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		<title>Skerk, Skerlj e Zidarich, il Carso scolpito nella pietra</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 10:18:46 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Alla presentazione del suo Glera 18-10 metodo ancestrale (annata 2015), Sandi Skerk mi anticipa che è un vino che si ama o si odia. Penso allora che sia un vino di rottura, magari difficile da capire, come alcuni vini non convenzionali, e rimango sorpresa, nell&#8217;assaggio, dalla piacevolezza, dall&#8217;eleganza e dall&#8217;equilibrio di questo vino. L&#8217;umiltà con cui l&#8217;aveva presentato Sandi, non gli fa onore: è un vino che si ama. Forse la difficoltà nel comprenderlo per alcuni, sta in quel termine &#8220;glera&#8221;, che in questo caso non si declina nel nome del &#8220;prosecco&#8221;, ma dà vita a qualcosa di completamente diverso.</p>
<p>La libertà di scegliere, che sola ci fa essere quello che siamo realmente.</p>
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<video class="wp-video-shortcode" id="video-2325-1" width="862" height="1532" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/10/Soloop_20201026094646-1.mp4?_=1" /><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/10/Soloop_20201026094646-1.mp4">http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/10/Soloop_20201026094646-1.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si ama per le sue caratteristiche, e anche per la sua storia. Storia condivisa con altri due vignaioli del Carso, Skerlj e Zidarich, colleghi ed amici, ma soprattutto persone con una visione comune del territorio e del futuro. &#8220;La macerazione è l&#8217;unica strada che possiamo percorrere, perché significa concentrazione&#8221;, ci dice Matej Skerli. Il Carso offre pochissima terra, conquistata metro a metro scavando nella roccia, e quel poco che offre deve essere estratto. Qui le parole sono fondamentali: macerazione, estrazione, concentrazione. L&#8217;uva nel suo complesso è essenza, non prodotto, è anima, non corpo.</p>
<p>Concedimi tutto, perché io ti ho dato tutto me stesso, la mia vita.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/10/skerlj-vitovska.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2329" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/10/skerlj-vitovska-768x1024.jpg" alt="skerlj-vitovska" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>La pietra è solo un altro passo verso la cultura del territorio: &#8220;L&#8217;idea della pietra è nata per caratterizzarsi in maniera ancora più stringente e per legarsi indissolubilmente alla nostra terra. Quella stessa vite che lambisce la pietra con le sue radici, troverà le sue uve a fermentare nella pietra, per chiudere un ciclo armonico&#8221;, ci dice Zidarich.</p>
<p>La pietra come elemento naturale del vino: nasci dalla pietra e ti forgi nella pietra.</p>
<p>Non per niente il luogo migliore per degustare questi vini è la loro casa, il Carso, a stretto contatto con la pietra.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/10/IMAG1052-01.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2330" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/10/IMAG1052-01-1024x768.jpeg" alt="IMAG1052-01" width="862" height="647" /></a></p>
<p>Alla serata di presentazione, che si è tenuta al ristorante Devetak, baluardo della cultura del Carso e scrigno di saggezza per il vino e il cibo, è stata presentata anche la Vitovska 67 di Skerlj, il suo primo esperimento con la pietra, avvenuto su impulso dell&#8217;amico Zidarich che da diversi anni fermenta le sue uve in tini di pietra. Interessante la differenza tra le due modalità di utilizzare la pietra: in Zidarich tini aperti, in Skerlj tini coperti sul modello dell&#8217;anfora. La Vitovska 67 di Skerlj, vendemmia 2018, è davvero molto diversa dalla pioniera Kamen di Zidarich, ma è giusto che sia così.</p>
<p>Il vino è un percorso, per chi lo fa e per chi lo beve.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Farro, orzo e vino, Villa de Claricini a Cividale</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 10:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Che mi piacesse la <strong>pasta al farro</strong> non lo sapevo, ogni tanto me ne sono imbattuta negli scaffali del supermercato, ma senza dargli tanta importanza. Oggi però che ho una figlia da educare, anche e soprattutto educazione alimentare in questi primi anni di vita, la mia spesa alimentare è preponderante, la prima voce di quello che spendo (in questo capitolo c&#8217;è anche il vino, eh!).</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2311" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-1-1024x768.jpg" alt="de-claricini-1" width="862" height="647" /></a></p>
<p>In settimana sono andata a visitare <strong>Villa de Claricini Dornpacher</strong>, che si trova a <strong>Bottenicco, subito fuori Cividale del Friuli</strong>: erano diversi anni che non ci andavo, anche se in passato spesso venivo qui ad acquistare Prosecco (uno dei migliori Prosecchi del Friuli Venezia Giulia) e il Rosso Tavagnacco (vino ottenuto da uve di Refosco dal peduncolo rosso dopo l&#8217;appassimento). Il direttore e custode della cantina era in quegli anni Mariolino Snidaro, una persona affabile, con la quale era sempre piacevole discorrere e che era sempre pronto ad aprire le porte della cantina. Mariolino ci ha lasciato improvvisamente una notte di maggio del 2017.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2312" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-2-1024x768.jpg" alt="de-claricini-2" width="862" height="647" /></a></p>
<p>Oggi a condurre l&#8217;azienda agricola, che è in primis una Fondazione che si occupa di promuovere studi e manifestazioni culturali, è <strong>l&#8217;enologo Paolo Dolce</strong>, tanti anni di esperienza nel settore della distillazione e della produzione vitivinicola. L&#8217;occasione di andare a trovare Paolo è stata interessante per scoprire il nuovo corso della produzione aziendale: <strong>i vigneti sono oggi in conversione biologica e le produzioni di farro e orzo sono già certificate biologiche così come i trasformati</strong> che da questi vengono realizzati. Paolo si è appassionato in questi ultimi anni alla <strong>filosofia dei vini di luce</strong>, che vengono prodotti con un attenzione particolare al contesto naturale: la vite è coltivata nella ricerca del suo equilibrio ed armonia con l&#8217;ambiente, così che possa la pianta stessa dotarsi di <strong>resistenza naturale</strong> alle aggressioni esterne. In quest&#8217;ottica, chiaramente, non vengono utilizzate sostanze chimiche di sintesi, si opta per l&#8217;inerbimento del vigneto e si utilizza anche una minima quantità di sostanze permesse nella produzione biologica, come il rame.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-3.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2310" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-3-1024x768.jpg" alt="de-claricini-3" width="862" height="647" /></a>Mi piace Paolo, lo stimo come persona e come professionista, un uomo che ha fatto un percorso originale, senza temere di andare controcorrente e mettendosi alla prova costantemente con nuove sfide, oggi può offrire a Villa de Claricini una visione aperta e che guarda al futuro, al cambiamento.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-5.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2315" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-5-1024x768.jpg" alt="de-claricini-5" width="862" height="647" /></a></p>
<p>Una delle scommesse su cui punta è accrescere la vendita diretta dei prodotti dell&#8217;azienda agricola, per poter instaurare un rapporto umano con le persone che acquistano i vini e le produzioni di Villa de Claricini. Io ci ho creduto e, oltre ai vini, mi sono lasciata tentare <strong>dalla pasta al farro e dall&#8217;orzo</strong>. La sera stessa l&#8217;ho cucinata al posto della pasta di grano duro che avevo in casa ed è stata una sorpresa per il gusto e l&#8217;armonia di abbinamento con il vino. Sia la farina che la pasta vengono prodotte grazie ad una filiera strettamente locale, il mulino e il pastificio si trovano entro un raggio delimitato ed entro i confini regionali.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-4.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2313" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2020/01/de-claricini-4-1024x768.jpg" alt="de-claricini-4" width="862" height="647" /></a></p>
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		<title>Terrano del Carso, quale scegliere?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2018 08:39:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Terrano, un vino un tempo spigoloso e scontroso, che oggi si rivela &#8211; nelle espressioni ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Terrano, un vino un tempo spigoloso e scontroso, che oggi si rivela &#8211; nelle espressioni di alcuni produttori &#8211; un vino rosso di grande piacevolezza e bevibilità</em></p>
<p>I ricordi di quando si beveva Terrano vent&#8217;anni fa, andando in giro per le osmize del Carso, sono davvero lontani, così com&#8217;è lontana oggi quell&#8217;immagine del vino rosso autoctono che un tempo faceva rizzare i peli delle braccia quando si deglutiva il calice. Il vino tanto amato dai produttori e dalla gente del luogo, per il suo fortissimo legame con il territorio, si rivela con nuove espressioni che ne fanno non più un liquido da buttar giù senza pensare, ma <strong>un vino da ricercare per la sua particolarità ed unicità</strong>.</p>
<p>Ne parlo ora, dopo aver potuto degustare alcuni Terrano nel corso dell&#8217;evento Teranum che si è svolto a Porto Piccolo, organizzato dall&#8217;<a href="http://www.carsovinokras.it/" target="_blank">Associazione Viticoltori del Carso</a>. Dieci Terrano del Carso triestino e sloveno di annate molto diverse tra loro &#8211; dal 2007 al 2016 &#8211; e con caratteristiche diverse, per poter mettere in luce quali sono le potenzialità di questo interessante vino autoctono.</p>
<p>Tra questi dieci, <strong>ne ho scelti cinque assolutamente da assaggiare</strong>, o quantomeno &#8211; se non ritrovate quelle annate precise &#8211; di produttori ai quali fare riferimento per la loro dedizione verso questo vino.</p>
<p>1) <strong>Skerlj 2007</strong>: Naso balsamico con richiami di oli essenziali di rosmarino e lavanda, fruttato e fumè. In bocca sentiamo la croccantezza del frutto. Acidità molto equilibrata.</p>
<p>2) <strong>Zidarich 2009</strong>: Un 2009 che sembra un &#8220;giovanotto&#8221;, fruttato, balsamico. In bocca grande grinta data dalla freschezza e dalla piacevolezza del fruttato.</p>
<p>3) <strong>Bajta 2016</strong>: Bel naso di marasca, con spessore floreale. Buona acidità e persistenza. Bella sensazione di freschezza.</p>
<p>4) <strong>Renčel 2006</strong>: Colore rosso scuro che ha perso un po&#8217; di brillantezza. Al naso balsamico, cioccolata, spezie dolci. In bocca frutta matura.</p>
<p>5) <strong>Skerk 2015</strong>: Al naso delicati sentori di frutta rossa. Buona acidità e freschezza, rotondamente fruttato con accenni di spezie come chiodi di garofano.</p>
<p><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2018/05/terrano-2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2302" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2018/05/terrano-2-1024x1024.jpg" alt="terrano-2" width="862" height="862" /></a></p>
<p>Il prossimo evento organizzato dall&#8217;Associazione Viticoltori del Carso sarà dedicato al vini bianco autoctono Vitovska: <a href="https://www.facebook.com/events/128856691312713/" target="_blank">Mare &amp; Vitovska</a> si terrà il 15 e 16 Giugno 2018 al Castello di Duino.</p>
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		<title>Fare vino ieri ed oggi: Giovanni Bortoluzzi</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 08:38:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Fare vino ieri ed oggi: Giovanni Bortoluzzi dell&#8217;azienda vitivinicola Bortoluzzi Borto Tintor ci racconta cos&#8217;è ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2018/01/fare-vino-ieri-ed-oggi-giovanni-bortoluzzi/">Fare vino ieri ed oggi: Giovanni Bortoluzzi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Fare vino ieri ed oggi: Giovanni Bortoluzzi dell&#8217;azienda vitivinicola Bortoluzzi Borto Tintor ci racconta cos&#8217;è cambiato, forte delle sue 52 vendemmie all&#8217;attivo</em></p>
<p>Per mia esperienza ed opinione personale, so per certo che per fare un buon vino due cose sono essenziali: la prima è che la raccolta dell&#8217;uva avvenga a perfetta maturazione, la seconda che a fare il vino ci sia un bravo enologo.</p>
<p>Semplice? Non proprio, anzi! Che l&#8217;uva venga raccolta a perfetta maturazione non è sempre possibile, per le condizioni meteorologiche, per impedimenti o per disinteresse dell&#8217;azienda stessa. Che ci sia un bravo enologo in azienda dovrebbe essere una prerogativa base, ma anche questa caratteristica non è sempre rispettata.</p>
<p>Da due anni a questa parte ho il piacere di presentare l&#8217;evento dedicato al vino Diciottodieci dell&#8217;azienda Bortoluzzi di Gradisca d&#8217;Isonzo (<a href="http://www.itsawineworld.it/2016/10/diciottodieci-un-vino-per-la-pace-grazie-allarte/" target="_blank">qui l&#8217;articolo che ne racconta la storia</a>) e quest&#8217;anno ho colto l&#8217;occasione di porre a Giovanni Bortoluzzi una domanda sulla sua esperienza diretta nel fare vino.</p>
<p>Giovanni Bortoluzzi è un enologo della vecchia scuola, diplomato in enologia nel 1965 e, con schiettezza e semplicità, ci racconta come fare vino oggi sia molto più complesso di quando ha iniziato lui negli anni &#8217;60.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="862" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/HPw5LfCCg_g?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Turismo del vino: Donatella Cinelli Colombini</title>
		<link>https://www.itsawineworld.it/2017/12/turismo-del-vino-donatella-cinelli-colombini/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 10:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Turismo del vino in Italia, se si vuole avere un&#8217;esperienza ed un modello da seguire, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo del vino in Italia, se si vuole avere un&#8217;esperienza ed un modello da seguire, non si può non intervistare Donatella Cinelli Colombini.</em></p>
<p><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong>, produttrice toscana che per prima ha creduto nelle potenzialità del <strong>turismo del vino in Italia</strong>, dando l&#8217;avvio all&#8217;evento Cantine Aperte oltre 25 anni fa, ha creato in provincia di Siena un vero paradiso per gli amanti del vino.</p>
<p>Io e Anna siamo state un weekend alla <strong>Fattoria del Colle a Trequanda (SI)</strong> e ci siamo divertite. <strong>Per i bambini, anche quelli più piccoli, sono molto ben attrezzati</strong>: dal lettino in camera ai seggiolini per la cena, che non sempre ritroviamo in tutti gli agriturismi, cercano inoltre di venire incontro ad ogni esigenza dei genitori.</p>
<p>Il ristorante si trova a pochi passi dalle camere e tutto il complesso enoturistico, circondato da vigneti e boschi, è facilmente fruibile.</p>
<p>Abbiamo colto l&#8217;occasione per <strong>farci raccontare da Donatella</strong> tutto quello che lei, con il suo staff, ha creato proprio per <strong>far vivere al turista del vino un&#8217;esperienza speciale</strong>. Una brevissima intervista che può dare spunto a qualcuno per le prossime vacanze e che, per gli operatori del settore, può essere davvero un bello spunto su cui riflettere.</p>
<p><strong>Turismo del vino non è solo degustazione del vino</strong>, ma molto di più e la Fattoria del Colle, come altre realtà in tutta Italia, ne sono un esempio.</p>
<p><iframe width="862" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/1fupLkzcRSs?feature=oembed" frameborder="0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mateja Gravner: vini bianchi da invecchiamento</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 08:45:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Mateja Gravner dell&#8217;azienda agricola Gravner (Oslavia &#8211; Friuli Venezia Giulia) oggi ci racconta, in meno ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mateja Gravner</strong> dell&#8217;azienda agricola <strong>Gravner</strong> (Oslavia &#8211; Friuli Venezia Giulia) oggi ci racconta, in meno di tre minuti, cosa c&#8217;è alla base della produzione di un <strong>vino bianco da lungo affinamento ed invecchiamento</strong>.</p>
<p>La loro cantina è una delle più conosciute al mondo, soprattutto per il desiderio di sperimentazione che in questi anni ha mosso il papà di Mateja, <strong>Josko Gravner</strong>. In una tensione costante alla ricerca dell&#8217;equilibrio ideale per i suoi vini, oggi è famoso in particolare per la produzione di <strong>Ribolla Gialla in anfora</strong>, che esce sul mercato dopo sette anni di affinamento in cantina.</p>
<p>Attualmente l&#8217;azienda Gravner coltiva unicamente <strong>Ribolla Gialla</strong> per i vini bianchi e <strong>Pignolo</strong> per i vini rossi.</p>
<p>Una domanda per Mateja è appunto <strong>cosa significhi per loro un vino bianco da affinamento e da invecchiamento</strong>: una domanda utile per nutrire maggiore curiosità rispetto al fatto che un vino bianco non deve essere necessariamente di pronta beva, anzi! Un vino bianco può essere affinato ed invecchiato nella propria cantina per molti anni alla stregua di un vino rosso, come ci dimostrano, per esempio, i vini di Gravner.</p>
<p>In occasione della nostra visita a Mateja Gravner, lei ci ha anche raccontato, che nelle visite che organizzano per gli appassionati &#8211; <strong>la cantina è visitabile su prenotazione per piccoli gruppi di massimo sette persone</strong> (il numero magico per Josko Gravner!) &#8211; sono ben accetti anche i bambini. Non tutti gli spazi, chiaramente, sono accessibili ai più piccoli, a seconda delle fasi di lavorazione del vino e per tutelare la sicurezza. Sul loro <a href="http://www.gravner.it/it/incontrarci.html" target="_blank">sito internet</a>, nella sezione Incontrarci, trovate le indicazioni per richiedere la prenotazione.</p>
<p><iframe width="862" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/EGxYYm6Zni8?feature=oembed" frameborder="0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Vini sociali, quei vini che nascono da progetti sociali</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 17:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[elenaroppa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Vini &#8220;sociali&#8221;, quali sono? Vengono definiti così i vini che nascono da progetti sociali, e forse ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vini &#8220;sociali&#8221;, quali sono</strong>? Vengono definiti così i <strong>vini che nascono da progetti sociali</strong>, e forse non sono in molti a conoscere queste realtà in Italia e all&#8217;estero. Dai richiedenti asilo ai portatori di handicap, dalle persone affette da disagio psichico ai minori con precedenti penali, ci sono molte strutture <strong>in Italia, in Spagna e Francia</strong> che hanno scelto di realizzare attività che prevedono la produzione di uno o più vini nell&#8217;ambito dei loro progetti.</p>
<p>Da tre anni a questa parte, in Friuli Venezia Giulia, si tiene il concorso enologico &#8220;<strong>Tassello d&#8217;Oro&#8221;</strong> volto proprio a fare conoscere questi <strong>vini che vengono prodotti da cooperative sociali nell&#8217;ambito di progetti con persone svantaggiate</strong>.</p>
<p>Il premio Tassello d&#8217;Oro nasce in seno al Consorzio di Cooperative sociali Il Mosaico, al cui interno vi è <strong>la cooperativa La Contea di Moraro</strong> (Gorizia), che da anni produce il <strong>Morus Morar, un Friulano Doc Isonzo</strong>, coinvolgendo persone che vivono diverse forme di disagio psichico e sociale. Anno dopo anno, la produzione del vino si è spostata dal &#8220;fare attività con persone svantaggiate&#8221; a &#8220;ricercare, grazie all&#8217;impegno di persone svantaggiate, una qualità del vino sempre più alta&#8221;. Il Morus Morar vuole essere un vino che viene scelto ed acquistato <strong>non per pietismo</strong>, ma per le sue caratteristiche e le sue qualità.</p>
<div id="attachment_2248" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/08/vini-sociali-morus-morar.jpg"><img class="size-large wp-image-2248" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/08/vini-sociali-morus-morar-1024x1024.jpg" alt="Il Morus Morar, Friulano Doc Isonzo" width="862" height="862" /></a><p class="wp-caption-text">Il Morus Morar, Friulano Doc Isonzo</p></div>
<p>Ho avuto il piacere di partecipare alla fase di selezione dei vini del Concorso: l&#8217;edizione 2017 ha proposto in degustazione alla cieca <strong>26 campioni di vini bianchi e rossi da Italia e Spagna</strong>, coinvolgendo giornalisti di settore, enologi, sommelier ed assaggiatori, per decretare i migliori tra questi. I vini, infatti, che ottengono dalla media dei punteggi del gruppo di degustatori, un voto pari o superiore a 78/100, saranno <strong>presentati al pubblico nel corso di un evento speciale in occasione di Gusti di Frontiera a Gorizia</strong>.</p>
<div id="attachment_2245" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/08/vini-sociali-tassello-doro.jpg"><img class="size-large wp-image-2245" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/08/vini-sociali-tassello-doro-1024x1024.jpg" alt="La degustazione dei vini in concorso" width="862" height="862" /></a><p class="wp-caption-text">La degustazione dei vini in concorso</p></div>
<p>Sicuramente non tutti i 26 campioni meritano di passare la selezione e sono in particolare i vini bianchi che non soddisfano pienamente, mentre i vini rossi sono mediamente buoni. In alcuni casi si tratta di vini bianchi senza l&#8217;aggiunta di solforosa, il che li rende interessanti come proposta, ma non sempre all&#8217;altezza delle aspettative.</p>
<p>Vale la pena, in ogni caso, segnalare che queste produzioni sono presenti in quasi tutta Italia ed è importante quantomeno sapere della loro esistenza, in quanto frutto di reali progetti sociali: in Friuli Venezia Giulia, per esempio, oltre al Morus Morar della cooperativa sociale La Contea, vengono prodotti anche il <strong>Diversamente Doc &#8211; Merlot Doc Colli Orientali del Friuli</strong> (ANFFAS Udine in collaborazione con l&#8217;azienda vitivinicola Bandut) e il <strong>Vino della Solidarietà &#8211; Uvaggio bianco Doc Collio</strong> (ANFFAS Gorizia).</p>
<div id="attachment_2250" style="width: 179px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/08/vini-sociali-falanghina.jpg"><img class="size-medium wp-image-2250" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/08/vini-sociali-falanghina-169x300.jpg" alt="Falanghina Selva Lacandona" width="169" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Falanghina Selva Lacandona</p></div>
<p>Nel resto d&#8217;Italia, vi sono cooperative sociali che coltivano vigneti nelle <strong>terre confiscate alla camorra</strong>, come l&#8217;Associazione (R)esistenza Anticamorra con il suo <strong>Falanghina Selva Lacandona</strong>, al quale contribuiscono con il loro lavoro quotidiano minori dell&#8217;area penale e ragazzi a rischio. In retro etichetta ritroviamo la sua descrizione &#8220;Selva Lacandona ha il sapore schietto del riscatto sociale e dell’onesto lavoro agricolo, dell&#8217;impegno di tutti e di ciascuno&#8221;, e merita un plauso non solo per questo, ma anche per le sue caratteristiche organolettiche.</p>
<div id="attachment_2252" style="width: 275px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/08/vini-sociali-vespaiolo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2252" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2017/08/vini-sociali-vespaiolo-265x300.jpg" alt="Vespaiolo Superiore Doc biologico La Costa" width="265" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vespaiolo Superiore Doc biologico La Costa</p></div>
<p>A fine degustazione e valutazione alla cieca, abbiamo potuto visionare le etichette scoperte, tutte realizzate con un impatto grafico piacevole ed in particolare da segnalare quelle della <strong>Fattoria Sociale La Costa</strong> per la loro originalità ed unicità. Questa cooperativa coinvolge nel suo progetto persone affette da sindrome di Down, che si dedicano alle colorazione manuale delle etichette con stampini, così che ognuna di esse sia un pezzo unico ed irripetibile. Il vino è un Vespaiolo Superiore Doc biologico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le cooperative sociali che hanno partecipato con i loro vini alla degustazione sono:</p>
<p>Agricoltura Capodarco &#8211; Lazio</p>
<p>Fattoria Sociale La Costa &#8211; Veneto</p>
<p>Cooperativa Sociale GEA Irpina &#8211; Campania</p>
<p>(R)esistenza Anticamorra &#8211; Campania</p>
<p>Cantina Vitematta &#8211; Cooperativa sociale Eureka &#8211; Campania</p>
<p>Isis Todi &#8211; Umbria</p>
<p>Cooperativa sociale La Contea &#8211; Friuli Venezia Giulia</p>
<p>ANFFAS Gorizia &#8211; Friuli Venezia Giulia</p>
<p>Progetto Emmaus &#8211; Piemonte</p>
<p>L&#8217;olivera Cooperativa &#8211; Spagna</p>
<p>Terre Vive &#8211; Bergianti &#8211; Emilia Romagna</p>
<p>Cooperativa sociale 81 &#8211; Fattoria Sociale Massignan &#8211; Veneto</p>
<p>Cooperativa sociale I Germogli ONLUS &#8211; Lombardia</p>
<p>ANFFAS Udine -Friuli Venezia Giulia</p>
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		<title>Cambio generazionale nel vino, Marina Danieli innova</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 10:09:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Passaggio da madre ai figli alla storica azienda vitivinicola Marina Danieli di Buttrio, che attua ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Passaggio da madre ai figli alla storica azienda vitivinicola Marina Danieli di Buttrio, che attua il cambio generazionale nel vino puntando all&#8217;innovazione</em>.</p>
<p>Con una presentazione su invito, <strong>Marina Danieli</strong> ha annunciato pubblicamente il nuovo corso dell&#8217;azienda vitivinicola, comunicando lo <strong>scioglimento della partnership con Giorgio Grai</strong>, l&#8217;enologo altoatesino che per anni ha seguito i vini dell&#8217;azienda. Oggi sono <strong>i figli Letizia e Francesco a raccogliere il testimone</strong> e a segnare la traccia di un nuovo corso nello stile dei vini e nella comunicazione aziendale. Francesco si occupa della supervisione della campagna e della cantina, mentre Letizia si prende in carico le strategie di marketing e comunicazione. Entrambi hanno scelto di entrare in azienda, dopo aver vissuto diverse esperienze di studio e lavoro in Italia e all&#8217;estero.</p>
<div id="attachment_2194" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-cambio-generazionale.jpg"><img class="size-large wp-image-2194" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-cambio-generazionale-1024x1024.jpg" alt="Passato, presente e futuro da Marina Danieli" width="862" height="862" /></a><p class="wp-caption-text">Passato, presente e futuro da Marina Danieli</p></div>
<p>Interessante <strong>l&#8217;excursus dei vini</strong> che è stato proposto in degustazione ai presenti: una prima panoramica sul passato con <strong>i vini di Marina Danieli firmati da Giorgio Grai</strong>, i vini frutto del nuovo progetto &#8220;<strong>Fusionissimo</strong>&#8221; che nasce tra <strong>Marina Danieli e l&#8217;enologo francese Jean-Claude Mas</strong> e la prospettiva futura dei vini realizzati su spinta di <strong>Letizia e Francesco con il giovane enologo aziendale Thomas Malatesta</strong>.</p>
<div id="attachment_2188" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-degustazione.jpg"><img class="size-large wp-image-2188" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-degustazione-1024x576.jpg" alt="I vini Marina Danieli in degustazione" width="862" height="485" /></a><p class="wp-caption-text">I vini Marina Danieli in degustazione</p></div>
<p>Per il primo gruppo, cioè i vini storici di Marina Danieli, si tratta di vini che fanno dell&#8217;eleganza e della longevità i loro punti di forza: sia il <strong>Pinot bianco del 2010</strong> che il <strong>Faralta del 1988</strong> (blend di tazzelenghe, cabernet, merlot) sono ancora oggi impeccabili. Il primo mantiene una buona acidità, sviluppando oggi aromi terziari e di frutta secca. Il vino rosso, uno dei vini simbolo dell&#8217;azienda, rappresenta l&#8217;eleganza e l&#8217;incontro tra le note erbacee e la frutta rossa, con una acidità media che lascia il passo alla morbidezza. <strong>Di Faralta rosso consiglierei di fare una scorta</strong>!</p>
<div id="attachment_2191" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-vini-tradizione.jpg"><img class="size-large wp-image-2191" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-vini-tradizione-1024x1004.jpg" alt="Marina Danieli, due grandi vini longevi" width="862" height="845" /></a><p class="wp-caption-text">Marina Danieli, due grandi vini longevi</p></div>
<p><strong>Fusionissimo</strong> è un progetto enologico che nasce con la vendemmia 2015 e vede <strong>l&#8217;enologo francesce Jean-Claude Mas dei Domaines Paul Mas in Languedoc</strong>, allievo di Giorgio Grai, creare due vini in &#8220;fusione&#8221; con Marina Danieli: fusione nel senso stretto del termine, poiché si tratta di vini che fondono un vino autoctono friulano con un vino tipicamente francese. <strong>Fusionissimo bianco 2015</strong> è un blend di Friulano e di Viognier, mentre <strong>Fusionissimo rosso 2015</strong> è un blend di Refosco dal peduncolo rosso e Carignan. Degustarli oggi, nel 2016, forse non garantisce a questi vini l&#8217;adeguato giudizio, perché il primo è rappresentato sopratutto da una piacevole freschezza che però manca di armonia, mentre il secondo denota un&#8217;astringenza elevata e una nota di vaniglia un po&#8217; invadente. Preferisco attendere i prossimi anni per farmi un&#8217;idea più completa.</p>
<div id="attachment_2187" style="width: 1015px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-fusionissimo.jpg"><img class="size-full wp-image-2187" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-fusionissimo.jpg" alt="La presentazione di Fusionissimo" width="1005" height="624" /></a><p class="wp-caption-text">La presentazione di Fusionissimo</p></div>
<p>Non posso non dire che mi piace molto lo spirito dell&#8217;innovazione con il quale <strong>Letizia, unitamente a Francesco e Thomas</strong>, affronta i temi del marketing aziendale e la creazione dei vini a partire dalla vendemmia 2016. E&#8217; lei a raccontare dei progetti futuri ancora in cantiere: la gamma di <strong>vini senza solfiti</strong> per il distributore Velier, la nuova linea per la ristorazione con le <strong>bottiglie da 0,375L</strong>, un <strong>Merlot rosè</strong> che si richiama alla tradizione strizzando l&#8217;occhio alla nuova tendenza del mercato. Durante la serata abbiamo potuto degustare in anteprima il <strong>Pinot Grigio ramato 2016</strong> e il <strong>Pinot Nero 2016</strong>, entrambi confermano la buona materia prima e sopratutto una complessità che attende un&#8217;evoluzione più che positiva.</p>
<div id="attachment_2186" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-evento-itsawineworld.jpg"><img class="size-large wp-image-2186" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/12/marina-danieli-evento-itsawineworld-1024x576.jpg" alt="Il menu della cena a seguito della degustazione dei vini di Marina Danieli" width="862" height="485" /></a><p class="wp-caption-text">Il menu della cena a seguito della degustazione dei vini di Marina Danieli</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Diciottodieci, un vino per la pace grazie all&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2016 07:49:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[bortoluzzi wines]]></category>
		<category><![CDATA[diciottodieci]]></category>
		<category><![CDATA[edizione limitata]]></category>
		<category><![CDATA[etichetta d'artista]]></category>
		<category><![CDATA[vino e arte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Diciottodieci è il vino per la pace grazie all&#8217;arte che ogni anno l&#8217;azienda vitivinicola Bortoluzzi ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it/2016/10/diciottodieci-un-vino-per-la-pace-grazie-allarte/">Diciottodieci, un vino per la pace grazie all&#8217;arte</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.itsawineworld.it">It&#039;s a wine world</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Diciottodieci è il vino per la pace grazie all&#8217;arte che ogni anno l&#8217;azienda vitivinicola Bortoluzzi Wines realizza in edizione limitata (solo 1000 bottiglie) a scopo di beneficenza.</em></p>
<p>La <strong>Grande Guerra</strong>, e con essa qualsiasi guerra, non è <strong>un tema facile da trattare per i territori che in prima persona hanno vissuto la tragedia e la brutalità di battaglie</strong> e lotte per la vita e la morte. E quando temi più spensierati come il turismo o appunto l&#8217;enogastronomia locale si avvicinano a questo argomento, è sempre estremamente difficile e delicato il connubio.</p>
<p><strong>L&#8217;azienda vitivinicola <a href="http://www.bortoluzziwines.com/" target="_blank">Bortoluzzi Wines &#8211; Borgo Tintor</a></strong>, che si trova a Gradisca d&#8217;Isonzo con vigneti a Fogliano Redipuglia, oltre che nel Collio, è uno di quei casi in cui la sensibilità verso <strong>un tema che il territorio ha vissuto in prima persona può trasformarsi in un bene per il presente e per il futuro</strong>. Nel 2014, infatti, l&#8217;enologo e titolare dell&#8217;azienda Giovanni Bortoluzzi, particolarmente legato a Fogliano di Redipuglia, dove si trova il Sacrario di Redipuglia &#8211; il più grande e maestoso sacrario in Italia dedicato ai caduti della Grande Guerra &#8211; sentì l&#8217;esigenza di fare qualcosa di concreto <strong>per commemorare il tragico passato e mantenere viva la memoria della guerra nell&#8217;anelito di pace tra i popoli</strong>.</p>
<div id="attachment_2159" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-pagotto.jpg"><img class="size-large wp-image-2159" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-pagotto-1024x839.jpg" alt="Il quadro di Renzo Pagotto dedicato a Diciottodieci nel 2014" width="862" height="706" /></a><p class="wp-caption-text">Il quadro di Renzo Pagotto dedicato a Diciottodieci nel 2014</p></div>
<p>Di questa sua idea ne parlò con <strong>l&#8217;artista e pittore Renzo Pagotto</strong> e decisero di comune accordo di realizzare un progetto in cui il vino e l&#8217;arte potessero unirsi a favore della pace: <strong>nacque così la prima annata di Diciottodieci</strong>, un<strong> vino in edizione limitata</strong> con un&#8217;etichetta realizzata appositamente da un artista sul tema della Grande Guerra.</p>
<div id="attachment_2160" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-pavic.jpg"><img class="size-large wp-image-2160" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-pavic-1024x840.jpg" alt="Il quadro di Zeljan Pavic per Diciottodieci del 2015" width="862" height="707" /></a><p class="wp-caption-text">Il quadro di Zeljan Pavic per Diciottodieci del 2015</p></div>
<p><strong>Diciottodieci</strong>, il nome del vino rosso a base Merlot e Cabernet Sauvignon, richiama un evento drammatico, la terza battaglia dell&#8217;Isonzo che fu combattuta tra il 18 Ottobre ed il 4 Novembre 1915 tra l&#8217;esercito italiano e quello austro-ungarico. La scelta di affidare il <strong>messaggio di speranza di pace ad un artista</strong>, ogni anno un pittore diverso e di nazionalità differente &#8211; Italia, Slovenia, Croazia, Austria e Ungheria &#8211; è stata una scelta di grande umanità ed intelligenza.</p>
<div id="attachment_2161" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-birsa.jpg"><img class="size-large wp-image-2161" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-birsa-1024x732.jpg" alt="Il quadro di Dare Birsa per Diciottodieci del 2016" width="862" height="616" /></a><p class="wp-caption-text">Il quadro di Dare Birsa per Diciottodieci del 2016</p></div>
<p>Quest&#8217;anno a prestare la sua arte al progetto è stato coinvolto <strong>il pittore sloveno Dare Birsa</strong>, che ha realizzato un quadro che richiama, nella rappresentazione e nei colori, il fiume Isonzo lungo il suo percorso di nascita in Slovenia, per poi passare lungo il Carso goriziano e la bisiacaria e sfociare nel Mare Adriatico. Prima di lui, avevano realizzato l&#8217;etichetta per il Diciottodieci <strong>nel 2014 il pittore italiano Renzo Pagotto</strong> e <strong>nel 2015 il pittore croato Zeljan Pavic</strong>.</p>
<div id="attachment_2157" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-bottiglia-birsa.jpg"><img class="size-large wp-image-2157" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-bottiglia-birsa-1024x693.jpg" alt="Le bottiglie di Diciottodieci 2016 con l'etichetta di Dare Birsa" width="862" height="583" /></a><p class="wp-caption-text">Le bottiglie di Diciottodieci 2016 con l&#8217;etichetta di Dare Birsa</p></div>
<p>Di questa iniziativa ho apprezzato in particolare due aspetti fondamentali, il primo riguarda il <strong>finanziamento all&#8217;arte</strong>. Oggi quasi nessuno investe nell&#8217;arte e, come mi ricordava Dare Birsa in uno scambio di battute, l&#8217;artista è oggi costretto in molti casi ad avere un lavoro primario per potersi mantenere e dedicare il proprio tempo libero ed i ritagli di tempo a quella che è invece la sua vocazione, cioè l&#8217;arte. <strong>Ci siamo dimenticati che l&#8217;arte è di tutti e che l&#8217;artista opera, non a proprio rendiconto, ma a favore dell&#8217;umanità</strong>.</p>
<p>Il secondo aspetto è quello che citavo all&#8217;inizio: il tema della Grande Guerra vieni qui trattato da chi il territorio lo vive in prima persona, cioè il vignaiolo, e interpretato con gli occhi dell&#8217;artista, che solo può lanciare <strong>un messaggio universale di pace per il presente e per il futuro</strong>.</p>
<p>Il ricavato della vendita delle 1000 bottiglie da 0,75L e di alcuni formati Magnum sono destinati a <strong>sostenere le iniziative della Pro Loco di Fogliano di Redipuglia</strong>, da sempre impegnata nel mantenere viva la memoria dei caduti della Grande Guerra e nel promuovere eventi dedicati alla pace tra i popoli.</p>
<div id="attachment_2156" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-elenaroppa.jpg"><img class="size-large wp-image-2156" src="http://www.itsawineworld.it/wp-content/uploads/2016/10/diciottodieci-elenaroppa-1024x768.jpg" alt="La firma della bottiglia Diciottodieci con etichetta di Dare Birsa" width="862" height="647" /></a><p class="wp-caption-text">La firma della bottiglia Diciottodieci con etichetta di Dare Birsa</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turismo del vino in Carso, una giornata speciale</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 06:42:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana, in occasione di Mare &#38; Vitovska, ho preso la palla al balzo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana, in occasione di Mare &amp; Vitovska, ho preso la palla al balzo e ho raggiunto in Carso gli amici dell&#8217;<strong><a href="http://www.mareevitovska.eu/lassociazione/">Associazione Viticoltori del Carso</a></strong> per visitare alcune cantine della zona. La giornata era soleggiata e con temperature miti, il clima migliore per una turista del vino!</p>
<p><strong>Siamo partiti da Sales, frazione di Sgonico</strong>, dove si trova l&#8217;<a href="http://www.bajta.it/">agriturismo e cantina Bajta</a>, che produce vino, carne e salumi e dove offrono ospitalità sia per dormire che per mangiare. Le loro specialità sono i piatti della tradizione locale, dalla jota al goulash, dalle zuppe ai gnocchi, rivisitate però con gusto moderno, quindi con un&#8217;attenzione particolare alla delicatezza dei sapori. Da visitare per la cantina di affinamento dei vini scavata sottoterra nella roccia e per la sala di stagionatura dei prosciutti. Producono tre qualità di vini, tutte tipiche della zona del Carso: la <strong>Vitovska, la Malvasia Istriana e il Terrano</strong>, declinati per esaltare i profumi primari e la sapidità, quindi vini piacevoli e di grande bevibilità. Da segnalare il loro Spumante Metodo Classico Rosè da uve Terrano &#8220;<strong>Terra Roza</strong>&#8220;, un vino perfetto per l&#8217;estate.</p>
<p>Sempre nel piccolo paese di Sales si trova la <strong><a href="http://www.terranostra.it/it/agriturismi/3993/agriturismo-skerlj-friuli-venezia-giulia-sgonico-collina-zona-carsica-alloggio-ristorazione.html">cantina e agriturismo Skerlj</a></strong>, dove hanno a disposizione <strong>tre appartamenti per gli ospiti</strong> e dove offrono piatti della tradizione locale durante i fine settimana da Gennaio e Giugno e da Settembre a Dicembre. La posizione è davvero ideale per chi ama la tranquillità e cerca un punto di appoggio per scoprire il territorio del Carso a piedi o in bici. La cantina di affinamento è sempre scavata nella roccia e vale sicuramente la visita. La famiglia Skerli ha 2,5 ettari di vite (<strong>Vitovska, Malvasia Istriana, Terrano</strong>) dislocati in 10 piccoli appezzamenti (pensate quanto lavoro manuale ci sta dietro ogni loro vino!) e la loro filosofia produttiva si basa sulla <strong>ricerca costante dell&#8217;equilibrio tra terra e uomo</strong>, che in ogni stagione cambia ed esprime la sua forza nel rispetto e nella diversità di ogni annata.</p>
<p>A pochi chilometri di distanza da Sales, si trova un altro piccolo centro famoso per la viticoltura del Carso, <strong>Prepotto (provincia di Trieste)</strong>, dove hanno sede diverse aziende molto conosciute, tra le quali <strong><a href="http://www.skerk.com/">Skerk</a></strong>. La cantina Skerk è una meta molto frequentata in occasione delle aperture speciali nel corso dell&#8217;anno dedicate all&#8217;<strong>osmiza, </strong>quando il cortile e le sale della casa carsica si trasformano in accogliente ristoro che offre salumi, formaggi e prelibatezze tipiche della zona del Carso. Da visitare assolutamente la cantina, scavata sottoterra nella roccia, nella quale si ammirano da vicino le stratificazioni di questi terreni formate col passare degli anni. La famiglia Skerk conduce 7 ettari di vite suddivisi in venti piccoli appezzamenti. Ritroviamo i tre vini più importanti del Carso, <strong>la Vitovska, la Malvasia Istriana e il Terrano</strong>, ma anche qualche chicca particolare come l&#8217;<strong>Ograde (da uve Vitovska, Malvasia Istriana, Sauvignon e Pinot Grigio) e il Glera spumante</strong>.</p>
<p>Ed ecco il racconto in video di questa bella giornata di turismo del vino in Carso, filmato da Lucia Di Benedetto.</p>
<p><iframe width="862" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/4P7mFo97MpY?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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