friuli Venezia Giulia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 05:59:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa sono i concerti del gusto? In luogo di musicisti e cantanti, ad esibirsi sono chef, vignaioli e produttori di eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia in quel che meglio sanno fare, toccare le corde del gusto. Bella idea quella avuta dall&#8217;esperto Walter Filiputti anni or sono e sviluppata nel tempo tanto da arrivare ad un ricco calendario annuale che include tappe in tutta la regione e un&#8217;anteprima a Roma, che si è svolta lo scorso mese. Alcuni dei migliori ristoranti della regione e altrettante cantine si esibiscono in diretta in abbinamenti cibo-vino in un tour che tocca luoghi di particolare bellezza paesaggista.</p>
<p>La prima tappa in Friuli Venezia Giulia, si è svolta il 30 Giugno a Gemona del Friuli, e il programma prevede altri 4 appuntamenti in cartellone per il 2015: il 28 Luglio presso il lungo mare di Grado, il 1 Settembre sulla spiaggia di Portopiccolo a Sistiana, il 24 Ottobre negli spazi della cantina Jermann a Ruttars (GO) ed infine il 21 e 22 Novembre nuovamente nel centro storico di Grado per un evento interamente dedicato ai dolci. Per maggiori informazioni, potete visitare il sito <a href="http://www.friuliviadeisapori.it/">Friuli Via dei Sapori</a>.</p>
<p>Più sorprendente del cibo e dei vini, è l&#8217;atmosfera che si crea nei luoghi dell&#8217;evento: a Gemona del Friuli, per esempio, credo che pochi conoscessero Piazza del Ferro, eppure è una bellissima terrazza panoramica nel centro storico della cittadina della Carnia, che si affaccia sulla vallata a cui fanno contorno i monti delle Prealpi Giulie. Un paesaggio naturale suggestivo, che si apprezza maggiormente al calar del giorno. Arrivata per l&#8217;occasione al tramonto, ho approfittato per fare un piccolo giro del centro di Gemona ed ammirare lo splendido Duomo, letteralmente incastonato tra le montagne che gli svettano alle spalle, e che rappresenta uno dei monumenti medievali più importanti del Friuli Venezia Giulia.</p>
<div id="attachment_1631" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/gemona_del_friuli_duomo.jpg"><img class="size-large wp-image-1631" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/gemona_del_friuli_duomo-1024x574.jpg" alt="Duomo di Gemona del Friuli" width="864" height="484" /></a><p class="wp-caption-text">Duomo di Gemona del Friuli</p></div>
<p>La Piazza del Ferro era allestita a festa con tavole imbandite da tovaglie candide, dietro le quali ti attendevano gli chef per porgerti i piatti in cui i prodotti tipici sono esaltati dalla creatività, dall&#8217;estro e dall&#8217;esperienza professionale. Ho apprezzato in particolar modo tre abbinamenti proposti sia per quanto riguarda l&#8217;espressività della cucina che la piacevolezza del vino.</p>
<div id="attachment_1630" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/piazza_del_ferro_gemona.jpeg"><img class="size-large wp-image-1630" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/piazza_del_ferro_gemona-1024x390.jpeg" alt="Piazza del Ferro a Gemona" width="864" height="329" /></a><p class="wp-caption-text">Piazza del Ferro a Gemona</p></div>
<p>Le geometrie di trota del ristorante Sale e Pepe (Stregna &#8211; Valli del Natisone) abbinate al Friulano 2014 di Sirch (Cividale del Friuli): adoro i colori e il piatto della chef Teresa Covaceuszach era un&#8217;esplosione di sapori e colori. La trota di San Daniele era lavorata con la sua bottarga ed adagiata su una crema di patate e dragoncello. Come tocco finale alcuni petali di fiori di campo della Valli del Natisone. Il Friulano di Sirch era giovane e fresco, con una bella acidità e un&#8217;etichetta essenziale e molto estiva!</p>
<div id="attachment_1634" style="width: 727px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/sale_pepe_sirch.png"><img class="size-full wp-image-1634" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/sale_pepe_sirch.png" alt="Geometria di trota del Sale e Pepe &amp; Friulano di Sirch" width="717" height="538" /></a><p class="wp-caption-text">Geometria di trota del Sale e Pepe &amp; Friulano di Sirch</p></div>
<p>Il Cervo e le uova di trota del ristorante La Subida di Cormons (Go) era davvero speciale, grazie soprattutto alla morbidezza della carne marinata per un giorno e mezzo e solo leggermente scottata sulla piastra dallo chef Alessandro Gavagna. L&#8217;olio del Collio e l&#8217;aceto di Josko Sirk davano il tocco finale al piatto. Il vino abbinato era la Malvasia 2012 di Beniamino Zidarich, vino bianco macerato che ben si accosta anche ai piatti di carne.</p>
<div id="attachment_1635" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/la_subida_zidarich.png"><img class="size-large wp-image-1635" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/la_subida_zidarich-1024x768.png" alt="Il cervo e le uova di trota de La Subida e la Malvasia di Zidarich" width="864" height="648" /></a><p class="wp-caption-text">Il cervo e le uova di trota de La Subida e la Malvasia di Zidarich</p></div>
<p>Gamberoni croccanti al mais, spuma di pomodoro e burrata del Ristorante Campiello di San Giovanni al Natisone (Ud), un piatto decisamente estivo ed un abbinamento in cui il vino, l&#8217;Illivio 2013 di Livio Felluga, era il re. Uvaggio di Pinot Bianco, Chardonnay e Picolit, l&#8217;Illivio è il vino dedicato al patriarca della cantina e che rappresenta la personalità di Livio Felluga, fondendo eleganza e forza. Un&#8217;armonia che si sprigiona da una sinfonia al naso ed in bocca, grazie all&#8217;intreccio delle sue espressioni.</p>
<div id="attachment_1636" style="width: 602px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/illivio_felluga.jpg"><img class="size-full wp-image-1636" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/illivio_felluga.jpg" alt="Illivio di Livio Felluga e Gamberoni croccanti de Il Campiello" width="592" height="870" /></a><p class="wp-caption-text">Illivio di Livio Felluga e Gamberoni croccanti de Il Campiello</p></div>
<p>Deliziosi tutti i dolci presentati dalla Pasticceria Simeoni di Udine e da Il Forno di Rizzo di Tarcento: la prima ha stupito con un gelo di anguria ristretto al Sium de La Viarte e crema chantilly alle fave di Tonka, mentre la seconda ha sfoderato un tris d&#8217;assi di bicchieri golosi in cui la frutta si sposava alla dolcezza delle creme. Per concludere in bellezza la serata, c&#8217;era il banco dei cocktail della Distilleria Nonino, irresistibile il mojito all&#8217;Amaro Nonino: lime e zucchero di canna, ghiaccio tritato, Amaro Nonino e soda.</p>
<div id="attachment_1637" style="width: 963px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/mojito_nonino.jpg"><img class="size-full wp-image-1637" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/07/mojito_nonino.jpg" alt="Mojito friulano con Amaro Nonino" width="953" height="592" /></a><p class="wp-caption-text">Mojito friulano con Amaro Nonino</p></div>
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		<title>Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, scontro all&#8217;ultima forchetta</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 13:23:01 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima cosa, le donne del vino non si occupano solo di vino. Che ci azzecca un&#8217;associazione che si chiama &#8220;<strong>Donne del Vino</strong>&#8221; con le ristoratrici, le enotecare, le sommelier, le comunicatrici, le enotecniche, le agronome e le enologhe? Eccome se ci azzecca! Il vino è il collante, <strong>la passione che si fa mestiere</strong> e che non è mai slegato da quella che è la cultura, nel senso più ampio del termine.</p>
<p>Seconda cosa, <strong>la cucina a vista è spettacolo</strong>. Altro che masterchef e programmi televisivi, il vero show è vedere all&#8217;opera i cuochi che mettono in pratica con destrezza e maestria la loro arte nei luoghi dove lavorano. Anzi, lancio un appello: cuochi, vi prego, cercate di organizzare sempre i vostri locali in modo che le persone possano vedere ed apprezzare il vostro modo di cucinare. E poi <strong>il cucinare nasce sempre da un atto di amore</strong>, e gli occhi scintillanti di felicità e i sorrisi non mancano mai sul volto di un cuoco mentre prepara i suoi piatti: <strong>vedere gente felice, aiuta ad essere felici</strong>.</p>
<div id="attachment_1540" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/donne_del_vino_chef.jpg"><img class="size-large wp-image-1540" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/donne_del_vino_chef-1024x574.jpg" alt="Le chef delle Donne del Vino" width="864" height="484" /></a><p class="wp-caption-text">Le chef delle Donne del Vino</p></div>
<p>Da tre anni a questa parte, le <strong>Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia</strong>, guidate dalla presidente <strong>Cristiana Cirielli</strong>, organizzano un evento davvero simpatico in cui si sfidano in gara tre chef donne e tre chef uomini nella stessa cucina a vista all&#8217;interno degli spazi super attrezzati dello <strong>Showroom della Electrolux di Pordenone</strong>.</p>
<p>L&#8217;edizione 2015 si è svolta martedì scorso ed ho avuto il piacere e l&#8217;onore di far parte della giuria, a cui spettava il duro compito di dare dei voti ai piatti di questi sei bravissimi chef: è stata davvero un&#8217;esperienza entusiasmante vederli all&#8217;opera e assaggiare piatti assolutamente deliziosi. Le chef donne <strong>Teresa Covaceuszach</strong> della Trattoria Sale &amp; Pepe di Stregna, <strong>Maria Giulia Frova</strong> del Ristorante Corno Divino a San Pancrazio di San Casciano Val di Pesa di Firenze e <strong>Franca Merz</strong> della Locanda Due Camini a Baselga di Pinè di Trento  e gli chef uomini <strong>Luca Plet</strong> del Ristorante Al Ponte di Gradisca, <strong>Diego Tomasi</strong> del Ristorante Basilisco a Treviso e <strong>Paolo Viviani</strong> del Ristorante Cascina Faletta a Casale Monferrato, in realtà, la &#8220;sfida&#8221; in quanto tale l&#8217;hanno presa sul serio fino ad un certo punto. Fondamentale era creare una loro ricetta nel migliore dei modi, come sono sempre abituati a fare nelle loro cucine, e soprattutto collaborare gli uni con gli altri.</p>
<p><strong>Affascinante vederli dialogare tra i fornelli, aiutarsi l&#8217;un l&#8217;altra a fare la pasta per i ravioli, scambiarsi consigli e brindare in allegria</strong>. Per loro è stato un bel gioco, per noi giudici e pubblico è stata un&#8217;esperienza unica. Nel corso della preparazione, mentre gli chef erano impegnati tra forni e padelle, <strong>Aurora Endrici</strong> &#8211; donna del vino del Trentino giunta appositamente per l&#8217;evento &#8211; ci raccontava la loro storia, mentre la sommelier <strong>Donatella Briosi</strong> introduceva mano a mano i vini che poi avrebbero accompagnato ogni piatto.</p>
<div id="attachment_1542" style="width: 874px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/chef_tacco_e_spacco_electrolux.jpg"><img class="size-large wp-image-1542" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/chef_tacco_e_spacco_electrolux-1024x467.jpg" alt="Gli chef di Tacco e Spacco contro Cappa e Spada 2015" width="864" height="394" /></a><p class="wp-caption-text">Gli chef di Tacco e Spacco contro Cappa e Spada 2015</p></div>
<p>Noi giudici avevamo a disposizione dei punteggi da 5 a 10 da assegnare ai parametri di ingredienti utilizzati, tecnica di cucina, presentazione del piatto e valutazione complessiva del gusto. <strong>Ve lo dico subito, ha vinto un uomo con un dessert!</strong> Non stupisca che <strong>il gusto per il dolce è quello più diffuso per l&#8217;umanità</strong>: il giudizio positivo che tutti, quasi indistintamente, diamo al dolce è qualcosa di ancestrale e primitivo. Il bambino, infatti, è portato a cercare il latte materno e questa è la via della natura affinché esso si nutra e trovi piacere nel nutrimento. Con il passare degli anni, e l&#8217;entrata nella vita adulta, l&#8217;attrazione per il gusto dolce può decrescere, ma è quasi impossibile che scompaia. <strong>Questo per dire che non solo il primo premio è stato assegnato ad un dolce, ma anche il terzo premio!</strong></p>
<p>Ma andiamo con ordine, perché magari siete curiosi di sapere quali erano i piatti in gara. I primi piatti hanno fatto il loro esordio trionfale dalla montagna al mare. La trentina <strong>Franca Merz</strong> ha proposto i <strong>ravioli fatti in casa alle erbe di primavera e ricotta di capra</strong>. La presentazione di questo piatto ricordava la primavera, solo questa valeva un premio alla bellezza. Ma valeva anche tutto il tempo che Franca ha speso per impastare e stendere la pasta, tanto da rendere la consistenza e lo spessore davvero perfetti. I ravioli erano accompagnati da un leggero pesto alla acetosella, la cui foglia &#8211; se masticata a fine pasto &#8211; è ideale per rinfrescare la bocca, lasciando un piacevolissimo sapore. Un piatto in cui l&#8217;unica nota leggermente stonata era la spruzzata di parmigiano, che sovrastava il gusto delicato della ricotta di capra. Abbinamento riuscitissimo con il vino, uno <strong>spumante metodo classico</strong> importante ed avvolgente assolutamente da provare: <strong>Terra &amp; Cielo di Borgo delle Oche</strong> (Valvasone &#8211; PN).</p>
<div id="attachment_1543" style="width: 957px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/primo_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1543" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/primo_piatto.jpg" alt="Ravioli alle erbe di primavera e ricotta di capra" width="947" height="934" /></a><p class="wp-caption-text">Ravioli alle erbe di primavera e ricotta di capra</p></div>
<p>Un secondo primo piatto ci attendeva, questa volta eseguito dallo chef <strong>Diego Tomasi</strong>: <strong>Spaghetti alla chitarra con garusoli, aglio, olio, peperoncino e crema di lenticchie</strong>. Alzi la mano chi non ha mai assaggiato i garusoli. Da piccola, le chiamavo al femminile &#8220;garusole&#8221;: si tratta di lumache di mare di cui il golfo antistante le nostre coste, da Monfalcone a Trieste, era ricco un tempo. Quanto ne ho mangiate nella mia vita&#8230;ma non è che le ho finite tutte io?! Buonissimi gli spaghetti, perfetto bilanciamento di sapori, a mio avviso la consistenza della crema di lenticchie era leggermente ruvida rispetto alla pasta. Sempre interessante comunque l&#8217;accostamento crema di lenticchie e molluschi. Il vino che abbiamo degustato in abbinamento era un nome del tutto nuovo per me, una <strong>Malvasia 2012 di Borc Da Vila</strong>, cantina biologica di Romans di Isonzo (GO). Sicuramente da approfondire la conoscenza di questa piccola azienda, che trova sede in una bellissima residenza storica.</p>
<div id="attachment_1544" style="width: 777px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/secondo_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1544" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/secondo_piatto.jpg" alt="Spaghetti alla chitarra con garusoli, aglio, olio, peperoncino e crema di lenticchie" width="767" height="921" /></a><p class="wp-caption-text">Spaghetti alla chitarra con garusoli, aglio, olio, peperoncino e crema di lenticchie</p></div>
<p>E la carne? Mica vogliamo privarcene! La simpaticissima chef toscana <strong>Maria Giulia Frova</strong> ha preparato un <strong>filetto di carne biologica di mucca su letto di topinambur</strong>. Così esuberante la cuoca,  tanto esuberante il piatto, anche nella presentazione, in cui si avvicendavano più elementi. Il ricordo più bello di questo piatto è legato agli aromi che da esso sprigionavano: le erbe e le spezie, qui, la facevano da padrone. Nota stonata, il carciofo cotto ed adagiato sulla carne, che minacciava anche un pò l&#8217;abbinamento con la colorata etichetta di <strong>Minna e Moro 2011 della Tenuta Il Corno </strong>(San Casciano in Val di Pesa), rosso toscano blend di Sangiovese e Colorino.</p>
<div id="attachment_1545" style="width: 969px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/terzo_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1545" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/terzo_piatto.jpg" alt="Filetto di carne biologica di mucca su letto di topinambur" width="959" height="803" /></a><p class="wp-caption-text">Filetto di carne biologica di mucca su letto di topinambur</p></div>
<p>Lo chef <strong>Luca Plet</strong> di Gradisca ci ha stupito con la <strong>punta di pezzata rossa in pastrami con giardiniera liquida al cavolo rosso</strong>: preparazione tecnica raffinata e di notevole impegno, visto che la carne è stata cotta per ben 48 ore a bassa temperatura. Il sapore primario era l&#8217;affumicato, la carne era di una tenerezza eccelsa, il gioco della presentazione &#8211; per cui su ogni pezzetto di carne trovava posto un diverso accostamento (pane alla segale, senape e bacon) &#8211; hanno fatto sì che Luca si aggiudicasse il secondo premio. L&#8217;abbinamento con il vino era perfetto, incontrando questo piatto il vino rosso <strong>Poema 2004 di Cantarutti </strong>(San Giovanni al Natisone &#8211; UD), blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.</p>
<div id="attachment_1546" style="width: 862px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/quarto_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1546" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/quarto_piatto.jpg" alt="Punta di pezzata rossa in pastrami con giardiniera liquida al cavolo rosso" width="852" height="985" /></a><p class="wp-caption-text">Punta di pezzata rossa in pastrami con giardiniera liquida al cavolo rosso</p></div>
<p>Ed ecco il momento dei dolci, vincitori del primo e secondo premio della singolar tenzone &#8220;Tacco e spacco contro cappa e spada&#8221;. <strong>Teresa Covaceuszach</strong>, direttamente dalle Valli del Natisone, ha creato un s<strong>emifreddo al croccantino e susine ubriache</strong>: poco da aggiungere, ha sfiorato la perfezione assoluta. Equilibri di sapori e consistenze ideali, nessun gusto predominava, il piatto si trasformava in un boccone di gioia. Ciliegina finale, il <strong>Picolit 2009 di Quinta della Luna </strong>(San Quirino &#8211; PN), che andava a sommare il piacere del cibo al piacere del bere. Ma non ci sarebbe dispiaciuta neanche la grappa di susine!</p>
<div id="attachment_1547" style="width: 862px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/quinto_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1547" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/quinto_piatto.jpg" alt="Semifreddo al croccantino e susine ubriache" width="852" height="964" /></a><p class="wp-caption-text">Semifreddo al croccantino e susine ubriache</p></div>
<p>Ultimo, ma primo nei risultati, la <strong>delizia piemontese in brodo </strong>dello chef<strong> Paolo Viviani</strong>: ravioli ripieni di crema al cioccolato in un bagno di frutta e decorati con foglie e fiori e una spruzzatina di cioccolato bianco. Applauso a scena aperta per quel che si potrebbe definire con l&#8217;espressione estasiata e metaforica di un &#8220;brodo di giuggiole&#8221;. Piacevole a vedersi, ancor più buono alla prova dell&#8217;olfatto e del gusto, un piatto che esalta quasi tutti i sensi. Complicato l&#8217;abbinamento con il vino con un piatto di questo tipo, soprattutto tenendo in considerazione la parte liquida. Il <strong>Moscato Passito della piemontese Cascina Faletta</strong> (Casale Monferrato) in questo caso si addice di più ad un finale a sé stante.</p>
<div id="attachment_1548" style="width: 920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/sesto_piatto.jpg"><img class="size-full wp-image-1548" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/sesto_piatto.jpg" alt="Delizia piemontese in brodo" width="910" height="568" /></a><p class="wp-caption-text">Delizia piemontese in brodo</p></div>
<p>Che dire? Non resta che andare a trovare questi chef, ed anche le vignaiole, nei loro ristoranti e cantine tra Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto e Toscana!</p>
<div id="attachment_1550" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/tacco_e_spacco_2014.png"><img class="size-full wp-image-1550" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2015/04/tacco_e_spacco_2014.png" alt="Un collage dell'edizione 2015 di Tacco e Spacco contro Cappa e Spada" width="700" height="700" /></a><p class="wp-caption-text">Un collage dell&#8217;edizione 2015 di Tacco e Spacco contro Cappa e Spada</p></div>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2015/04/donne-del-vino-del-friuli-venezia-giulia-scontro-allultima-forchetta/">Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, scontro all&#8217;ultima forchetta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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